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Opzioni esotiche: cosa sono e come funzionano

Opzioni esotiche: cosa sono e come funzionano

Le opzioni esotiche fanno parte del complesso mondo dei derivati su cui gli investitori costruiscono strategie che vanno al di là della direzionalità di uno strumento finanziario nei mercati. Innanzitutto, occorre definire cosa sia un’opzione. Si tratta di un contratto con il quale un soggetto ha il diritto, ma non l’obbligo, di acquistare o vendere a (o entro) una certa scadenza un’attività finanziaria (sottostante) a un prezzo prefissato (strike price), dietro pagamento di una somma di denaro (premio). In buona sostanza, il premio pagato è come un’assicurazione, nel senso che permette di limitare la perdita alla somma sborsata nel caso in cui l’andamento del sottostante vada in direzione opposta a quella sperata.

Se il pagamento del premio dà il diritto a comprare si parla di opzione call e in tal caso si punta sull’aumento di prezzo del sottostante rispetto allo strike price per trarne vantaggio; qualora invece il diritto è a vendere si è di fronte a un’opzione put, quindi si ottiene guadagno se il prezzo del sottostante scende. Il sottostante può essere rappresentato da diversi asset, come azioni, indici, valute, materie prime, ETF, ecc.

Ad esempio, si ipotizzi di comprare un’opzione call sull’azione XYZ con premio di 1 euro e strike price 10 euro, con scadenza a 3 mesi. Se al terzo mese, l’azione quota 12 euro, si avrà un profitto lordo di 2 euro (12-10), da cui sarà dedotto il premio di 1 euro pagato come forma di assicurazione. Quindi, il risultato finale sarà di un guadagno di 1 euro. Al contrario, se il prezzo dell’azione XYZ dovesse scendere a 7 euro (al di sotto dello strike price di 10 euro), la perdita non sarà di 3 euro (10-7), ma sarà limitata a 1 euro.

Quindi, l’acquisto di un’opzione call comporta guadagni potenzialmente illimitati e perdite limitate. Discorso del tutto speculare si potrebbe fare con le opzioni put, solo che in questo caso i guadagni sono potenzialmente limitati in quanto il prezzo del sottostante non può scendere al di sotto dello zero (in realtà non sempre è così perché i futures del petrolio nel 2020 finirono addirittura in territorio negativo). Le opzioni possono anche essere vendute e non solo acquistate. Nella fattispecie si incassa il premio e si assume il rischio di perdite illimitate e guadagni limitati.

 

Opzioni esotiche: cosa sono e tipologie

Le opzioni sopra descritte fanno riferimento a contratti standard e vengono per questo definite plain vanilla. Esistono però tipologie più complesse che attengono a contratti in cui gli elementi contrattuali non sono standardizzati ma presentano aspetti di personalizzazione che fanno aumentare il rischio. Si tratta delle cosiddette opzioni esotiche, che vengono negoziati fuori dalle Borse regolamentate, ovvero nei mercati Over-The-Counter (OTC). Sono diverse le tipologie di opzioni esotiche, vediamole di seguito.

 

Le opzioni path dependent

Le opzioni path dependent prendono il nome da un “sentiero” (traduzione in italiano di path) di crescita che segue il prezzo. Al riguardo si distinguono tre sotto categorie:

 

  • opzioni asiatiche o TAPOs;
  • opzioni con barriera;
  • opzioni lookback.

 

Le opzioni asiatiche prendono in considerazione non il prezzo del sottostante alla scadenza del contratto per determinare il pay-off, ma una media dei valori assunti dal sottostante in diversi intervalli di tempo durante la vita dell’opzione. Supponiamo di acquistare un’opzione call sulle azioni Alfa a 5 euro, con strike price di 150 euro e scadenza a 90 giorni. Ipotizziamo anche che il metodo per il calcolo della media aritmetica sia un periodo di 30 giorni. Se dopo 30 giorni il prezzo delle azioni Alfa è di 160 euro, dopo 60 giorni è di 140 euro e dopo 90 giorni è di 180 euro, il prezzo medio sarà di 160 euro. Quindi, il risultato finale dell’operazione sarà di 160-150-5 = 5 euro per ogni contratto. Se invece il prezzo medio è inferiore allo strike price di 150 euro, la perdita è limitata al premio versato di 5 euro.

