Novo Nordisk non è più tra le prime 10 società europee, ecco perché

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Novo Nordisk è uscita dalla top ten delle aziende europee più capitalizzate. L’agonia della casa farmaceutica danese dura ormai da un anno, dopo che le sue azioni in Borsa avevano raggiunto il massimo storico la scorsa estate. Da allora il titolo ha perso quasi tre quarti del suo valore. All’epoca Novo Nordisk era la società europea con il market cap più alto, grazie ai suoi farmaci contro l’obesità e il diabete quali Wegovy e Ozempic. In seguito, però, una serie di venti contrari ha cambiato il sentiment degli investitori, che hanno progressivamente scaricato le azioni. In questo articolo:

 

  • Novo Nordisk: tutte le ragioni del crollo
  • Cosa fare con le azioni?

 

Novo Nordisk: tutte le ragioni del crollo

Per mantenersi ad alti livelli ed essere apprezzate dagli investitori, le case farmaceutiche devono mantenere la leadership sui loro prodotti di punta e/o rinnovare costantemente la pipeline. La crescente concorrenza di aziende come Eli Lilly sui farmaci anti-obesità e i risultati deludenti di alcuni studi clinici chiave sui farmaci sperimentali hanno generato una perdita di fiducia del mercato in Novo Nordisk. Inoltre, l’azienda ha avuto una vera spina nel fianco rappresentata dalle farmacie di compounding. Si tratta di negozi autorizzati a produrre e vendere copie di un medicinale quando la quantità di questo in circolazione scarseggia. La versione più economica di farmaci in commercio si è tradotta automaticamente in minori guadagni per Novo. Ora, però, la Food and Drug Administration (Fda) degli Stati Uniti ha imposto il divieto per queste farmacie.

Recentemente, il titolo è stato sotto pressione anche per gli stravolgimenti nella gestione della società, con la destituzione dell’amministratore delegato Lars Fruergaard Jorgensen e la nomina al suo posto del vicepresidente esecutivo delle operazioni internazionali Maziar Mike Doustdar. Il nuovo a.d., che entrerà in carica a far data dal 7 agosto, dovrà cercare di dare nuova linfa alla società convincendo il mercato dopo il crollo delle azioni in Borsa. Il terremoto a livello gestionale si è accompagnato al taglio della guidance 2025. Le minori aspettative sulle vendite sono dovute a una più ridotta crescita prevista per Wegovy e Ozempic nel mercato statunitense, nonché alla stima di una penetrazione inferiore di Wegovy in altri mercati.

Ad aggravare la situazione di Novo Nordisk ci ha pensato anche Donald Trump. Questa settimana, il presidente degli Stati Uniti ha inviato lettere alle principali aziende farmaceutiche invitandole a ridurre i prezzi dei farmaci negli Stati Uniti. In realtà, “Trump non ha il mandato per dire a Novo Nordisk come fissare i prezzi dei suoi prodotti negli Stati Uniti”, ha affermato Per Hansen, analista di Nordnet, “ma gli investitori stanno semplicemente entrando nel panico per il rischio di un nuovo downgrade”.

 

Cosa fare con le azioni?

Con il prezzo delle azioni Novo Nordisk che si è ridotto così tanto negli ultimi 12 mesi, molti sono tentati di entrare a mercato acquistando a condizioni convenienti. Ma è una buona idea? Emily Field, analista di Barclays, non è tanto convinto. “Novo ha difficoltà a competere con versioni più economiche e imitazioni dei suoi farmaci e una nuova pipeline è in ritardo rispetto ai rivali”, ha detto. Quindi, “facciamo fatica a vedere cosa potrà attrarre gli investitori”, ha aggiunto declassando il titolo a equal-weight da overweight

Anche Rajesh Kumar si è allineato al taglio del rating sul titolo Novo, passando da una raccomandazione buy a una hold. “Abbiamo sbagliato valutazione su Novo. La nostra ipotesi che, con il divieto della FDA sul compounding, Novo potrebbe riconquistare quote di mercato non si è avverata”, ha scritto in una nota.

Will James, gestore di fondi presso Guinness Global Investors, vede “una montagna da scalare” da parte della nuova guida per “riconquistare e far crescere la quota di mercato dell’azienda e ricostruire la fiducia con gli investitori”.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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