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Oro: per gli analisti arriverà a 2.500 dollari nel 2024, ecco perché

Oro: per gli analisti arriverà a 2.500 dollari nel 2024, ecco perché

I prezzi dell’oro oggi veleggiano sulla parità a 1.950 dollari l’oncia nel mercato delle materie prime. Negli ultimi 12 mesi la performance è risultata del 7,4%, con le quotazioni che a maggio dell’anno in corso hanno lambito il record storico di agosto 2020 a circa 2.070 dollari. Il metallo giallo si è mostrato molto resiliente all’aumento dei tassi d’interesse che la Federal Reserve ha attuato a partire da marzo 2022 e che ha spostato l’attenzione degli investitori su altri beni rifugio più redditizi come i titoli di Stato americani e il dollaro USA.

Inoltre, la domanda cinese si è rivelata sorprendente, nonostante il rallentamento economico della Cina, che è il più grande acquirente di oro al mondo insieme all’India. Secondo un rapporto di luglio di Citigroup, nel primo trimestre 2023 la richiesta di gioielli d’oro di Pechino è risultata appena inferiore a 200 tonnellate, segnando la stagione più forte dal 2015. Mentre sulla base dei dati diffusi dalla China Gold Association il 25 luglio, il consumo nazionale di oro nei primi sei mesi dell’anno è stato di 554,88 tonnellate, in crescita del 16,37% rispetto allo stesso periodo del 2022.

 

Oro: ecco perché i prezzi potrebbero salire fino a 2.500 dollari

Gli analisti sono convinti che le quotazioni dell’oro ritesteranno presto i massimi storici sulla scia dei rendimenti sul mercato che tenderanno a scendere con l’allentamento della politica monetaria della Fed, rendendo più appetitoso un asset come l’oro privo di redditività. “Vedo l’oro muoversi sopra 2.100 dollari tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024″, ha affermato Bart Melek, amministratore delegato di TD Securities. “Sono positivo sull’oro perché credo che la Fed allontanerà la politica dalla sua attuale modalità restrittiva. Questo accadrà prima che venga raggiunto l’obiettivo di inflazione del 2%”, ha aggiunto.

Dello stesso avviso è Heng Koon How, responsabile della strategia dei mercati di United Overseas Bank Limited, secondo cui “il fattore chiave delle prospettive positive per l’oro è il picco previsto nel ciclo di rialzo dei tassi della Fed e l’imminente picco della forza del dollaro USA”. Tra l’altro, l’esperto vede un ritorno della domanda di gioielli in oro fisico dalla Cina e dall’India grazie alla stabilizzazione della loro economia e al ritorno alla spesa da parte dei consumatori. Per tale ragione, lo stratega vede il metallo giallo scambiare a 2,100 dollari l’oncia entro il secondo trimestre 2024.

Secondo David Neuhauser, fondatore di Livermore Partners, il metallo prezioso potrebbe raggiungere addirittura quota 2.500 dollari l’oncia entro la fine del 2024. “Gran parte di questo ha a che fare con il fatto che le forze recessive potrebbero prendere piede a partire dalla fine di quest’anno e guadagnare terreno nel 2024”. Con il persistere della stagflazione nei prossimi anni nell’economia globale, per Neuhauser “l’oro esploderà nel 2024 fino a raggiungere nuovi massimi e oltre”.

Nei periodi in cui convivono recessione ed elevata inflazione, il metallo prezioso tende ad avere ottime performance perché gli investitori si rifugiano in un bene che è conservato nelle riserve nazionali e mantiene il suo valore intrinseco anche di fronte a inflazione elevata. Per questo motivo, anche Randy Smallwood, amministratore delegato di Wheaton Precious Metals, è convinto che entro un paio di anni il prezzo dell’oro arriverà a 2.500 dollari. “Qualsiasi tipo di mossa recessiva sarebbe positiva per l’oro”, ha affermato sottolineando la visione di una certa debolezza dell’economia cinese e americana.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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