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Paul Cézanne, le 5 opere più costose del padre dell’arte moderna

Fruits et pot de gingembre di Paul Cézanne

Nell’ottobre del 2023 ha destato scalpore (e indignazione nell’ICOM, l’International Council of Museums) la decisione del Museum Langmatt di Baden di mettere all’asta tre quadri di Paul Cézanne: le tele, fuori mercato da 90 anni, si sono rivelate tra le opere più costose del maestro post-impressionista negli ultimi tempi. I 40,32 milioni di franchi intascati dalla vendita hanno permesso all’istituto svizzero, in difficoltà finanziarie e a rischio chiusura, di garantirsi un futuro sereno. Una cifra impressionante, ma non la più alta sborsata per un quadro di uno dei più importanti ed enigmatici pittori dell’Ottocento.

 

Paul Cézanne, le 5 opere più costose vendute all’asta

Nell’arco della sua lunga carriera, Cézanne ha dipinto 945 oli, 645 acquarelli e 1200 disegni. Il maestro del colore, nato ad Aix-en-Provence nel 1839, ha sperimentato per decenni anticipando le avanguardie del Novecento. Sul mercato il prezzo delle sue opere raggiunge importi stellari: si calcola che il pittore francese è al 23esimo posto nella Top 100 mondiale degli artisti più venduti all’asta, con un fatturato medio che sfonda il tetto dei 60 milioni di dollari. Le sue opere sono vendute principalmente negli Stati Uniti e il maggiore acquirente è uno Stato piccolo, ricchissimo e governato da una monarchia assoluta: il Qatar.

 

Bouilloire et fruits

Dipinta fra il 1888 e il 1890, quest’opera di Cézanne ha una vita avventurosa: rubata nel 1978 a Boston in una residenza privata, riemerge nel 1999 quando un avvocato in pensione cerca di piazzarla tramite una società panamense. Recuperata dall’ALR (l’Art Loss Register) con l’FBI e la polizia svizzera, finisce all’asta battuta a 29,5 milioni di dollari. Nel 2019, da Christie’s a New York nella collezione di Samuel Irving Newhouse, apre le aste primaverili della major con un prezzo record di 59,3 milioni di dollari. L’acquirente, al telefono dall’Oriente, rimane anonimo.

Bouilloire et fruits di Paul Cézanne
Bouilloire et fruits (foto: Christie’s)

 

Rideau, Cruchon et Compotier

Tenda, brocca e compostiera è una delle nature morte più famose di Cézanne, realizzata fra il 1893 e il 1894. Per anni il dipinto è di proprietà di Paul Gauguin, ma passa tra le mani di diversi appassionati e nel 1999 dalla collezione della famiglia Whitney finisce all’asta da Sotheby’s, venduto per 60,5 milioni di dollari. L’acquirente è il miliardario statunitense Ken Griffin, il fondatore e CEO del fondo hedge Citadel, che un anno dopo lo rivende al collezionista Steve Wynn, stavolta ad un prezzo non divulgato.

Rideau, Cruchon et Compotier di Paul Cézanne
Rideau, Cruchon et Compotier (foto: Christie’s)

 

La montagne Sainte-Victoire vue du bosquet du Château Noir

È del 1904 questo dipinto della montagna di Sainte Victoire (massiccio ad est di Aix-en-Provence) vista dal boschetto dello Château Noir, uno dei paesaggi più suggestivi e aspri della Provenza. Nel 2014, a cent’anni esatti dalla sua realizzazione, il quadro finisce in un’asta privata organizzata da Edsel Ford, l’unico figlio di Henry Ford, con sua moglie Eleanor nella loro casa di Grosse Pointe Shores, nel Michigan. La vendita è clamorosa: 100 milioni di dollari.

La montagne Sainte-Victoire vue du bosquet du Château Noir di Paul Cézanne
La montagne Sainte-Victoire vue du bosquet du Château Noir (foto: The Washington Times)

 

La montagna Sainte-Victoire

Soggetto dipinto più volte da Cézanne, la montagna di Sainte Victoire ritorna in quest’opera fondamentale realizzata nel periodo tra il 1888 e il 1890 ed esposta per la prima volta nel 1905 nel Salon d’Autumne al Grand Palais di Parigi. Venduto una prima volta nel 2013 per 123,2 milioni di dollari al fondo sovrano del Qatar, ritorna all’asta da Christie’s nel 2022, nella megacollezione Visionary: The Paul G. Allen Collection annunciata come “la più grande asta della storia”. Il risultato è di 137,8 milioni di dollari.

La montagna Sainte-Victoire di Paul Cézanne
La montagna Sainte-Victoire (foto: Christie’s)

 

I giocatori di carte

È conosciuto con questo titolo un gruppo di dipinti a olio su tela realizzati da Cézanne fra il 1890 e il 1895. Nel 2012, in una vendita privata, la famiglia reale del Qatar acquista uno dei cinque quadri dagli eredi dell’armatore greco George Embricos per la cifra di 250 milioni di dollari. La cessione batte i primati di Pablo Picasso e Mark Rothko e soprattutto il precedente record detenuto da Numero 5 di Jackson Pollock, venduto nel 2006 per 140 milioni. Per anni è l’opera d’arte più costosa mai venduta, prima dei 450,3 milioni di dollari pagati all’incanto per il Salvator Mundi di Leonardo. Oggi gli altri quattro dipinti della serie sono esposti al Metropolitan Museum of Art di New York, al Musée d’Orsay di Parigi, alla Courtauld Gallery di Londra e alla Barnes Foundation di Philadelphia.

I giocatori di carte di Paul Cézanne
I giocatori di carte (foto: Musee d’Orsay)

 

La vendita del Museum Langmatt di Baden

Per tornare all’asta di Christie’s che ha permesso di salvare il Museum Langmatt di Baden, il presidente Lukas Breunig-Hollinger fa sapere in una nota che negli ultimi anni il museo ha potuto contare su un grande sostegno da parte di partner ed esperti, ma soltanto questa controversa pratica di deaccessioning è riuscita a contribuire in maniera decisiva alla ristrutturazione complessiva del Langmatt. Nello specifico, Fruits et pot de gingembre è stato aggiudicato per 33,5 milioni di dollari, Quatre pommes et un couteau per 8,7 milioni e La mer à l’Estaque per 2,6 milioni. Nella collezione dell’istituto svizzero rimangono numerose opere degli impressionisti francesi: Claude Monnet, Camille Pissarro, Edgar Degas, Pierre-Auguste Renoir e Paul Gauguin. La preoccupazione dell’ICOM è che il deaccessioning, vietato dalle norme, sia soltanto l’inizio di una svendita di parti fondamentali della collezione per finanziare i futuri costi operativi.

AUTORE

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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