Obbligazioni Reverse Floater: cosa sono e come funzionano

Obbligazioni Reverse Floater: cosa sono e come funzionano

Obbligazioni Reverse Floater: cosa sono e come funzionano

Le obbligazioni Reverse Floater sono bond strutturati a tasso variabile con indicizzazione inversa ad un tasso di interesse che viene considerato come benchmark. Per comprendere questo tipo di titoli obbligazionari è necessario conoscere come funzionano le obbligazioni Floater. Ecco tutti i dettagli da sapere.

 

Obbligazioni Floater e Reverse Floater: cosa sono, come funzionano e calcolo

Le obbligazioni Floater, anche chiamate obbligazioni a tasso variabile, sono bond indicizzati ad un tasso di mercato come il Libor o l’Euribor, più un eventuale spread, componente che garantisce al possessore la possibilità di ottenere il rimborso del valore nominale dell’obbligazione alla scadenza.

Questo tipo di bond appartiene alla categoria delle obbligazioni strutturate, in quanto è costruito dalla combinazione di una obbligazione ordinaria a medio lungo termine (da 10 a 30 anni) con uno swap. La prima componente conferisce al possessore il diritto di ricevere il rimborso del valore nominale a scadenza, mentre la componente derivata determina il meccanismo di variabilità delle cedole periodiche.

Le cedole periodiche, solitamente annuali o semestrali, sono pari alla differenza tra un tasso di interesse fisso e uno variabile. Supponiamo che la cedola “C” sia composta dal tasso Euribor a 6 mesi (TV) + un tasso fisso o spread (S) pari allo 0,75%, in questo caso la cedola sarà calcolata seguendo la formula: C = TV + S. Ipotizziamo che il tasso Euribor sia pari all1%, la cedola quindi risulterà essere pari all’1,75% (1% del tasso variabile + 0,75% dello spread/tasso fisso).

Dal precedente esempio è evidente come la cedola vari nella stessa direzione dei tassi utilizzati per l’indicizzazione: se i tassi salgono sale anche la cedola e viceversa. Venendo al tema centrale, nei Reverse Floater bond la cedola è invece calcolata in maniera differente, ovvero sottraendo al tasso fisso o spread il tasso variabile. Ne consegue che la formula per calcolare la cedola sarà la seguente: C = S – TV.

Facciamo un esempio: nel caso in cui il tasso fisso/spread sia pari al 3% e l’Euribor a 6 mesi sia pari all’1,25%, il risultato finale sarà: C = 3% – 1,25% = 1,75%. Quindi, nei Reverse Floater bond la cedola non varia nella stessa direzione dei tassi utilizzati per l’indicizzazione, ma nella direzione opposta: se i tassi salgono la cedola scende e viceversa.

Spesso lo swap incorporato in queste obbligazioni è un “non par swap”, in tal caso la cedola variabile sarà pari alla differenza tra il tasso fisso e il tasso variabile moltiplicato per due. I bond Reverse Floater possono anche essere di tipo “step-up” o, più di frequente, “step-down”.  In tal caso l’obbligazione corrisponde al possessore un certo numero di cedole di ammontare predeterminato, rispettivamente crescente o decrescente, mentre da una certa data in poi subentra il meccanismo di variabilità.

 

Obbligazioni Reverse Floater: rischi e opportunità per gli investitori

Le obbligazioni Reverse Floater costituiscono un’opportunità per l’investitore che prevede che i tassi di mercato si muoveranno al ribasso. Infatti, come spiegato precedentemente, in questo caso la cedola dell’obbligazione standard scenderebbe, mentre quella dell’obbligazione di tipo Reverse Floater salirebbe.

È importante evidenziare che le obbligazioni Reverse Floater presentano una differenza sostanziale rispetto ai titoli a tasso variabile “standard” per quanto riguarda il profilo di rischio/rendimento. Le obbligazioni a tasso variabile “standard” risultano meno rischiose rispetto alle obbligazioni a tasso fisso, dal momento che le variazioni dei rendimenti si scaricano sulla cedola e il prezzo del titolo resta a ridosso della parità. 

Nei bond Reverse Floater invece un aumento dei rendimenti determina una diminuzione della cedola e quindi un calo del prezzo del titolo più significativo rispetto a quello di un’obbligazione a tasso fisso della medesima durata. Proprio per la maggiore rischiosità e complessità, queste obbligazioni sono solitamente più adatte agli investitori istituzionali che ai piccoli risparmiatori.

 

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