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Netflix: business maturo, ecco come corre ai ripari

La sede di Netflix a Los Angeles

È ancora troppo presto per dire che Netflix stia raschiando il fondo del barile dei potenziali abbonati al suo servizio streaming. Nel mondo, e soprattutto in Asia, rimangono ancora ingenti masse da servire che potrebbero incrementare il numero più seguito dagli analisti di mercato: gli abbonati. Tuttavia, man mano che il mercato più vicino raggiunge la saturazione, diventa più difficile raggiungere i potenziali clienti più lontani geograficamente e convincere chi fino a ora non ha voluto attivare un abbonamento. Quali sono le possibili soluzioni?

 

I numeri della trimestrale

I numeri di Netflix relativi al primo trimestre 2023 hanno battuto le attese degli analisti ma le prospettive hanno deluso e il mercato lo ha mostrato con ribassi che hanno toccato la doppia cifra. È stato solo l’annuncio di un giro di vite sugli abbonamenti condivisi a permettere il recupero dell’azione. Ridurre la condivisione delle password o farla pagare è una delle soluzioni che il produttore di streaming ha deciso di percorrere per sostenere la crescita e generare introiti.
“Netflix è un business maturo che può fare sempre meno affidamento sulla crescita degli abbonati, una metrica che ancora guida il giudizio degli stakeholder” ha commentato Paolo Pescatore, analisti di PP Foresight.

Nel primo trimestre i ricavi di Netflix si sono attestati a 8,162 miliardi di euro e l’utile per azione è stato di 2,88 dollari. Il numero degli abbonamenti nei primi tre mesi dell’anno è cresciuto di 1,75 milioni. Le attese però erano di un incremento superiore ai 2 milioni e si può comprendere la delusione degli analisti. Inoltre, relativamente al secondo trimestre dell’anno, la società prevede di incamerare ricavi per 8,242 miliardi di euro e un utile netto diluito di 2,86 dollari, in entrambi i casi al di sotto di quello che si aspetta il mercato: 8,476 miliardi e 3,05 dollari rispettivamente.

 

Il giro di vite sugli abbonamenti in condivisione

Gli abbonati degli Stati Uniti saranno i primi a subire il giro di vite sulla condivisione delle password durante il trimestre in corso. Non è certo una novità gradita ma Netflix si aspetta così di migliorare i suoi numeri. “Stiamo crescendo e siamo profittevoli. Abbiamo un sentiero tracciato per far accelerare la crescita sia dei ricavi che dei profitti e lo stiamo seguendo” ha commentato Ted Sarandos, co-chief executive officer.

Un’altra strada per aumentare il numero di abbonati è quella di offrire un servizio a un prezzo minore ma che preveda la presenza di inserzioni pubblicitarie. Un’alternativa che potrebbe essere interessante per raggiungere quella fascia di potenziali clienti che non sono interessati a pagare un abbonamento classico o che non se lo possono permettere. Una nuova fonte di ricavi potrebbe infine essere la trasmissione di eventi live. Con questi provvedimenti Netflix cerca di fermare il rallentamento degli abbonamenti dopo che nel 2022 ne sono stati registrati 9 milioni contro i 18 dell’anno precedente.

 

Alcune note positive

La nota positiva per Netflix potrebbe venire da una aumentata capacità di generare flusso di cassa. A sostenerlo è l’analista di Bloomberg Geetha Ranganathan, secondo cui nel 2024 Netflix potrebbe generare 6,5 miliardi di dollari di free cash flow battendo il consensus del 30%. La stessa analista si attende una crescita dei ricavi di circa il 10% nel 2023-2024.

A far aumentare la generazione di cassa sarebbe la possibilità di spalmare i costi su un maggior numero di sottoscrittori. Costi che peraltro il gruppo vuole ridurre. “L’azienda ha sufficientemente ampliato le proprie produzioni e dovrebbe essere in grado di estrarre maggiore efficienza in quanto riduce la spesa per progetti antieconomici e la indirizza invece verso quelli ad alto impatto. Ciò dovrebbe migliorare la leva operativa e aumentare i margini” ha commentato l’analista di Bloomberg sottolineando il calo dei costi per la produzione di contenuti da 17,5 miliardi di dollari nel 2021 a 16 miliardi nel 2023 con un previsto ritorno a 17 miliardi nel 2024.

Si aggiungono, sul piatto positivo della bilancia, la riduzione delle pressioni concorrenziali, visto che gli altri produttori di streaming non sono in condizioni migliori di Netflix e l’incremento delle produzioni esclusive in house rispetto ai contenuti comprati all’esterno.

 

L’analisi tecnica e le strategie operative sul titolo Netflix

Il momento di transizione che il mondo dello streaming, ormai giunto a maturità, dovrà affrontare, si riflette nell’incertezza dell’andamento delle quotazioni di Borsa. Netflix ha guadagnato appena 10 punti percentuali da inizio anno (rilevazione alla chiusura del 20 aprile 2023) ed è ancora ben lontana dai massimi storici del 18 novembre 2021 a 703,03 dollari. Ma quelli erano i “bei” tempi del Covid.

Dal giugno dello scorso anno, in ogni caso, il titolo ha reagito (+80%) ed è tuttora inserito in un trend rialzista costante. Ad aprile, tuttavia, si sono palesati dei segnali di “stanchezza”, con l’azione che non è riuscita a rinnovare i massimi segnati in area 370 dollari. Attualmente il titolo, respinto in area 351 dollari, sembrerebbe intenzionato a rimettere sotto pressione la linea di tendenza che accompagna il trend rialzista appena indicato, costruita unendo i minimi del 28 giugno e del 13 ottobre 2022. La trendline passa in area 300 dollari. Solo un ritorno sopra i 350 dollari, sul fronte opposto, potrebbe rimettere in gioco i due massimi segnati ad aprile in area 370.

Il grafico dell'azione Netflix mostra un andamento rialzista dal giugno 2022
Il grafico dell’azione Netflix – Fonte: IG

Netflix: le strategie operative con i Certificati Turbo24 di IG

Per quanto riguarda l’operatività, si potrebbero valutare strategie short a partire da 315 dollari con target la linea di tendenza ora transitante a 300 dollari. Lo stop potrebbe essere posizionato a 323 dollari. Per questo tipo di operatività può essere utilizzato un Certificato Turbo24 di IG con facoltà short su Netflix che abbia il livello di Knock-Out (KO) superiore alla zona scelta per lo stop loss indicato.

Nel dettaglio, il Certificato Turbo24 Long con ISIN DE000A23GTM9 propone un livello di KO a 421,5119 dollari e leva 4. Per trovare la corretta size di ingresso a mercato, ricordiamo di controllare il moltiplicatore, sotto la voce info. L’ammontare massimo che si potrà perdere non supererà in ogni caso l’investimento iniziale: perché ciò accada le quotazioni di Netflix dovranno raggiungere il livello di KO del Certificato.

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Redazione

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