Obamacare: cos’è e come funziona

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L’Obamacare è una riforma sanitaria che porta il nome dell’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama, firmatario della legge il 25 marzo 2010. L’obiettivo è stato quello di colmare alcuni aspetti negativi del sistema sanitario americano. Quest’ultimo non è nazionale, nel senso che non c’è lo Stato che copre le spese sanitarie per tutti i cittadini come avviene in Italia. Ma è basato sulla stipula di un’assicurazione privata, soprattutto attraverso il datore di lavoro, pur con alcuni aiuti pubblici. In tale contesto, dal 1965 vi sono due programmi: Medicare e Medicaid. Il primo garantisce un sostegno ai soggetti che hanno superato il 65esimo anno di età e/o che sono affetti da particolari patologie e disabilità. Il secondo è riferito a coloro che hanno un reddito basso e limitate risorse le cui soglie variano da Stato a Stato. Obamacare fa un passo oltre. Di seguito vediamo in cosa consiste, cosa prevede e i tentativi di abrogare e superare la riforma.

 

Obamacare: cos’è e cosa prevede

La riforma Obamacare è stata pensata per consentire a milioni di cittadini americani di accedere a un’assicurazione sulla salute, indipendentemente dal reddito, dall’età o dalle patologie, attraverso cure mediche universali finanziate dalla fiscalità generale. Per raggiungere l’obiettivo, lo Stato prevede sussidi per l’acquisto di pacchetti assicurativi coperti con un sistema di tassazione che colpisce i redditi più alti. Di conseguenza, la copertura complessiva è passata da 48 milioni di americani attraverso Medicaid a circa 70 milioni. Ecco quali sono i punti salienti di Obamacare:

 

  • sussidi federali per le famiglie con un reddito fino a 88 mila dollari l’anno per l’acquisto di una polizza assicurativa;
  • divieto per le compagnie di assicurazione di negare la polizza alle persone affette da malattie croniche o in preesistenti condizioni di salute precarie;
  • divieto per le compagnie di assicurazione di levare la copertura a chi si ammala o di incrementare il premio sulla base della storia medica e dell’età;
  • obbligo per le compagnie di assicurazione di comprendere nella polizza di assistenza sanitaria stipulata dai genitori i figli fino a 26 anni e di coprire almeno il 60% delle spese per i servizi e le cure;
  • tetto massimo di spesa a carico di ogni famiglia fissato a 11.900 dollari l’anno;
  • sanzioni per le aziende con oltre 50 dipendenti se non offrono copertura sanitaria al personale;
  • obbligo di dotarsi di un’assicurazione sanitaria, con una multa pari a 695 dollari o al 2,5% del reddito a chi ne è sprovvisto.

 

Quest’ultimo punto è stato molto controverso e oggetto di scontri legali. Il 15 dicembre 2018, un giudice federale del Texas ha dichiarato incostituzionale l’obbligo individuale di acquistare una polizza assicurativa. Successivamente, diversi governatori e ministri della Giustizia di Stati repubblicani hanno presentato un ricorso accolto dal giudice Reed O’Connor. Durante l’amministrazione Trump 2016-2020, si sono approvate alcune modifiche alla Obamacare, tra cui proprio l’abolizione dell’obbligo di contrarre un’assicurazione sanitaria per tutti i cittadini americani.

 

 

Il tentativo di abrogazione

Donald Trump aveva comunque cercato di abrogare la riforma. C’era la possibilità, in quanto all’epoca il Senato era a maggioranza repubblicana, dopo che la Camera aveva approvato la proposta di legge. Cosa andò storto? Un solo voto, quello decisivo, valse la bocciatura del progetto, che sarebbe passato anche con una differenza di due voti contrari. In aula però votarono contro i senatori repubblicani John McCain, Rand Paul e Susan Collins. Mentre i primi due si erano già dichiarati sfavorevoli, Collins fu una sorpresa. La senatrice spiegò la sua posizione basandosi sulle valutazioni del Congressional Budget Office, l’organismo bipartisan preposto a fornire analisi economiche al Congresso. Le considerazioni in quel caso furono che l’abrogazione della riforma Obama avrebbe comportato la perdita della copertura sanitaria per milioni di americani.

Immagine di Redazione

Redazione

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