Piazza Affari nel 2026: prospettive e sfide per le azioni italiane di punta

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L’avvio del 2026 per la le azioni italiane a Piazza Affari riflette un mix di entusiasmo e cautela. Dopo anni in cui i mercati europei hanno navigato tra incertezze macro e fiammate cicliche, l’indice di riferimento italiano sembra aver trovato un equilibrio che premia la qualità e la resilienza dei titoli domestici, pur lasciando spazio a prese di beneficio e rotazioni tra settori. 

 

In questo articolo:

 

  • L’andamento dell’indice Ftse Mib all’inizio del 2026
  • Focus su alcune azioni italiane: Campari, DiaSorin, Ferrari e Moncler
  • Come investire con i certificati

 

L’andamento dell’indice Ftse Mib all’inizio del 2026

Nei primi mesi del 2026, il Ftse Mib ha mantenuto una performance positiva, segnando livelli non osservati da oltre due decenni e mostrando solidità rispetto ad altre piazze europee. L’indice ha toccato massimi che riportano ai livelli del 2000, spinto soprattutto da comparti come quello bancario e finanziario che hanno beneficiato di un clima di rischio moderato e aspettative su dati macro più favorevoli. Nonostante qualche seduta cauta con scambi ridotti, Piazza Affari ha sovraperformato varie Borse del continente, dimostrando la capacità di assorbire le prese di beneficio e mantenendo comunque una tendenza positiva.

Nel complesso, i dati raccolti alla fine di dicembre 2025 da Forecaster.biz suggeriscono che il Ftse Mib ha messo a segno un rialzo di oltre il 30% nel corso dell’anno precedente, con una capitalizzazione complessiva delle società italiane quotate che ha superato i 1.000 miliardi di euro. Questo rally ha portato il mercato italiano a essere tra i migliori d’Europa, pur se accompagnato da alcuni segnali di volatilità su singoli titoli.

 

Focus su alcune azioni italiane: Campari, Diasorin, Ferrari e Moncler

Andando più nel dettaglio, il comportamento delle azioni italiane a grande e media capitalizzazioni è stato piuttosto eterogeneo nel primo scorcio del 2026.

Campari è una delle storiche eccellenze italiane nel settore beverage e parte integrante del Ftse Mib. Le azioni sono quotate su Borsa Italiana e fin dall’inizio dell’anno mostrano volatilità, con quotazioni che si aggirano intorno a circa 5,9840 euro per azione a fine gennaio 2026. Il titolo ha sperimentato oscillazioni intorno a livelli di supporto, con performance che restano sotto pressione rispetto ad altri titoli blue chip, ma comunque con segnali tecnici di stabilità sul breve periodo. Nel lungo termine, Campari resta un nome interessante per molti investitori in cerca di esposizione al consumi premium, anche se il potenziale di crescita dei prezzi non è esplosivo e il dividendo è modesto.

Un’altra società italiana di rilievo, Diasorin, attiva nel settore delle diagnostiche in vitro e quotata anch’essa sul Ftse Mib, ha affrontato negli ultimi mesi alcune sfide operative. Anche se l’azienda è riconosciuta per i suoi prodotti nel campo della diagnostica medica, la quotazione ha risentito di vari fattori, tra cui revisioni al ribasso delle stime da parte di alcuni broker e prese di profitto dagli investitori. Inoltre, alcune notizie di mercato indicano cambiamenti nella struttura produttiva, come la chiusura di uno stabilimento tedesco con trasferimento della produzione in Italia, un segnale di riorientamento operativo che potrebbe avere impatti sui costi e sui margini nell’arco del 2026. Da inizio anno a fine gennaio, le azioni Diasorin hanno conseguito una performance del 5,19% a 72,18 euro.

Per quanto riguarda Ferrari, simbolo mondiale dell’automotive di lusso, il titolo ha avuto un 2025 difficile, con una performance che si è attestata ben al di sotto dei massimi storici e una caduta di oltre un terzo dai livelli più alti. Nel 2026, l’azienda ha cercato di invertire la rotta; la società ha annunciato un programma pluriennale di riacquisto di azioni proprie per circa 3,5 miliardi di euro, una mossa che mira a sostenere il titolo e migliorare i fondamentali azionari con un effetto diretto sull’utile per azione. Questa strategia riflette un tentativo di ritrovare fiducia da parte degli investitori dopo mesi di performance azionaria incerta.

Il titolo Moncler, pur essendo un nome noto nel comparto del lusso e parte anch’esso del Ftse Mib, ha mostrato una performance più contenuta all’inizio del 2026. In alcune giornate il titolo ha segnato ribassi, riflettendo l’incertezza degli investitori sulla capacità di mantenere un ritmo di crescita elevato in un contesto di rallentamento della domanda globale nel settore premium.

 

Come investire con i certificati

Per investire nel lusso, Vontobel mette a disposizione un certificato Multi Cash Collect con Barriera quotato al Sedex e identificato dal codice Isin DE000VJ135Q5. Lo strumento segue le performance azionarie delle quattro società italiane sopra citate. Il certificato prevede il pagamento di una cedola mensile di 1,13 euro su un valore nominale di 100 euro. Il rendimento annuo così risulta del 13,56%. Tutto ciò segue il meccanismo del worst-of, ossia pone la condizione che nessuna delle azioni del paniere scenda mai sotto la barriera fissata al 60% del livello Autocall. Se alla data autocall tutte le azioni sono sopra lo strike price, il certificato si chiude anticipatamente rimborsando il nominale più l’ultima cedola. Alla scadenza finale (30/12/2027), se anche una sola azione tocca la barriera, il rimborso finale segue l’andamento del titolo peggiore, con conseguente perdita del capitale investito. Se tutti i titoli che compongono il paniere quotano a un valore superiore o pari alla barriera, il certificato restituisce il valore nominale e il premio relativo all’ultimo mese. (inserzione sponsorizzata). Se vi interessano altre idee operative, visitate il monitor certificati di Tuttocertificati.it (appartenente alla stessa società che controlla la testata Borsa&Finanza).

 

 

 

 

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Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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