Fabrizio Palermo entra ufficialmente al centro della partita per il vertice del Monte dei Paschi. Il consiglio di amministrazione lo ha indicato come unico candidato alla carica di amministratore delegato, aprendo il passaggio più delicato del rinnovo della governance e imprimendo una direzione precisa alla successione. La scelta del board arriva mentre resta ancora aperto il capitolo relativo a Luigi Lovaglio, il confronto tra le liste continua a pesare sugli equilibri interni e BlackRock torna a movimentare la propria partecipazione nel capitale della banca.
Intanto il mercato sembra accogliere positivamente l’indicazione del nome: il titolo Mps sale del 2,40% a 7,519 euro.
In questo articolo:
- Mps, il board stringe sulla successione e indica Palermo
- Fabrizio Palermo, il profilo del manager che piace tanto a Caltagirone
- Mps, il capitolo Lovaglio e i movimenti di BlackRock nel capitale
Mps, il board stringe sulla successione e indica Palermo
La decisione del consiglio viene incardinata dalla banca dentro una procedura formalmente strutturata, che Mps descrive come documentata, sottoposta alla supervisione del Comitato Nomine e accompagnata dal supporto di advisor esterni indipendenti. Il board di Mps attribuisce alla scelta di Palermo il risultato di un assessment comparativo fondato su criteri oggettivi e predeterminati, tra cui esperienza professionale, competenze manageriali e coerenza con le esigenze strategiche della banca. Nel testo diffuso dal Monte, il consiglio aggiunge un ulteriore elemento e chiarisce di ritenere Palermo “il profilo più idoneo” per accompagnare la banca nella fase attuale, descritta come un passaggio di trasformazione industriale ed evoluzione strategica. La motivazione viene legata alla sua esperienza nella gestione di organizzazioni complesse, nei processi di cambiamento e nel presidio delle principali leve di creazione di valore. A questo si affianca anche la verifica, svolta con il supporto del Comitato Nomine, sulla rispondenza del candidato ai requisiti previsti dalla normativa vigente e agli orientamenti definiti per la carica, con richiamo esplicito ai presidi di governance e alle competenze finanziarie e strategiche.
Resta fermo, sul piano formale, che la nomina del nuovo amministratore delegato sarà deliberata dal consiglio che uscirà dall’assemblea del 15 aprile 2026. Nello stesso contesto il cda, alla luce della presentazione di liste concorrenti da parte di altri azionisti, ha definito anche l’ordine progressivo dei candidati della lista del board uscente già pubblicata il 6 marzo, collocando Nicola Maione al primo posto come presidente e Fabrizio Palermo al secondo come candidato amministratore delegato, seguiti da Corrado Passera, Carlo Vivaldi, Alessandro Caltagirone, Domenico Lombardi, Paolo Testi, Paolo Boccardelli, Marcella Panucci, Francesca Paramico Renzulli, Elena De Simone, Fabiana Massa, Renato Sala, Gianluca Brancadoro, Paola Lucantoni, Antonella Centra, Gianmarco Montanari, Simonetta Iarlori, Francesca Pace e Rosa Cipriotti.
Entro il 25 marzo, secondo quanto indicato dall’istituto, saranno inoltre messe a disposizione del pubblico la documentazione relativa alle tre liste per il rinnovo del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale, insieme alle valutazioni della banca su eventuali rapporti di collegamento ai sensi della normativa vigente.
Fabrizio Palermo, il profilo del manager che piace tanto a Caltagirone
La candidatura di Fabrizio Palermo assume rilievo anche per il sistema di relazioni che la circonda. Acea, di cui Palermo è amministrstore delegato dal 2022, e Mps condividono infatti un azionista di peso come Francesco Gaetano Caltagirone, mentre Alessandro Caltagirone siede in entrambi i consigli di amministrazione. In questo quadro Palermo viene considerato il candidato più vicino all’area del gruppo Caltagirone, che nel Monte detiene una partecipazione superiore all’11%. Il suo nome, quindi, entra nella partita della governance senese in una fase in cui la presenza dell’imprenditore romano continua ad avere un valore rilevante sia per consistenza della quota sia per il ruolo assunto nelle più recenti dinamiche societarie della banca.
Dal punto di vista del curriculum, Palermo porta in dote un percorso costruito tra finanza, grandi partecipate e istituzioni. Prima di entrare in Acea, il manager ha guidato Cassa Depositi e Prestiti, dopo avere già ricoperto nello stesso gruppo il ruolo di direttore finanziario. Prima ancora aveva maturato esperienza in Morgan Stanley. Dal 2025 è anche componente del consiglio di amministrazione di Generali, società nella quale Caltagirone detiene una partecipazione del 6,28%. Il profilo che emerge è quello di un manager abituato a operare in contesti complessi e ad alta esposizione istituzionale, con una traiettoria professionale sviluppata lungo assi diversi rispetto a quella di Luigi Lovaglio. È un elemento che contribuisce a definire la portata della scelta compiuta dal board, perché il dossier del nuovo amministratore delegato non riguarda soltanto il nome chiamato a guidare il Monte, ma anche l’impostazione che la banca intende dare alla fase successiva del proprio percorso.
Mps, il capitolo Lovaglio e i movimenti di BlackRock nel capitale
Accanto alla formalizzazione della candidatura di Palermo resta aperto il nodo dell’attuale amministratore delegato. Oggi è atteso infatti un nuovo passaggio nel consiglio di amministrazione del Monte dei Paschi per esaminare la posizione di Luigi Lovaglio, il cui mandato scadrà con l’assemblea del 15 aprile. Il cda di ieri è stato aggiornato nuovamente sull’istruttoria avviata dal Comitato nomine, che sta continuando gli approfondimenti tecnici insieme al team di avvocati in relazione alle conseguenze della discesa in campo di Lovaglio con la lista presentata dalla holding Plt della famiglia Tortora. È un dossier che si colloca al crocevia tra regole di governance, procedura assembleare e tenuta degli equilibri interni, dentro una fase in cui il rinnovo degli organi non si sta sviluppando lungo un percorso lineare, ma attraverso il confronto fra liste e posizionamenti differenti.
Sullo sfondo si muove anche il capitale. Dalle comunicazioni Consob sulle partecipazioni rilevanti emerge che BlackRock è tornata sopra il 5% del capitale di Mps lo scorso 16 marzo, raggiungendo il 5,063 per cento, per poi ridurre la quota al 4,898 per cento il 19 marzo. Il movimento, pur restando circoscritto nell’arco di pochi giorni, segnala l’attenzione che continua a concentrarsi sulla banca senese in una fase in cui governance, assemblea e assetto azionario si stanno sovrapponendo. Il risultato è un passaggio in cui ogni decisione pesa su più livelli contemporaneamente: sulla guida operativa dell’istituto, sulla composizione del nuovo consiglio e sulla lettura che il mercato darà del nuovo equilibrio in formazione attorno al Monte.









