OpenAI lancia la sfida a Google, ecco il nuovo browser

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OpenAI ha lanciato la sfida a Google Chrome presentando un browser web basato sull’intelligenza artificiale e costruito intorno al suo chatbot ChatGpt. Con questa mossa, la startup AI (Artificial Intelligence) americana punta a capitalizzare i suoi 800 milioni di utenti attivi settimanali, coinvolgendo i consumatori in vari aspetti della loro esperienza online. Ciò risponde all’esigenza dei navigatori di ricercare informazioni non più attraverso i tradizionali strumenti basati sulle parole chiave di Google, ma per mezzo di modalità conversazionali, che sintetizzano le informazioni con l’intelligenza artificiale. In questo articolo:

 

  • OpenAI: ecco come sarà il browser web
  • Google: quali conseguenze dalla concorrenza di ChatGpt Atlas

 

OpenAI: ecco come sarà il browser web

Il browser web di OpenAI si chiama ChatGpt Atlas e consente di aprire una barra laterale di ChatGpt per l’analisi dei dati di qualsiasi sito, il confronto tra vari prodotti e il riassunto dei contenuti. Per gli utenti a pagamento, ChatGpt opera in modalità agente, cioè interagisce con i siti web e completa attività dall’inizio alla fine, tipo la ricerca e l’acquisto di un prodotto. In una dimostrazione, l’azienda guidata da Sam Altman ha fatto vedere come l’agente abbia trovato una ricetta online e allo stesso tempo abbia completato le operazioni di acquisto degli ingredienti attraverso il sito di Instacart in pochi minuti. ChatGpt Atlas è ora disponibile su macOS di Apple, mentre per le versioni Windows, iOS e Android bisognerà ancora attendere.

 

Google: quali conseguenze dalla concorrenza di OpenAI

Da quando OpenAI ha fatto irruzione nell’industria tecnologica con i suoi modelli di intelligenza artificiale generativa, Google si è dovuta adattare integrando il suo motore di ricerca all’intelligenza artificiale. Ora i risultati di ricerca possono essere visualizzati insieme a una panoramica AI o AI Mode. Con questo, l’esperienza dell’utente è simile a quella che ottiene con ChatGpt. Lo scorso mese è stato integrato il modello AI di Gemini in Chrome per gli utenti americani, con l’obiettivo di portarlo anche sull’app Chrome per iOS.

Ieri, persone che hanno familiarità con la questione hanno riferito che Alphabet – la casa madre di Google – è in trattative con Anthropic, concorrente di OpenAI, per fornire servizi di cloud computing e i propri chip progettati in modo da accelerare i carichi di lavoro di apprendimento automatico della startup. Un potenziale accordo avrebbe un valore di decine di miliardi di dollari.

La competizione tra i vari attori dell’intelligenza artificiale si fa quindi sempre più fitta. Ciononostante, Google Chrome mantiene il suo dominio nel mercato globale dei browser con una quota del 71,9% a fine settembre (dati StatCounter). Gli analisti però avvertono che tale quota di mercato potrebbe essere erosa dai progressi sul campo di OpenAI. “L’integrazione della chat in un browser è un precursore per OpenAI che inizia a vendere annunci, cosa che finora non ha ancora fatto”, ha affermato Gil Luria, analista di D.A. Davidson. “Una volta che OpenAI inizierà a vendere annunci, ciò potrebbe sottrarre una parte significativa della quota di pubblicità di ricerca a Google, che ha circa il 90% di quella categoria di spesa”.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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