Google sperimenta l’AI sul marketing: cos’è e come funziona Pomelli

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Costruire un Dna aziendale partendo dal proprio sito ufficiale e generare in automatico campagne pubblicitarie editabili coerenti con l’identità del marchio: è quello che offre Pomelli, il tool di marketing a base di AI generativa lanciato da Google Labs e DeepMind. Il gigante di Mountain View si rivolge soprattutto alle piccole e medie imprese, spesso alle prese con le difficoltà e l’incapacità di fare marketing strategico.

In Italia le Pmi destinano in media circa il 7% del loro fatturato totale al marketing. I siti proprietari sono il canale di comunicazione più utilizzato, affiancato dai profili sui social media. È sulla base di questo dato diffuso che Google ha lanciato uno strumento innovativo come Pomelli, per ora disponibile nella versione beta negli Stati Uniti, in Canada, Australia e Nuova Zelanda e presto (almeno questa è l’impressione) nel resto del mondo.

 

In questo articolo:

 

  • Cos’è Pomelli di Google, l’AI per il marketing aziendale
  • Come funziona il generatore di campagne pubblicitarie
  • Le tecnologie di intelligenza artificiale dietro il modello
  • Vantaggi e sviluppi futuri del copywriter generativo

 

Cos’è Pomelli di Google, l’AI per il marketing aziendale

Big G cavalca questo momento cruciale di trasformazione digitale suscitato dagli sviluppi dell’intelligenza artificiale, offrendo alle aziende medio-piccole l’opportunità di abilitare significativi miglioramenti nell’orientamento al marketing con un generatore automatico di campagne pubblicitarie on-brand. L’esperimento punta a potenziare il digital marketing delle Pmi in termini di efficienza, flessibilità, personalizzazione, riduzione di tempi e costi, partendo da un semplice input basato su prompt.

Il modello messo a punto da Google Labs e DeepMind esamina i tratti distintivi di un marchio e automatizza la creazione di materiali grafici e campagne social, costruendo con la supervisione dell’utente e il minimo sforzo un’identità visiva e comunicativa pronta all’uso. Partendo dalla semplice analisi del sito web dell’azienda (basta digitare l’Url) e delle sue immagini, l’agente AI fa da copy e supporto creativo ricavando quello che chiama il Business Dna, un profilo che comprende la palette di colori, il font, le immagini ricorrenti e il tono di voce dell’azienda.

 

Come funziona il generatore di campagne pubblicitarie

Sulla base delle informazioni fornite dall’impresa, semplicemente digitando l’Url del sito, Pomelli propone una serie di idee di campagna e genera testi e creatività adattate ai diversi canali di comunicazione, dal sito e i social ai singoli annunci. È possibile scegliere una delle direzioni generate dall’AI oppure digitare un suggerimento personale per variare i contenuti per un obiettivo specifico, per esempio per un carosello su Instagram, una call to action o un video su TikTok.

Pomelli lancia set completi di risorse di marketing in linea con il brand aziendale. Gli utenti possono modificare i materiali direttamente nell’interfaccia e scaricarli pronti per il sito e per i social. Tutti i visual e i testi sono coerenti con il Business Dna, ma risultano sempre editabili: l’utente può chattare con l’AI e nel caso caricare manualmente ciò che manca. A quel punto è lo stesso Pomelli a integrare i materiali nel flusso di lavoro.

 

Le tecnologie di intelligenza artificiale dietro il modello

Sebbene Google non abbia reso pubblica una descrizione tecnica dettagliata dell’architettura di Pomelli, si intuisce che l’assistente marketing è una fusione di diverse capacità di AI dell’ecosistema di Big G: legge e comprende i contenuti esistenti nel sito web, genera immagini e nuovo testo, il tutto in un flusso di lavoro coerente. A partire dagli Llm per la comprensione del linguaggio naturale che dovrebbero essere quelli avanzati della famiglia PaLM o Gemini, ormai arrivata a quota 650 milioni di utenti attivi al mese.

Per l’identificazione di immagini, loghi, colori e font, dovrebbero essere state usate tecniche di computer vision ed euristiche. La produzione automatica di immagini e testi dovrebbe arrivare dal modello text-to-image Imagen 4 di DeepMind e dal PaLM 2 conversazionale di Google. I filtri per la qualità dei contenuti dovrebbe passare per SynthID, la tecnologia di DeepMind che riconosce un’immagine generata dall’AI e applica ai contenuti una filigrana impercettibile all’occhio umano.

 

Vantaggi e sviluppi futuri del copywriter generativo

Pomelli è particolarmente utile per gli imprenditori e le imprenditrici con risorse o competenze di marketing limitate e team di lavoro che non possono permettersi figure come art director e content manager. È però importante partire da un sito web aziendale aggiornato e che include tutto ciò che si vuole comunicare e con un’idea chiara sulle finalità della campagna. Sono poi le opzioni di personalizzazione a garantire una pianificazione della strategia pubblicitaria più dinamica e meno anonima. Pomelli potrebbe essere sfruttato pure dalle agenzie di marketing e comunicazione per brainstorming creativi, mockup di campagne e per incrementare la produttività.

“Creare contenuti d’impatto e in linea con il brand può spesso richiedere un investimento significativo in termini di tempo, budget e competenze di progettazione – scrivono in un post sul blog di Google i senior product manager Daniel Adonai di Google Labs e Bea Alessio di DeepMind –. Per le piccole e medie imprese, questo può rappresentare un ostacolo importante. È qui che entra in gioco Pomelli, uno strumento di marketing basato sull’intelligenza artificiale progettato per aiutare le Pmi a generare più facilmente campagne social scalabili e in linea con il brand, contribuendo alla crescita del loro business”.

I ricercatori calcolano in media un tempo di 10 minuti per creare una campagna pubblicitaria pubblicabile partendo da sito web e indicazione testuale. Non ci sono ancora informazioni ufficiali sul futuro di Pomelli: quale sarà la sua diffusione oltre i paesi test, se saranno previsti un abbonamento a pagamento per l’uso e un’integrazione completa in Google Ads (per importare direttamente gli annunci generati) e nel business profile di Google. Al momento l’esperimento è un cantiere aperto che deve essere ancora perfezionato: è per questo motivo che Google Labs e DeepMind chiedono a chi lo sta provando di fornire feedback e pareri.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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