OpenAI creerà un suo motore di ricerca integrandolo al chatbot ChatGPT. Lo ha annunciato la società precisando che il prodotto, che prenderà il nome di SearchGPT, attualmente è in fase di test con un piccolo gruppo di utenti e punta a fornire “risposte rapide e tempestive con fonti chiare e pertinenti”. L’amministratore delegato della startup, Sam Altman, ha affermato in un post su X che “c’è spazio per rendere la ricerca molto migliore di quanto non sia oggi”. Contestualmente l’azienda ha lanciato un nuovo modello di chatbot, il GPT-4o mini, più veloce e potente rispetto a quelli precedenti.
Tutto ciò si inserisce in un contesto in cui la società pioniera dell’intelligenza artificiale attraverso i chatbot sta cercando di tenere il passo con l’evoluzione della nuova tecnologia, individuando fonti di denaro che possano compensare le enormi spese nei processori e nelle infrastrutture necessari per la costruzione e l’addestramento dei suoi modelli AI (Artificial Intelligence). A tal fine, il mese scorso ha siglato con Apple una partnership attraverso cui il colosso di Cupertino può integrare ChatGPT nei suoi dispositivi, tra i quali l’assistente vocale Siri. Nel frattempo l’azienda ha inserito due alti dirigenti nella squadra: Sarah Friar, ex amministratore delegato di Nexdoor e responsabile finanziario di Square, che in OpenAI ricopre la carica di direttore finanziario; e Kevin Well, ex presidente di Planet Labs, nonché ex vicepresidente senior di Twitter e vicepresidente di Facebook e Instagram, che ha assunto il ruolo di chief product officer nella startup da 80 miliardi di dollari.
OpenAI: l’impatto su Google del nuovo motore di ricerca
Se l’obiettivo di OpenAI è quello di conquistare quote di mercato attraverso l’intelligenza artificiale nel settore della ricerca online dominato da Google, per il gigante di Mountain View potrebbe essere un problema. I nervi degli investitori sono molto tesi dopo l’ultima trimestrale presentata da Alphabet, la casa madre di Google. Secondo il mercato, la Big Tech sta spendendo troppo nell’intelligenza artificiale e ancora i ritorni non sono visibili sui conti aziendali. Se OpenAI irrompe con un prodotto che insidia la ricerca di Google sfruttando l’AI, costringerà presumibilmente l’azienda guidata da Sundar Pichai a investire ancora di più nella nuova tecnologia per non farsi strappare quote di mercato. La conseguenza potrebbe essere quella di deprimere i risultati aziendali, soprattutto se i maggiori investimenti non si traducessero in profitti.
A maggio Google ha lanciato AI Overview per un pubblico limitato. Il dispositivo consente agli utenti di vedere un riepilogo delle risposte alla query nella parte superiore della ricerca online. Tuttavia gli utenti hanno rilevato che i risultati forniti erano spesso imprecisi. “Google ha tremato quando ciò è accaduto – ha detto Daniel Faggella, fondatore e capo della ricerca presso Emerj Artificial Intelligence Research -. L’abbiamo vista in difficoltà”.









