L’inverno del Nasdaq 100 potrebbe essere terminato. L’indice ha recuperato la metà delle perdite accumulate durante quasi un anno a seguito dell’aumento dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve per combattere l’inflazione. I tassi di interesse elevati impattano soprattutto sui titoli tecnologici, in quanto le società tech necessitano di effettuare grandi investimenti e sono costrette quindi subiscono un costo di finanziamento maggiore.
La musica ha iniziato a cambiare quando il carovita negli Stati Uniti ha cominciato a raffreddarsi , mentre la crisi delle banche regionali ha creato le premesse per l’arrivo di una recessione. Le linee di questo scenario hanno spinto gli investitori a scontare la fine del ciclo delle strette sui tassi da parte della Banca centrale americana e addirittura a prevedere qualche taglio prima della chiusura del 2023. In effetti, nell’ultima riunione, la Fed ha annunciato una pausa che molti ritengono sarà permanente in attesa dell’inversione tanto attesa.
Nasdaq 100: sono pochi i titoli che guidano il rally
Il momento di forma del Nasdaq 100 è destinato a continuare? Quest’anno il paniere rappresentativo delle 100 società tech più capitalizzate ha guadagnato oltre il 24%, ma la gran parte dei rialzi è stata guidata da pochi titoli quali Apple, Microsoft, Alphabet, Nvidia, Meta Platforms e Tesla. Tutti hanno guadagnato almeno il 30% e, senza il loro contributo, l’indice Nasdaq 100 sarebbe cresciuto di appena il 4,1%.
A sostegno del Nasdaq 100 è da considerare anche il buono stato di salute delle società tech, evidenziato dalle ultime trimestrali. I grandi nomi della tecnologia sono pieni di liquidità. Apple, ad esempio, alla fine di marzo deteneva 166 miliardi di dollari in contanti, mentre Alphabet e Microsoft superavano la soglia di 100 miliardi di dollari.
Ecco cosa pensano gli analisti
Nel complesso gli analisti sono prudenti, anche perché i livelli di prezzo cominciano a essere alti. Il Nasdaq 100 è scambiato a circa 24 volte gli utili stimati, al di sopra della sua media decennale. “È quasi come se fossimo bloccati tra un mercato rialzista e uno ribassista, e non sappiamo ancora quale delle due parti prevarrà. Inoltre manca l’ampia partecipazione ai rialzi che confermerebbe il definitivo breakout al rialzo” ha commentato Ari Wald, responsabile dell’analisi tecnica di Oppenheimer.
A suo avviso, comunque, “le grandi aziende tecnologiche potrebbero fare una pausa nei rialzi, anche a causa dell’ipercomprato, ma stanno comunque uscendo da un periodo molto difficile e le tendenze macroeconomiche attuali, come un contesto di bassa crescita e rendimenti più bassi, supportano una ripresa in queste società ad alta crescita”.
Russ Mould, direttore degli investimenti di AJ Bell pone l’accento sui risultati trimestrali delle aziende tecnologiche: “Il rally dallo scorso autunno è stato guidato dalla speranza che il peggio fosse alle spalle in termini di declassamenti degli utili” ha affermato.









