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Mutuo a tasso fisso: cos’è e come funziona

Mutuo a tasso fisso: cos'è e come funziona

Chi stipula un mutuo per l’acquisto di una casa, l’aspetto che forse dovrà tenere più in considerazione riguarda il tasso d’interesse con cui viene calcolata la rata che periodicamente dovrà pagare all’ente erogatore sulla base di un piano di ammortamento.

Un mutuo (ipotecario) è un contratto con il quale un soggetto (mutuante) – di solito una banca o una società finanziaria – corrisponde un finanziamento a lunga scadenza (da 5 a 40 anni) a un altro soggetto (mutuatario) finalizzato all’acquisto di un immobile e quest’ultimo si impegna a restituire il prestito attraverso il pagamento di rate periodiche costituite da una quota di capitale e una quota di interessi. Ci sono diverse tipologie di mutuo in base al tasso d’interesse. Possiamo quindi distinguere tra mutui:

  • a tasso fisso;
  • a tasso variabile;
  • a tasso variabile a rata fissa;
  • capped rate a tasso variabile;
  • a tasso misto;
  • a tasso combinato.

In questa guida tratteremo i mutui a tasso fisso, mettendo in luce le caratteristiche principali e i vantaggi e gli svantaggi di questa tipologia.

Mutuo a tasso fisso: caratteristiche e funzionamento

Il mutuo a tasso fisso è un contratto con il quale il finanziamento viene erogato a un tasso d’interesse che rimane lo stesso per tutta la durata del debito. In questo modo è possibile conoscere dall’inizio quello che sarà il costo totale del mutuo, così come l’ammontare delle singole rate. Queste ultime possono essere:

  • costanti se il piano di ammortamento è alla francese (quota di capitale crescente e interessi decrescenti);
  • decrescenti se il piano di ammortamento è all’italiana (quota di capitale costante e interessi decrescenti);
  • costanti tranne la prima se il piano di ammortamento è alla tedesca (prima rata rappresentata solo da tutti gli interessi e successive dalla quota di capitale).

Il tasso di interesse applicato nel mutuo a tasso fisso è pari alla somma tra l’interest rate swap, o eurirs, e uno spread applicato da ogni banca che rappresenta il suo margine di guadagno. L’eurirs è determinato ogni giorno dalla Federazione bancaria europea sulla base delle aspettative dei mercati finanziari. In realtà non esiste un unico tasso eurirs, ma ve ne sono diversi in funzione della durata del mutuo. Se ad esempio il mutuo è a 30 anni, si considererà l’eurirs a 30 anni.

Supponiamo che si voglia chiedere un mutuo ventennale per l’acquisto di una casa e il tasso eurirs per quella scadenza calcolato quel giorno dalla Federazione bancaria europea sia del 2%. Immaginiamo anche che lo spread applicato dalla banca a cui si è chiesto il finanziamento sia dell’1% per questa tipologia di mutuo. Alla fine, il tasso fisso che verrà sostenuto e che durerà per tutta la vita del prestito risulta del 3%.

 

Vantaggi e svantaggi

Il mutuo a tasso fisso presenta dei vantaggi ma anche alcuni inconvenienti. Il principale aspetto favorevole deriva dalla certezza di pagare sempre lo stesso importo, mettendosi al riparo dall’aumento dei tassi di interesse. Questa soluzione è più indicata per chi pianifica le sue uscite economiche, magari in presenza di un reddito costante, e non ama il rischio dettato dalle variazioni delle condizioni sui mercati finanziari. Lo svantaggio sta nel fatto che normalmente il tasso fisso è più elevato rispetto a quello variabile, in quanto non incorpora il rischio per il mutuatario della variazione dei tassi. Inoltre, in caso di diminuzione dei tassi sul mercato, ci si trova a sostenere un onere più alto non potendo sfruttare la discesa.

 

Mutuo a tasso fisso o a tasso variabile?

Prima di accendere un mutuo, molto spesso alloggia nella mente del contraente il dubbio se scegliere il tasso fisso o quello variabile. Ma quale conviene? Una risposta unica in assoluto non esiste, perché dipende molto dalle circostanze relative alla situazione di mercato, alle aspettative personali e alle attitudini del contraente. Sono quindi diversi gli aspetti che entrano in gioco e che possono avere un peso diverso a seconda del momento e della persona.

In sostanza, se i tassi d’interesse sono bassi sul mercato e c’è l’aspettativa che la Banca centrale possa iniziare ad alzarli, sarebbe più indicato un mutuo a tasso fisso per evitare di trovarsi a pagare rate più elevate. Viceversa se, come avviene in questo momento, i tassi sono alti e l’autorità monetaria si appresta ad abbassarli perché giunti alla fine di un ciclo rialzista, il tasso variabile potrebbe essere la scelta migliore. In tutto questo non si può trascurare l’inclinazione del mutuatario a vivere una situazione tranquilla e serena durante la vita del mutuo in rapporto alla sua condizione economica, così come una maggiore attitudine alla flessibilità.

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