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Nasser Al-Khelaïfi, chi è e cosa fa il presidente del PSG

Un primo piano di Nasser Al-Khelaïfi

Da imprenditore-guida della superpotenza Qatar e maestro della combo sport e comunicazione a padrone assoluto del calcio europeo: è la traiettoria di Nasser Al-Khelaïfi, il presidente e direttore generale del Paris Saint-Germain. Un passato da tennista professionista, il businessman di Doha ha l’obiettivo di dare “il club che merita” a Parigi, quella che ritiene “una delle città più incredibili al mondo”. Ma chi è davvero Al-Khelaïfi e com’è riuscito a diventare la voce più influente all’interno della UEFA?

 

Nasser Al-Khelaïfi, chi è il numero uno del PSG

Classe 1973, figlio di un pescatore di perle, Al-Khelaïfi si laurea in Economia alla Qatar University e ottiene un Master in studi marittimi all’Università del Pireo. Dopo aver lasciato la carriera da tennista professionista cominciata nel 1992 e chiusa nel 2003, diventa uno dei top manager di Al Jazeera Sport (è direttore acquisti dei diritti TV), poi presidente e amministratore delegato del fondo sovrano QSi (Qatar Sports Investments) e soprattutto di beIN Media Group, l’emittente che trasmette i maggiori eventi sportivi, inclusa la Champions League, in 5 continenti e 43 Paesi nel mondo. Sotto la sua guida, beIN si espande con il lancio dei segmenti sport nell’area MENA, in Francia, Sud e Nord America, Asia e Pacifico, Australia e Spagna.

Nel 2016 Al-Khelaifi acquisisce persino Miramax, glorioso studio hollywoodiano dell’“orco” Harvey Weinstein controllato dalla Disney, e successivamente la pay-TV turca Digiturk. Al lavoro da imprenditore nella media industry, aggiunge incarichi importanti per rilanciare il tennis qatariota come presidente di Qatar Tennis Federation (QTF), Qatar Squash Foundation (QSF) e vicepresidente dell’Asian Tennis Federation for West Asia (ATF). Dal 2013 è Ministro senza portafoglio nominato dall’emiro (e amico d’infanzia) Tamim bin Hamad al-Thani, dirige il Bureau de la Ligue de Football Professionnel in Francia e dall’aprile 2021 è presidente dell’ECA, l’European Club Association, al posto del dimissionario Andrea Agnelli.

 

Il patrimonio del presidente qatariota

Nella classifica dei presidenti più ricchi nel mondo del calcio, stilata nel 2023 dal magazine Goal, il patrimonio di Nasser Al-Khelaïfi è stimato in 8 miliardi di dollari. Il manager qatariota si piazza all’ottavo posto della graduatoria, dietro Stan Kroenke dell’Arsenal e prima della famiglia Zhang alla guida dell’Inter.

A favorire la ricchezza di Al-Khelaïfi, oltre le sue doti da visionario general manager, sono le quote posseduta da QSi in Barclays, Harrods, Volkswagen, Walt Disney, Sainsbury’s, Heathrow Airport, Siemens, Royal Dutch Shell e Shard London Bridge, nonché le partnership di alto profilo strette a livello globale. È di Qatar Sports Investments anche Burrda, il famoso brand di articoli sportivi che fa concorrenza a Nike e Adidas.

In Italia il fondo collabora con il piano di sviluppo Portanuova, l’intervento di rigenerazione urbana e architettonica nel centro direzionale di Milano; ha la proprietà dello storico Excelsior Hotel Gallia di Milano e di catene alberghiere turistiche della Costa Smeralda in Sardegna e dell’ex ospedale San Raffaele di Olbia.

 

Da quanto tempo gravita nel calcio

Al-Khelaïfi è alla guida del PSG dal 7 ottobre 2011, quando Qatar Investment Authority acquista la maggioranza del club da Robin Leproux, proprietario dal 2009. Ma per il manager arabo non è l’unica squadra: Al-Khelaïfi è coinvolto nell’FC Miami City, i Champions della città della Florida che militano nel campionato della USL americana. Attualmente la proprietà è dell’imprenditore francese Ravy Truchot, il co-creatore di Gleeden (il sito di incontri extraconiugali) e fondatore di Strive Football Group.

