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Obbligazioni corporate europee, perché possono rendere fino all’8%

Un cartello stradale riporta la scritta yield, che nel settore delle obbligazioni vuole dire rendimento

Gli investitori sono in attesa della svolta di politica monetaria della Banche centrali ma una svolta ben più epocale è già arrivata per i loro portafogli. Il ritorno dei rendimenti elevati sulle obbligazioni corporate. Il 2023 è partito con un rendimento yield to worst (il rendimento più basso) del 4,2% per i bond corporate europei che è decisamente molto attraente. La scalata continuerà sino ad arrivare nella parte alta dei rendimenti “single digit”. In altre parole i rendimenti previsionali a 1 anno potranno arrivare all’8% secondo Mondher Bettaieb-Loriot, portfolio manager e credit analyst di Vontobel AM.

 

Bond Eni, un successo che non sorprende

La storia recente del bond Eni destinato al pubblico retail riflette l’interesse per le obbligazioni corporate. L’emissione da un miliardo di euro, poi raddoppiata a due miliardi a fronte dell’elevata domanda, ha ricevuto richieste per 10 miliardi di euro. Gli investitori retail hanno potuto strappare un tasso di interesse del 4,3%. L’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, lo ha definito un successo straordinario. Bettaieb-Loriot non ne è rimasto sorpreso. Nel corso di una conferenza stampa a Milano ha ribadito l’importanza delle cedole per i portafogli d’investimento: “Oggi tutti sono in cerca di cedole elevate e di buoni rendimenti”. E il mercato obbligazionario li mette a disposizione con un livello di rischiosità inferiore rispetto all’azionario.

Uno dei fattori che Bettaieb-Loriot ha sottolineato è che “un rendimento superiore al 4% fornisce un buon cuscinetto anche in caso di perdita di valore dell’obbligazione”. I tassi di interesse potrebbero salire ancora, deprimendo la quotazione dei bond. La cedola può compensare questo calo. Per il portfolio manager di Vontobel, tuttavia, lo scenario è positivo anche sul fronte delle quotazioni dei titoli obbligazionari corporate.

 

I rendimenti previsionali a un anno sono statisticamente previsti a cifre singole elevate poiché gli attuali rendimenti correnti sono elevati e non sono stati così attraenti per un po’ di tempo – Fonte: Analisi Vontobel AM

 

La svolta delle obbligazioni corporate in tre punti

Sono tre i fattori che hanno determinato il cambio di passo delle obbligazioni e il loro ritorno al centro dei portafogli degli investitori. Sono gli stessi fattori che nel 2022 hanno determinato una performance negativa del 14% per i bond corporate europei:

 

  • inflazione;
  • reazione delle Banche centrali all’inflazione;
  • aumento dei prezzi delle materie prime.

 

“Oggi queste tendenze si sono invertite” ha spiegato Bettaieb-Loriot. A cominciare dall’inflazione che “si è stabilizzata ed è pronta a scendere”. Lo ha certificato anche Jerome Powell nella conferenza stampa seguita alla riunione della Fed di ieri: “L’inflazione è leggermente diminuita, ma rimane elevata”. “Se guadiamo alla massa monetaria in circolazione – ha proseguito il portfolio manager di Vontobel – vediamo un vero e proprio crollo dopo i picchi toccati durante il Covid. Di solito l’inflazione segue il movimento discendente della massa monetaria con un ritardo di 15-18 mesi”.

 

La massa monetaria è crollata dai picchi del periodo Covid. L'inflazione di solito la segue con un ritardo di 15-18 mesi
La massa monetaria M2 è crollata dai picchi del periodo Covis, l’inflazione dovrebbe seguirla a breve – Fonte: elaborazione Vontobel su dati BofA

Come conseguenza le Banche centrali possono iniziare a rilassarsi, senza darlo a vedere all’esterno. Dopo aver alzato i tassi nel 2022 con un ritmo record, il 2023 sarà l’anno in cui la manovra sui tassi di interesse si esaurirà. Anche perché le condizioni monetarie sono già restrittive. “Bisogna sempre tenere a mente – è il commento di Bettaieb-Loriot – che sono in pochi a poter chiedere credito al tasso base delle Banche centrali. Per esempio, il tasso che possono spuntare oggi i cittadini americani è del 6%. In Europa, dove la crescita è scarsa, i prestiti hanno un tasso del 4%. Sono condizioni restrittive.

Anche la crisi delle materie prime sembra essersi esaurita. Oggi al TTF di Amsterdam il prezzo del gas naturale è dell’81% inferiore al picco registrato in agosto. Tutte le componenti più volatili, che costituiscono il 70% del paniere di inflazione dell’area euro, stanno scendendo. Secondo Bettaieb-Loriot “la risposta di politica monetaria della Bce sarà più lieve e, inoltre, la recessione dovrebbe essere leggera”.

Nemmeno la riduzione degli acquisti di titoli di Stato da parte della Bce rappresenterà un problema. “Molti si sono preoccupati per la riduzione in corso del bilancio della Bce – riprende Bettaieb-Loriot -. In realtà la Bce continuerà ad acquistare in media un miliardo di bond corporate al mese nel 2023 e oltre 27 miliardi di titoli obbligazionari nel complesso dell’intero anno. Inoltre la parte di acquisti che verrà a mancare verrà sostituita dall’elevata richiesta del mercato per le obbligazioni corporate”.

 

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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