Le opzioni con barriera sono strumenti che si attivano o si disattivano quando il sottostante tocca una barriera posizionata a un certo livello in alto o in basso. Nel caso di attivazione si ha un knock in up quando la barriera è in alto e knock in down se essa si trova in basso. Nella circostanza della disattivazione si parla di knock out up se la barriera è in alto e knock out down se è in basso. Vi sono anche le opzioni con doppia barriera; in questo caso l’attivazione o la disattivazione scattano al primo contatto con una delle due barriere. Una variante riguarda le opzioni con barriera one touch (singola o doppia), in cui il profitto o la perdita al raggiungimento della barriera sono fissi.

Le opzioni lookback sono derivati in cui lo strike price non è fisso, ma dipende dall’andamento del sottostante per tutta la durata del contratto. Ad esempio, in un’opzione call il prezzo di esercizio è il minimo registrato dal sottostante dall’acquisto dell’opzione alla scadenza del contratto. Allo stesso modo, il prezzo di esercizio di una put è il massimo registrato durante il periodo che va dall’inizio alla fine dell’operazione.

 

Le opzioni composte

Le opzioni composte, denominate anche opzioni su opzioni, si caratterizzano per il fatto che il sottostante è un’altra opzione. In sostanza, si tratta di derivati che danno il diritto di acquistare (call) o vendere (put), ad un prezzo di esercizio fissato, un’opzione che a sua volta può essere di tipo call o put: si possono così avere call su call, call su put, put su call e put su put.

 

Le opzioni binarie

Come suggerisce la parola, le opzioni binarie sono strumenti che hanno un payoff delimitato da due valori: zero e fisso. Più precisamente, per una call, se a scadenza il prezzo del sottostante è inferiore allo strike price, il guadagno sarà pari a zero e si perde tutto il capitale investito; se il prezzo del sottostante è superiore, il profitto sarà determinato da un ammontare prestabilito. Stesso discorso ma in via speculare vale per le opzioni put. La gamma delle opzioni binarie è vasta, ma la variante più comune è quella delle opzioni “cash or nothing”, le quali permettono di ottenere un guadagno fisso non appena si configura la possibilità di esercizio dell’opzione.

 

Le opzioni Bermuda

Le opzioni Bermuda si caratterizzano per il fatto che possono essere esercitate solo in determinati intervalli di tempo. In sostanza, sono una via di mezzo tra le opzioni europee che richiedono l’esercizio solo a scadenza e quelle americane che danno il diritto di esercizio in qualsiasi momento della vita delle opzioni.

 

Le opzioni cliquet

Le opzioni cliquet sono intervallate in due momenti: uno in cui vi è un regolamento provvisorio come se si fosse giunti a scadenza e un altro in cui vi è una ridefinizione del prezzo di esercizio al livello raggiunto dal prezzo del sottostante. Inoltre
quando il prezzo d’esercizio viene ristabilito, il valore intrinseco viene calcolato e capitalizzato fino alla scadenza dell’opzione.

 

Le opzioni outperformance o di scambio

Le opzioni outperformance o di scambio sono danno la possibilità a o entro la scadenza di scambiare due sottostanti. In tal caso, l’esercizio sarà effettuato se la performance di uno supera quello dell’altro nell’eventualità conveniente per l’investitore.

 

Le opzioni arcobaleno

Le opzioni arcobaleno si basano su due o più sottostanti. In sostanza, per le call il valore corrente del sottostante da prendere in considerazione è il massimo dei valori di tutti i sottostanti; per le put invece è il minimo.

 

Le opzioni quanto

Le opzioni quanto sono opzioni esotiche che si basano su un sottostante denominato in valuta differente da quella del premio per proteggere automaticamente l’investimento dal rischio di cambio.

 

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