Azioni tech: novità e analisi dai titoli tecnologici - Borsa&Finanza

Azioni tech

Le azioni tecnologiche, abbreviate in azioni tech (dall’inglese technology stock), appartengono alla grande categoria delle azioni growth, con elevati potenziali di crescita che ne giustificano multipli di quotazione più elevati rispetto alle azioni value. In questa sezione di Borsa&Finanza sono contenute le notizie che riguardano le azioni tecnologiche ma anche le ultime innovazioni proposte da queste società, l’andamento degli indici tecnologici e i commenti di asset manager ed esperti. L’esempio classico di azione tecnologica è quello delle Big Tech statunitensi: Amazon, Alphabet (Google), Apple, Microsoft, Netflix, Meta (Facebook). Ma anche le cinesi Alibaba e Tencent sono azioni tecnologiche, così come Cisco o l’italiana STMicroelectronics.

Le società tecnologiche si occupano di ricerca, sviluppo e produzione di prodotti o servizi che utilizzano risorse tecnologiche. Si tratta di aziende fortemente innovative e in grado, con i loro prodotti e servizi, di rivoluzionare le abitudini di vita. Tra i titoli tecnologici non ci sono solo i grandi nomi delle Big Tech statunitensi. Le azioni di imprese fortemente innovative hanno spesso capitalizzazioni ridotte in quanto ancora nelle prime fasi del loro sviluppo. Ci sono analisti e gestore di fondi di investimento che vanno a caccia di queste imprese nel tentativo di scoprire la prossima Apple. L’indice in assoluto più importante, che raccoglie tutte le principali società tecnologiche globali (sono per la maggior parte statunitensi) è il Nasdaq Composite. Esiste anche il Nasdaq 100, che raccoglie le 100 Tech Stocks a maggiore capitalizzazione. Anche la Borsa di Hong Kong e quella di Shenzen in Cina si contraddistinguono per una elevata presenza di azioni tecnologiche, per non dire di Tokyo, che ha sempre fatto della tecnologia un punto di forza nazionale.

Goldman Sachs punta sulla Cina. Secondo la banca d'affari americana, le azioni cinesi hanno le potenzialità per guadagnare un altro 15% in Borsa, mentre lo yuan potrebbe salire a 6,5 per dollaro entro la fine del 2023, dai 6,8 attuali. Gli analisti dell'istituto finanziario hanno alzato l'obiettivo a 12 mesi per l'indice MSCI China da 70 a 80, grazie a "basse valutazioni" delle azioni in questo momento e a fattori politici che influiscono positivamente riguardo il settore immobiliare, la regolamentazione di Internet e gli equilibri geopolitici. Quanto alla valuta domestica, questa sarebbe favorita dalla riapertura, dopo che per buona parte del 2022 le attività produttive della Cina sono state chiuse a causa della politica zero Covid attuata dalle Autorità governative. "La Cina sembra ben posizionata nei cicli di crescita, politica e inflazione in un contesto globale nel 2023. Il contesto di mercato prevalente ci porta a credere che il rischio al ribasso di mantenere un sottopeso o di andare allo scoperto sui titoli cinesi sia significativamente più elevato rispetto all'andare long", hanno scritto gli strateghi di Goldman Sachs. Cina: puntare sulle azioni tecnologiche Dai minimi del 2022, le azioni cinesi hanno fatto un salto prodigioso, con l'indice MSCI China salito del 48%. Anche il nuovo anno sembra essere iniziato nel segno del rialzo. L'allentamento delle restrizioni Covid, il sostegno al settore immobiliare e la riduzione della pressione normativa hanno dato nuovo impulso a una serie di titoli che in passato erano stati massacrati. I giganti tecnologici come Alibaba e Tencent hanno ripreso quota e, viste le valutazioni ancora convenienti, possono rappresentare in questo momento un'occasione ghiotta per gli investitori di lungo periodo. Proprio Alibaba è uno dei titoli facenti parte ora della top list di Goldman Sachs, insieme ad altre società tecnologiche. Il broker ritiene che una normalizzazione delle normative, insieme alla ripresa macroeconomica e ovviamente alla riapertura potranno avvantaggiare il settore. Le aziende tech hanno sofferto anche e soprattutto l'aumento dei tassi d'interesse delle principali Banche centrali, sebbene la People's Bank of China abbia continuato a mantenere una politica accomodante. Infatti, l'inflazione in Cina non è cresciuta come in altre parti per via della stagnazione dell'economia dovuta ai blocchi Covid. Per il 2022 il PIL cinese è stimato in salita del 3%, molto lontano dagli obiettivi di Pechino di inizio dell'anno scorso al 5,5%. Con le attività in piena ripresa nel 2023, per Goldman Sachs dovrebbe essere tutto un altro discorso. Tuttavia, i contagi da Covid-19 in Cina sono ancora molto alti e la popolazione è scarsamente vaccinata. Per questo occorrerà prestare molta attenzione a come il Governo riuscirà a resistere alla tentazione di attuare nuovamente lockdown più o meno mirati.
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Cina: per Goldman Sachs puntare su azioni e yuan

Goldman Sachs punta sulla Cina. Secondo la banca d’affari americana, le azioni cinesi hanno le potenzialità per guadagnare un altro 15% in Borsa, mentre lo yuan potrebbe salire a 6,5