Pensione e lavoro autonomo: cosa cambia per partite Iva e professionisti

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La pensione per chi lavora in autonomia è da sempre un terreno incerto, quasi un enigma da risolvere. Tra contributi minimi obbligatori, aliquote diverse da quelle dei dipendenti e regole che cambiano ogni anno, capire come funzionerà davvero la pensione per partite Iva e professionisti è fondamentale.

Il nuovo anno porta conferme e qualche novità, soprattutto per chi opera in regime ordinario, forfettario o con Gestione separata Inps. La domanda è: quanto si prenderà di pensione? E quali sono le regole per non ritrovarsi con un assegno troppo basso? 

 

In questo articolo:

 

  • Contributi 2025: quanto pagano gli autonomi e cosa cambia per la pensione
  • Gestione separata e regime forfettario: vantaggi e rischi nascosti
  • Pensione e lavoro autonomo: requisiti, età e prospettive per il 2025

 

Contributi 2025: quanto pagano gli autonomi e cosa cambia per la pensione

Se sei titolare di partita Iva e lavori come artigiano o commerciante, anche nel 2026 dovrai fare i conti con i contributi fissi stabiliti dall’Inps. La base di calcolo è fissata a 18.555 euro di reddito minimale: significa che anche se incassi zero, dovrai comunque versare circa 4.460 euro (artigiani) o 4.550 euro (commercianti). Le aliquote restano stabili:

 

  • 24% per gli artigiani sopra i 21 anni,
  • 24,48% per i commercianti, con un piccolo contributo aggiuntivo per finanziare l’indennità di cessazione.

 

Per chi guadagna più del minimale, scatta l’obbligo di versare i contributi eccedenti calcolati sul reddito reale. Un aspetto che pesa sul portafoglio, ma che definisce il montante contributivo utile al futuro assegno pensionistico. Se sei già pensionato ma continui a lavorare dopo i 65 anni, puoi ottenere uno sconto del 50% sui contributi. Un incentivo pensato per chi non vuole appendere la partita Iva al chiodo.

 

Gestione separata e regime forfettario: vantaggi e rischi nascosti

Chi lavora in autonomia senza appartenenza ad albi (copywriter, consulenti, freelance digitali, artisti) rientra nella Gestione separata Inps. Nel 2025 l’aliquota è fissata al 26,07% e, a differenza di artigiani e commercianti, non sono previsti contributi fissi: se non fatturi, non versi nulla.

Attenzione però: per avere un anno intero di contributi accreditati servono almeno 18.555 euro di reddito. Se resti sotto questa soglia, i mesi di contribuzione saranno ridotti in proporzione al reddito dichiarato.

Il discorso cambia per chi ha scelto o sceglierà il regime forfettario. Qui c’è un’agevolazione importante: una riduzione del 35% sui contributi Inps. Una manna per le tasche nel presente, ma un rischio per il futuro, perché contributi più bassi oggi significano pensione più bassa domani.

E allora la domanda resta: meglio risparmiare adesso o costruirsi una pensione più solida? La risposta dipende da quanto a lungo resterai nel regime forfettario e se affiancherai o meno una pensione integrativa.

 

Pensione e lavoro autonomo: requisiti, età e prospettive per il 2026

Per andare in pensione nel 2026, anche i lavoratori autonomi dovranno rispettare le regole comuni agli altri iscritti all’Inps.

 

  • Pensione di vecchiaia: servono 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi. Chi ha iniziato dopo il 1996 deve raggiungere anche la soglia di almeno 1,5 volte l’assegno sociale (circa 1.077 € lordi mensili). In alternativa, accesso a 71 anni con soli 5 anni di contributi, ma con un assegno molto ridotto.
  • Pensione anticipata: 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne, 42 anni e 10 mesi per gli uomini.

 

Un dettaglio importante è la finestra mobile di tre mesi: significa che, anche se raggiungi i requisiti, la pensione non decorre subito ma solo dopo un trimestre. In sostanza, per chi lavora in autonomia il rischio maggiore resta quello di arrivare a 67 anni con un montante contributivo troppo basso, specie se si è alternato il regime forfettario a periodi di reddito ridotto.

 

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Achiropita Cicala

Giornalista e Seo Copywriter dal 2021. Laureata in Economia Applicata, ha consolidato le conoscenze in materia presso vari studi commerciali, per poi dedicarsi al giornalismo web. Ha lavorato in diverse testate editoriali online (Blastingnews.com, Trend-online.com, Money.it, Ftaonline.com, etc.), occupandosi della redazione di articoli e notizie a carattere economico (finanza personale, mercati, risparmio, pensioni, fisco e tasse, lavoro, previdenza sociale, diritto).

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