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Nike: margini sotto pressione nel trimestre, a Wall Street quali prospettive per l’azione?

Nike: primo trimestre margini sotto pressione. Come reagirà l'azione a Wall Street?

Si preannuncia una partenza in deciso ribasso per il titolo Nike a Wall Street. Il produttore di abbigliamento e scarpe sportive ha comunicato i dati di bilancio relativi al primo trimestre dell’anno fiscale 2023. Nello specifico, negli ultimi tre mesi il fatturato si è attestato a 12,7 miliardi di dollari, in salita del 4% anno su anno. In crescita anche le vendite nel trimestre in corso, con un aumento del 16% a 5,1 miliardi di dollari per il marchio Nike e del 2% per Converse. Tutte le aree geografiche, a eccezione di quella asiatica, hanno registrato un aumento delle vendite.

In un contesto macro-economico che rimane difficile sono però gli elevati costi, sia di logistica che di trasporto, uniti ai margini più bassi del business Nike Direct a impattare sul margine lordo dell’azienda che risulta in calo di 220 punti base al 44,3%. Infine, per quanto riguarda l’utile netto, Nike ha registrato una discesa da 1,79 miliardi di dollari dello stesso periodo dello scorso anno agli attuali 1,47 miliardi di dollari, con un utile per azione a 0,93 dollari che risulta leggermente sopra il consensus degli analisti.

 

Azioni Nike: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo a vedere ora l’impostazione grafica dell’azione quotata a Wall Street. Dopo i nuovi minimi toccati nella seduta di ieri, le attese odierne sono per un apertura in deciso territorio negativo per il titolo Nike con le quotazioni che potrebbero scendere in direzione degli 86 dollari. Nel breve periodo le attese sono per un test sui minimi di maggio 2020 posizionati in area 83,50-84 dollari, sotto i quali non sarebbe una sorpresa rivedere i prezzi sulla soglia degli 80 dollari. Questi livelli rappresenteranno l’ultimo baluardo per evitare un ritorno sul bottom del marzo 2020 situato sui 60 dollari.

Al contrario, un segnale di positività si avrebbe con il ritorno dell’azione sopra la soglia dei 100 dollari. Oltre questi livelli si dovrebbe innescare un recupero delle quotazioni che avrebbe un primo target sui 108 dollari e a successivamente i 113 dollari. È doveroso sottolineare che, nel caso si realizzasse questa view, non cambierebbe  il trend primario che rimarrebbe sempre impostato al ribasso. Per avere un vero e proprio segnale di forza il titolo dovrebbe portarsi oltre i top di maggio situati sui 123,50 dollari.

AUTORE

Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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