Pharma, così il settore è diventato uno dei pilastri dell’export italiano

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Nel 2025 biotech e pharma hanno rafforzato il loro peso nella lettura della performance estera italiana. Nell’analisi di Gianpaolo Nodari, amministratore delegato di J. Lamarck, è proprio la farmaceutica a emergere come uno dei principali motori dell’export nazionale, con una crescita del 28,5% su base annua che conferma la solidità produttiva e la vocazione internazionale del comparto. Un dinamismo che trova riflessi anche sul mercato: alcune indiscrezioni di stampa rilanciate nelle ultime ore stanno spingendo al rialzo le azioni Recordati dopo le voci secondo cui il fondo britannico di private equity Cvc Capital Partners sarebbe pronto a lanciare un’opa sul gruppo farmaceutico.

In questo articolo:

  • Pharma, una filiera industriale che ha cambiato peso nell’economia italiana
  • Perché il pharma italiano corre sui mercati internazionali

Pharma, una filiera industriale che ha cambiato peso nell’economia italiana

Negli ultimi anni il comparto biotech e farmaceutico si è imposto come una delle aree più dinamiche dell’economia italiana, trasformandosi progressivamente da settore legato in prevalenza alla ricerca scientifica e ai bisogni della sanità in una piattaforma industriale capace di incidere sulla crescita, sull’occupazione qualificata e sulla capacità del Paese di attrarre capitali e competenze. La produzione farmaceutica nazionale ha superato i 56 miliardi di euro annui e colloca l’Italia tra i principali poli produttivi europei, mentre la presenza di circa 280 imprese e oltre 70 mila addetti restituisce la dimensione di un comparto ormai strutturale per il sistema industriale. Attorno a questo nucleo si sviluppa un ecosistema articolato, fatto di biotech, startup innovative, centri di ricerca pubblici e privati e organizzazioni attive nella ricerca clinica, che contribuisce a rafforzare la base scientifica e tecnologica del Paese. È questa integrazione tra manifattura avanzata, ricerca e innovazione ad avere progressivamente ridefinito il profilo del settore, rendendolo una delle filiere più avanzate dell’industria italiana.

Perché il pharma italiano corre sui mercati internazionali

Il punto di forza del comparto resta però la sua marcata vocazione internazionale, che ne ha ampliato negli anni le opportunità di crescita, collaborazione e competitività. Le esportazioni hanno raggiunto circa 69 miliardi di euro, arrivando a rappresentare oltre l’11% dell’export manifatturiero complessivo, mentre l’Italia si è stabilmente collocata tra i maggiori esportatori mondiali di farmaci, in particolare nel segmento dei medicinali confezionati. I principali mercati di destinazione, dall’Unione Europea agli Stati Uniti fino alla Svizzera, assorbono la parte più consistente delle vendite estere e confermano il radicamento del settore nelle reti globali della produzione e della distribuzione.

Questa apertura si riflette anche nella composizione industriale della filiera, dove una quota significativa delle imprese attive in Italia fa capo a grandi gruppi farmaceutici internazionali che hanno scelto il Paese come base produttiva e come hub per la ricerca clinica. Accanto a loro, anche un nucleo consolidato di aziende italiane ha rafforzato la propria presenza oltreconfine, aumentando fatturato ed esportazioni e contribuendo alla diffusione del know-how nazionale sui mercati esteri. In questo quadro, la farmaceutica appare sempre più come uno dei segmenti più competitivi dell’industria italiana, capace di coniugare intensità tecnologica, scala internazionale e centralità produttiva.

Immagine di Hillary Di Lernia

Hillary Di Lernia

Classe 1994 e laureata in scienze della comunicazione, si è specializzata in sociologia conseguendo successivamente un master in criminologia. Giornalista pubblicista, ha collaborato con diverse testate finanziarie tra cui Bluerating e Milano Finanza, occupandosi di risparmio gestito e approfondimenti sui mercati finanziari. Oggi svolge anche la professione di criminologa e giornalista d’inchiesta, con particolare attenzione alle dinamiche sociali, economiche e criminali.

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