Oro: raggiunto nuovo record, ma il rally potrebbe continuare - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

Oro: raggiunto nuovo record, ma il rally potrebbe continuare

Oro: raggiunto nuovo record, ma il rally potrebbe continuare

L’oro ha raggiunto un nuovo massimo storico superando quota 2.200 dollari, con un balzo del 2% nelle contrattazioni sul mercato delle materie prime. L’ulteriore spinta al metallo giallo è arrivata dalla Federal Reserve, che nella giornata di ieri ha mantenuto un tono accomodante nella politica monetaria. La Banca centrale americana ha ribadito l’intenzione di tagliare i tassi di interesse per tre volte quest’anno, nonostante le ultime letture di inflazione. Nella conferenza stampa seguita al meeting il presidente Jerome Powell ha detto le ultime rilevazioni sull’inflazione, più alte delle attese “non hanno fatto deragliare dal cammino di lento allentamento delle pressioni sui prezzi”.

Tassi più bassi significano maggiore attrazione per un asset che non paga cedole come l’oro. La correlazione inversa tra il rendimento del metallo prezioso e i tassi di interesse deriva proprio dal fatto che quanto più questi sono bassi, tanto minore è il costo opportunità di investire in oro. Il messaggio accomodante della Fed ha avvantaggiato il metallo giallo anche attraverso un altro canale: l’indebolimento del dollaro. Il biglietto verde è sceso al minimo di una settimana contro le principali valute. Contestualmente l’oro, essendo quotato in dollari, si è rafforzato attirando  gli investitori non americani che subiscono meno l’effetto cambio quando devono acquistare il metallo.

 

Oro: dove possono arrivare i prezzi ora?

Una volta superata la soglia di 2.200 dollari la domanda è se il rally dell’oro possa continuare e fino a dove. Secondo Aakash Doshi, responsabile della ricerca sulle materie prime di Citigroup per il Nord America, i prezzi potrebbero salire fino a 2.300 dollari l’oncia nella seconda metà del 2024 sull’aspettativa che la Fed abbasserà i tassi proprio in quel periodo. Della stessa opinione è Tim Waterer, capo analista di mercato di KCM Trade: “Con Powell che ha mantenuto in gioco tre potenziali tagli dei tassi quest’anno, i rendimenti obbligazionari e il dollaro sono scesi e ciò ha aperto una strada al rialzo per il prezzo dell’oro”.

Shaokai Fan, responsabile globale per le Banche centrali del World Gold Council, ritiene che l’ascesa del metallo giallo possa essere sostenuta dagli acquisti degli istituti centrali. “Le Banche centrali, che hanno acquistato livelli storici di oro negli ultimi due anni, continueranno a essere forti acquirenti anche nel 2024”, ha dichiarato. Nel 2023 le autorità monetarie hanno fatto incetta di lingotti d’oro come bene rifugio nel mezzo delle incertezze geopolitiche.

Secondo i dati del World Gold Council, la People’s Bank of China è stata il maggiore acquirente per via delle difficoltà economiche derivanti dalla crisi immobiliare e per le tensioni geopolitiche tra USA e Cina. Tra l’altro, le sanzioni inflitte alla Russia, congelando oltre 600 miliardi di dollari di asset hanno spaventato Pechino, che si è adoperata per incrementare le sue riserve di oro.

Il secondo più grande consumatore di oro nel 2023 è stata la Banca centrale polacca. L’esigenza di sicurezza finanziaria del Paese, con la guerra Russia-Ucraina che rappresenta una minaccia sempre più consistente, ha portato l’istituto ad accumulare once. Al terzo posto vi è la Banca centrale di Singapore, che non ha rivelato il motivo della decisione di investire in oro, ma Fan ipotizza che i rischi geopolitici siano tra le principali motivazioni.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *