OpenAI sfida Google Chrome. Secondo quanto riportato da Reuters, la startup americana è vicina al rilascio di un browser Internet basato sull’intelligenza artificiale in grado di tenere testa al popolare motore ricerca di Google che domina il mercato. Il lancio è previsto nelle prossime settimane. Il browser di OpenAI si pone come obiettivo quello di modificare in maniera radicale il modo in cui gli utenti navigano nel web. In particolare, darà a OpenAI l’accesso ai dati delle persone per instradare il traffico. Questo aspetto, finora, ha costituito il grande vantaggio di Google rispetto alla concorrenza. In questo articolo:
- OpenAI; ecco il nuovo browser AI
- La leadership di Google Chrome è a rischio?
OpenAI: ecco il nuovo browser AI
OpenAI ha rivoluzionato il mercato dell’intelligenza artificiale verso la fine del 2022 quando ha presentato il chatbot AI ChatGPT. Da allora però ha dovuto affrontare grandi sfide, con la concorrenza di rivali come Google e la startup Anthropic che si è fatta sempre più agguerrita. Attraverso un browser web, OpenAI potrebbe integrare i suoi prodotti di intelligenza artificiale nell’esperienza di navigazione, permettendo al browser stesso di svolgere attività per conto dell’utente.
“Il browser di OpenAI è progettato per mantenere alcune interazioni dell’utente all’interno di un’interfaccia di chat nativa simile a ChatGPT invece di fare clic sui siti web”, hanno riferito fonti di Reuters vicine alla questione. ChatGPT ha 500 milioni di utenti attivi settimanali, quindi se il browser viene adottato da una base ampia di tali utenti, potrebbe avere impatti rilevanti sia per OpenAI che per la concorrenza.
La leadership di Google Chrome è a rischio?
Scalfire la leadership di Google Chrome, però, non sarà facile. Secondo la società di analisi StatCounter, il browser della Big tech con sede a Mountain View è utilizzato da oltre 3 miliardi di persone e ha una quota di mercato di oltre due terzi del totale. Il secondo, molto staccato, è Safari, di proprietà di Apple, che detiene una quota del 16%. La forza di Google Chrome è talmente dirompente che il Dipartimento di Giustizia Usa ne ha chiesto addirittura la cessione dopo che un giudice americano ha stabilito che Alphabet detiene un monopolio “illegale” nella ricerca online. Tra l’altro, si è parlato ad aprile di un interesse da parte di OpenAI all’acquisto di Chrome se l’Antitrust dovesse forzare la vendita da parte di Alphabet. La Big tech comunque ha detto che intende appellarsi alla sentenza del giudice e non alcuna intenzione di mettere il browser sul mercato.