Subito dopo essere stato nominato président e directeur général del Paris, Al-Khelaïfi presenta un piano quinquennale per portare il club della capitale francese ai vertici del calcio internazionale. La missione del numero uno del club parigino è chiara fin da subito: incamerare trofei in bacheca e soprattutto spostare l’asse di potere del calcio che conta, diventando l’uomo forte del pallone mondiale.

 

Quanto ha investito nel Paris Saint-Germain

Il Paris Saint-Germain guidato da Qatar Sports Investments è una delle squadre più ricche del mondo: dal 2011 ad oggi il fondo è stato capace di spendere 1,83 miliardi di euro soltanto alla voce acquisti. Per citare alcuni tra i fuoriclasse collezionati nel giro di poco più di dieci anni: Leo Messi, Kylian Mbappé, Neymar, Edinson Cavani, Ángel Di Maria, Achraf Hakimi, Randal Kolo Muani, Gonçalo Ramos, Ousmane Dembélé, David Luiz, Thiago Silva, Marquinhos, gli italiani Marco Verratti, Gianluigi Donnarumma e Gigi Buffon. Nel mercato estivo del 2023, l’investimento è arrivato a 350 milioni, con un disavanzo di 146,5 milioni.

Neymar rimane l’acquisto più costoso dell’era Al-Khelaïfi: 222 milioni di euro sborsati al Barcellona nella stagione 2017-2018. Non vanno neanche dimenticati i lavori di restyling del Parco dei Principi: dal 2013 QSi gestisce l’impianto della municipalità di Parigi con la concessionaria SESE (Société d’Exploitation Sports et Événements) e un anno dopo, in vista di Euro 2016, opera una significativa ristrutturazione da 75 milioni di euro. Ma tra le varie opzioni sul piatto del PSG, ci sarebbe anche quella di trasferirsi allo Stade de France, complice una capienza superiore che arriva a 80.000 spettatori.

 

I risultati sportivi nel corso della sua presidenza

Campione assoluto in Francia, delusione costante in Europa: è il destino del PSG di Al-Khelaïfi, almeno finora. Prima del 2011, les Rouges-et-Bleus vincono appena due volte la Ligue 1: nel 1985-1986 e nel 1993-1994. Da quando il Qatar è in proprietà, les Parisiens conquistano 9 campionati e la bellezza di 18 Coppe nazionali tra Coupe de France, Coupe de la Ligue e Trophée des Champions.

L’amarezza e l’obiettivo mai raggiunto è la Champions League. Nonostante le campagne acquisti faraoniche, il PSG di Al-Khelaïfi non arriva mai ad alzare l’ex Coppa dei Campioni, il più importante torneo continentale. Il miglior risultato è la finale della stagione 2019-2020, persa per 1-0 contro il Bayern Monaco e disputata a porte chiuse (è il periodo della pandemia di Covid-19) allo Stadio da Luz di Lisbona. In precedenza, erano arrivati un KO in semifinale e quattro sconfitte ai quarti.

Un’autentica maledizione che il Paris Saint-Germain targato Al-Khelaïfi prova a sfatare cambiando strada: con il gioco e non più con i campioni. Dalla stagione 2023-2024, infatti, in panchina c’è lo spagnolo Luis Enrique, vincitore di due campionati, una Champions e un Mondiale per club con il Barcellona. L’idea è quella di svecchiare la rosa, puntare sulla forza del collettivo e riproporre lo schema adottato dal 2016 a Manchester sponda City con Pep Guardiola. All’allenatore catalano lo sceicco Mansour ha concesso fondi e pazienza e dopo cinque Premier, quattro Coppe di Lega, due FA Cup e due Community Shield, nel 2023 è arrivata finalmente la Champions. Anche l’asturiano ex Roma godrà del tempo necessario?

AUTORE

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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