Per sostenere l’accesso al credito di Pmi e mid-cap, Cdp e Assifact hanno sottoscritto una convenzione per la creazione di un plafond dedicato al factoring. Grazie all’accordo tra le due parti, Cassa Depositi e Prestiti mette a disposizione 1 miliardo di euro per le piccole e medie imprese e le quotate caratterizzate da una media capitalizzazione di mercato e un elevato potenziale di crescita.
“Grazie allo smobilizzo dei crediti commerciali, le imprese possono fruire di liquidità immediata, migliorare il cash flow e concentrarsi sulla crescita, riducendo il rischio legato ai ritardi nei pagamenti e alle insolvenze – sottolinea Alessandro Carretta di Assifact –. Questa convenzione con Cdp rappresenta un ulteriore passo avanti per valorizzare il ruolo strategico del factoring a sostegno della crescita delle imprese italiane, in particolare quelle di minori dimensioni, favorendo l’accesso al credito”.
In questo articolo:
- Cos’è il factoring, pro-solvendo e pro-soluto
- Come funziona il plafond factoring di Cdp
- I numeri del mercato italiano nel primo semestre 2025
Cos’è il factoring, pro-solvendo e pro-soluto
Il factoring rappresenta un mercato pari al 13% del Pil nazionale. Nella pratica, si tratta di un contratto che permette alle aziende di cedere a una società specializzata i propri crediti esistenti o futuri, ottenendo nell’immediato oppure alla scadenza liquidità e servizi correlati alla gestione del credito ceduto, al netto dei costi di compravendita. Negli ultimi anni il factoring è diventato uno strumento sempre più utilizzato dalle Pmi, specie quelle che lavorano con la pubblica amministrazione e scontano lunghe tempistiche di pagamento: le piccole e medie imprese fanno ampio ricorso a questa pratica per tenere sotto controllo i flussi di cassa e finanziare l’innovazione.
La cessione dei crediti avviene in due modalità che definiscono i tipi diversi di factoring. Nella forma pro-solvendo, l’impresa che cede il credito alla società finanziaria acquirente (il factor) mantiene comunque la responsabilità dell’eventuale insolvenza dell’azienda debitrice e accetta il rischio di pagare il debito in caso di inadempimento. Il factor si limita quindi a gestire l’incasso e l’amministrazione del credito, senza garantirlo. Nel pro-soluto, è il factor ad assumersi il rischio di insolvenza dei debiti ceduti, acquistando il credito in via definitiva e occupandosi direttamente della sua riscossione. In questo caso, l’impresa cedente si libera subito di ogni forma di responsabilità.
Come funziona il plafond factoring di Cdp
Cassa Depositi e Prestiti ha siglato una convenzione con Assifact, l’Associazione italiana per il factoring che rappresenta quasi la totalità del mercato nazionale, per sostenere l’accesso al credito di Pmi e mid-cap italiane attraverso operazioni facilitate da banche e intermediari finanziari. I factor acquisiscono i crediti commerciali dalle imprese tramite il plafond ed erogano finanziamenti utili ad impinguare la liquidità delle loro casse per esigenze di breve periodo o per l’avvio di nuove attività.
I finanziamenti previsti sono a breve termine nella doppia forma del factoring, sia pro-solvendo che pro-soluto: a concederli attraverso il plafond sono banche e società captive vigilate. L’erogazione ha un importo massimo non superiore a 20 milioni di euro. Allo stanziamento da 1 miliardo possono accedere soltanto due tipologie di imprese:
- operanti in Italia con meno di 250 dipendenti (equivalenti a tempo pieno);
- a media capitalizzazione con meno di 3.000 dipendenti (equivalenti a tempo pieno).
La richiesta va effettuata presso una delle banche e società di factoring aderenti: le tre attive al 18 settembre 2025 sono Confeserfidi, Generalfinance e Mediobanca. Cdp ha fatto sapere sul suo portale che all’11 settembre l’importo erogato dal plafond è stato di 7,5 milioni di euro, con una disponibilità residua di 992,5 milioni. L’elenco di banche e società captive è in continuo aggiornamento, così come la disponibilità del plafond. Stando a quanto rivela il web magazine Calcio e Finanza, Cassa Depositi e Prestiti sta valutando l’ipotesi di allargare l’operazione al calcio, lanciando un nuovo plafond (l’ammontare complessivo non è ancora noto) dedicato alle operazioni di factoring per la Lega Serie A.
I numeri del mercato italiano nel primo semestre 2025
I dati di CrediFact, l’Osservatorio credito commerciale e factoring di Assifact, confermano che il mercato italiano del factoring è ancora in crescita: nei primi sei mesi del 2025, il turnover complessivo è aumentato del +0,72% rispetto allo stesso periodo del 2024. La quota pro-soluto copre l’83% del mercato. L’importo complessivo ha raggiunto la cifra di 139,96 miliardi di euro, al netto dei crediti fiscali legati ai bonus edilizi. Lo stock degli anticipi e corrispettivi erogati si è attestato a 54,25 miliardi, risultando in crescita del +3,56% nel confronto con il 2024.
Il turnover cumulativo da operazioni di supply chain finance è arrivato a 13,68 miliardi, in flessione del -1,20% a causa delle operazioni di reverse factoring (-6,38%). Viceversa, il confirming ha continuato a crescere, raggiungendo un significativo +30,98% rispetto all’anno precedente. I crediti commerciali acquistati verso la pubblica amministrazione sono arrivati a 10,01 miliardi (+8,61%); quelli in essere a 7,38 miliardi, di cui 2,6 miliardi scaduti. La qualità del credito rimane elevata: i crediti deteriorati verso il settore privato rappresentano appena il 2,26% del totale. Gli operatori prevedono per l’intero 2025 un incremento dei volumi, con un tasso medio di crescita atteso al 2,65%.









