PIAZZA AFFARI RIALZA LA TESTA CON DIASORIN IN VETTA

Piazza Affari e l’Europa riprendono fiato dopo il crollo di lunedì. Diasorin in cima al listino milanese. Rimbalzo del petrolio

Piazza Affari tira un sospiro di sollievo ed apre in rialzo, assieme alle altre Borse europee, dopo un lunedì nero che ha visto crollare i mercati mondiali. Un rimbalzo tecnico favorito da ricoperture, ma anche un segnale della speranza degli operatori, che ora guardano alla possibilità di un intervento coordinato delle autorità monetarie globali.

Nel dettaglio, Milano sale del 2,90% a 19014 punti alle ore 10.10 bloccando così la scia ribassista sostenuta da tre cali consecutivi, che ha preso il via giovedì scorso. il Dax di Francoforte guadagna il 3,03%, Londra il 2,86%, Parigi il 3,14% e Madrid il 2,75%.

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Grafico FTSEMIB by TradingView

In calo Euro / Dollaro USA, che scende a quota 1,1370. Scende anche il prezzo dell’oro a 1.663 dollari l’oncia (-0,96%). Forte rialzo per il petrolio (Light Sweet Crude Oil), che mette a segno un guadagno del 7,47% a 32,36 dollari al barile mentre il Brent scambia a 35,72 dollari (+6,21%).

Sul fronte obbligazionario, lo spread cala a 205 punti base (-9,14%) con il rendimento del BTP a 10 anni pari all’1,31% (-6,72%).

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Grafico Spread by TradingView

Sull’azionario, in evidenza Diasorin che balza del 12,77%, seguita da Saipem (+5,44%) e Stm (+5,30%).
Unico titolo in rosso sul listino di Piazza Affari è Atlantia che ced il 2,44%.

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Grafico Diasorin by TradingView 

Coronavirus, Governo al lavoro per sospendere pagamenti in tutta Italia

Garantire liquidità a imprese e famiglie con la sospensione di tutti i pagamenti in tutta Italia a partire dalla prima scadenza del 16 marzo. Lo ha annunciato il Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, nel corso del suo intervento radiofonico questa mattina. Si tratta, secondo il ministro, di uno dei “quattro canali” su cui si sta indirizzando l’azione del governo per frenare l’impatto economico dell’estensione della zona rossa a tutto il Paese.

L’idea è dunque garantire la liquidità “e questo lo si fa con la sospensione dei pagamenti, di mutui, bollette, tributi. Dobbiamo ragionare su tutto territorio nazionale”, ha chiarito Patuanelli, precisando che si sta lavorando perché la sospensione sia valida già dalla prossima scadenza fiscale del 16 marzo.

Borsa: Jerusalmi, provvedimenti di chiusura delle contrattazioni non servono

Tornando a Piazza Affari, all’indomani del crollo di oltre 11 punti percentuali per la piazza milanese, parla l’Ad di Borsa Italiana Raffaele Jerusalmi nel corso di un’intervista afferma che “La reazione violenta delle Borse “e’ un fenomeno di mercato”, ma a questo punto possiamo dire che “la correzione c’e’ gia’ stata” e che, tra qualche mese, passata l’emergenza, potremo pensare a questo come a uno dei fenomeni transitori che si verificano sui mercati. Cosi’ Jerusalmi, ha commentato il crollo dei mercati finanziari legato all’emergenzaa Covid-19. Jerusalmi ha confermato “l’inutilita’” di un provvedimento di chiusura della Borsa, in un mercato ormai globalizzato. ‘Sicuramente le economie stavano rallentando gia’ prima di questa situazione – ha detto Jerusalmi – ci siamo trovati in circostanze simili in altre occasioni. I mercati reagiscono violentemente alle notizie ma ritengo che a questo punto la correzione l’abbiamo gia’ vista”. Sicuramente, ha precisato, “la crisi del petrolio ha acuito le incertezze, ma anche il tema del virus sara’ tra qualche mese un ricordo. E’ un’esperienza che abbiamo gia’ passato con la Sars anche se non eravamo direttamente coinvolti. Sono fenomeni transitori”. Alla domanda sull’opportunita’ di una interruzione delle contrattazioni, l’ad di Borsa Italiana ha confermato quanto gia’ detto ieri: “In generale, questi provvedimenti non servono a nulla, i mercati sono globali, le scelte locali sono devastanti perche’ fanno perdere di credibilita’” e in piu’ le azioni sono negoziate su diverse piattaforme. Diverso sarebbe se ci fosse una decisione “coordinata a livello mondiale”, per la quale pero’ “non ci sono i presupposti”. Si tratta, ha concluso, di “fenomeni di mercato. Nessuno chiede di chiudere quando le azioni salgono del 10%-20%”.