Il Consiglio dei ministri ha approvato il Nuovo Decreto Giustizia, un provvedimento che introduce importanti misure in materia di edilizia carceraria, controllo dei dispositivi elettronici di sorveglianza e gestione dei magistrati. Dopo mesi di dibattiti e trattative, il testo definitivo presenta un impianto normativo essenziale ma mirato a risolvere molte delle criticità emerse negli ultimi anni. Tra le principali novità:
- la proroga fino al 31 dicembre 2026 del commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria, che potrà approvare progetti senza l’obbligo di intesa con i presidenti regionali.
- Il rafforzamento del monitoraggio sul funzionamento dei braccialetti elettronici per garantire una maggiore sicurezza.
Non sono entrate, invece, norme particolarmente discusse come quelle sulla cybersicurezza e sulle limitazioni ai magistrati. Vediamo nel dettaglio cosa prevede il decreto e quali norme, invece, sono state accantonate.
Cosa prevede il Nuovo Decreto Giustizia
Uno dei punti forti del nuovo Decreto Giustizia è l’introduzione di nuove misure per proteggere le donne vittime di violenza domestica e stalking. Viene rafforzato il ruolo del braccialetto elettronico, spesso al centro di polemiche per malfunzionamenti che hanno portato a tragici episodi di cronaca. La polizia giudiziaria sarà ora obbligata a monitorare costantemente l’effettivo funzionamento del dispositivo durante tutto il periodo di applicazione, verificandone l’adattamento al caso concreto.
In caso di trasgressione alle prescrizioni o di condotte reiterate che compromettano il funzionamento del braccialetto, il giudice potrà disporre la revoca degli arresti domiciliari, sostituendoli con la custodia cautelare in carcere. L’obiettivo della misura è chiaro: prevenire episodi drammatici e garantire che chi rappresenta una minaccia non possa aggirare i controlli tecnologici.
Sul fronte dell’edilizia penitenziaria, il decreto punta a snellire le procedure per la costruzione di nuovi istituti di pena. Il commissario straordinario avrà pieni poteri fino alla fine del 2026 e potrà approvare i progetti senza dover ottenere l’intesa preventiva con i presidenti delle regioni coinvolte.
Una misura, questa, che mira a risolvere il problema del sovraffollamento nelle carceri italiane, eliminando gli ostacoli burocratici che finora hanno rallentato la realizzazione di nuove strutture. L’intenzione del governo è infatti di accelerare i lavori per garantire spazi adeguati e condizioni più umane sia per i detenuti che per il personale penitenziario.
Decreto Giustizia, quali norme non sono passate
Dopo un lungo confronto politico e istituzionale, è stata stralciata la norma che avrebbe introdotto maggiori limiti alla libertà di espressione dei magistrati (norma bavaglio per i magistrati). La misura prevedeva l’avvio di un’azione disciplinare per coloro che non avessero rispettato l’obbligo di astensione nei casi previsti dalla legge o in situazioni di grave inopportunità. Fortemente criticata dalle associazioni di categoria, la proposta è stata accantonata, suscitando la soddisfazione del Consiglio superiore della magistratura e delle principali organizzazioni di magistrati.
Anche la possibilità di affidare alla Direzione nazionale antimafia la competenza sui reati legati al cybercrime rimane fuori dal nuovo Decreto Giustizia. L’ipotesi di assegnare la sicurezza informatica a una struttura antimafia aveva suscitato perplessità per il rischio di sovrapposizione di competenze. Il governo ha così deciso di non ripresentare la norma in futuro, valutando invece la creazione di una struttura ad hoc per il coordinamento delle attività in materia di cybersecurity.
Altre novità in arrivo: dalle carriere dei magistrati ai giudici onorari
Il Decreto Giustizia introduce anche alcune modifiche importanti nell’organizzazione interna della magistratura, con l’obiettivo di migliorarne efficienza e flessibilità:
- Rinvio delle elezioni dei Consigli giudiziari: inizialmente previste per il 1 e 2 dicembre, sono state posticipate al mese di aprile per garantire una gestione più ordinata delle procedure elettorali.
- Nuovi requisiti per gli incarichi direttivi: d’ora in poi, potranno essere assegnati solo ai magistrati che garantiscano almeno due anni di servizio prima del pensionamento, riducendo il limite precedente di quattro anni.
- Deroga per il Tribunale delle persone, dei minorenni e della famiglia: per agevolare l’avvio di questo nuovo organismo giudiziario, i magistrati già impegnati nei procedimenti di diritto di famiglia potranno rimanere in carica oltre i limiti previsti.
- Riduzione del periodo di assegnazione per i giudici onorari di pace: passa da due anni a uno l’assegnazione all’Ufficio del processo, con l’obiettivo di velocizzare il loro impiego effettivo e ridurre l’arretrato giudiziario.
- Copertura INAIL per i lavori di pubblica utilità: viene estesa la tutela assicurativa a chi svolge attività di rilevanza sociale.









