Oro: perché la domanda in India è crollata con il Covid - Borsa e Finanza

Oro: perché la domanda in India è crollata con il Covid

Oro: il Covid-19 fa crollare i consumi in India in un momento cruciale

Le quotazioni dell’oro viaggiano stabilmente sopra il livello di 1,800 dollari l’oncia in questo 2022, in particolar modo dopo un mini-rally degli ultimi giorni generato dalle attese inflazionistiche americane. Il rilascio dei dati sull’indice dei prezzi al consumo nella giornata di ieri ha segnato un’inflazione al 7%, livello più alto da 40 anni negli Stati Uniti. Questo probabilmente darà maggiore forza al metallo giallo, che tradizionalmente funge da assets di copertura contro la crescita dei prezzi.

 

Perché diminuisce la domanda in India

Un brutto segnale per quel che riguarda la materia prima però arriva dall’India, secondo più grande consumatore di oro al mondo. Il Paese asiatico rischia una brusca battuta d’arresto nella domanda per via dell’aumento dei casi di infezione da Covid-19 che mette a rischio la celebrazione dei matrimoni. A partire dalla seconda metà di gennaio infatti si apre la stagione di tali eventi in India, che termina tra aprile e maggio. In questo periodo vi è tradizionalmente la corsa nei negozi di oreficeria per acquistare i preziosi da indossare durante le occasioni.

Tutto ciò però ora viene messo a repentaglio con le crescenti restrizioni adottate dal Governo sulla mobilità e i grandi assembramenti. Del resto, nel Paese i contagi giornalieri sono passati da 10.000 di dicembre a oltre 200.000 di oggi e questo la dice lunga sulla serietà del problema. Le persone stanno ancora portando avanti i loro matrimoni, persino spostandoli in alcuni Stati dell’India dove le misure non sono ancora così stringenti.

I consumi di oro comunque sono previsti in calo e arrivano dopo che le vendite hanno fatto un balzo nella seconda metà del 2021, spingendo le importazioni al livello massimo degli ultimi 6 anni. Le persone adesso sono realmente preoccupate, nonostante i gioiellieri nutrano un certo ottimismo in virtù del fatto che l’ondata di virus sembra essere relativamente mite riguardo la letalità.

Il World Gold Council non ha ancora pubblicato i numeri per l’intero anno 2021, sebbene abbia rilasciato quelli del primo trimestre dove vi è stato un aumento della domanda del 37% a 140 tonnellate rispetto allo stesso periodo del 2020. Le previsioni sono di un incremento generalizzato in confronto all’anno precedente, ma secondo Ashish Pethe, Presidente dell’All India Gem and Jewellery Domestic Council, il consumo dovrebbe normalizzarsi in media a 750 tonnellate nel 2022.

 

Oro: e se il Dollaro USA si indebolisse?

Un fatto che invece potrebbe giocare a favore dell’oro è l’eventuale indebolimento del Dollaro statunitense, correlato inversamente alla materia prima. Attualmente il biglietto verde naviga sicuro manifestando una straordinaria forza grazie alle attese di rialzo dei tassi da parte della Federale Reserve quest’anno. Per alcuni analisti però ha raggiunto ormai il picco e si prepara alla discesa. Di questo è convinto Brandywine Global Investment Management, che ritiene che la moneta americana sia sopravvalutata e la crescita mondiale tenderà a ridimensionarla. Per questa ragione il fondo sta vendendo dollari e puntando invece su alcune materie prime come ad esempio proprio l’oro.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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