Il fenomeno Pop Mart, con i suoi pupazzetti Labubu, continua a scrivere nuovi record a livello mondiale. Oggi le azioni di Pop Mart International Group, società cinese che produce i pupazzetti mostro, hanno fatto registrare un’impennata di oltre il 12%, spinte dalle positive prospettive di crescita annunciate dall’a.d. Wang Ning, che ha annunciato l’obiettivo di superare i 20 miliardi di yuan di fatturato entro il 2025, con potenzialità superiori ai 4 miliardi di dollari. Il titolo ha toccato i 316 dollari di Hong Kong, un massimo storico dalla quotazione del 2024.
In questo articolo:
- I numeri di Pop Mart International: tra volano e rischi
- Labubu: più di un pupazzetto
I numeri di Pop Mart International: tra volano e rischi
I risultati preliminari del primo semestre della Pop Mart International Group dipingono un quadro chiaro, che pone inevitabilmente l’accento sul volano del fenomeno mondiale Labubu. Negli ultimi sei mesi l’utile netto della società è praticamente quadruplicato a 4,57 miliardi di yuan e il fatturato è cresciuto del 204,4% a 13,88 miliardi di yuan (1,93 miliardi di dollari). La serie di punta, “The Monsters”, con protagonista Labubu, ha generato 4,8 miliardi di yuan, più di un terzo del fatturato totale. Non è un caso quindi se le azioni della società sono schizzate di oltre il 200% dall’inizio dell’anno e se oggi Pop Mart conta 571 negozi in 18 paesi e 2.597 roboshop, con oltre 59 milioni di membri registrati in Cina. Anche i ricavi internazionali continuano a crescere a tripla cifra: +258% in Asia-Pacifico, +1.142% nelle Americhe, +729% in Europa. Incredibilmente alto anche il margine lordo, pari al 70,3%, simile a quello del software.
“Pop Mart non vende semplicemente giocattoli: vende appartenenza, attesa e sorpresa. L’apertura delle blind box è diventata un vero e proprio rituale sociale. È incredibile vedere fan disposti a ore di attesa pur di mettere le mani su una figura rara, pronti a pagare cifre esorbitanti sul mercato secondario”, ha dichiarato Gabriel Debach, market analyst di eToro, che sottolinea un altro aspetto fondamentale: “A fine 2023 Pop Mart valeva appena 3,44 miliardi di dollari, oggi la sua capitalizzazione ha superato i 47 miliardi”. Ciò significa che, in meno di due anni, la società è cresciuta di quasi quindici volte, superando colossi storici: Hasbro oggi vale 11,23 miliardi (era 7,09 a fine 2023), Sanrio 12,46 miliardi (da 4,76), mentre Mattel è scesa a 5,69 miliardi dai 6,67 precedenti. “È un sorpasso che racconta meglio di qualunque slogan il cambio d’epoca: i pupazzi “ugly-cute” nati a Pechino valgono più di Barbie, Transformers e Hello Kitty messi insieme”, ha evidenziato Debach.
Ma non è tutto ora quel che luccica. Per Debach “i rischi sono altrettanto chiari”. “Oltre un terzo dei ricavi di Pop Mart dipende da Labubu. È la classica concentrazione da manuale: se l’hype si spegne, l’impatto è immediato. In Cina, i media statali hanno già criticato le blind box, paragonandole al gambling e sollecitando restrizioni per i minori.
Il mercato secondario, dove un Labubu raro arriva a 2.000 dollari, mostra dinamiche speculative che ricordano più una bolla che un’industria stabile. C’è quindi una linea sottile tra fenomeno e bolla. Pop Mart ha preso un coniglietto dall’aspetto inquietante e l’ha trasformato in fenomeno mondiale, costruendo margini da software su personaggi disegnati a mano. Ma il vero test sarà dimostrare di saper replicare l’effetto Labubu con altre IP. Perché, se oggi i centri commerciali e i brand del lusso aprono le porte, lo fanno attratti dall’hype. La trasformazione in piattaforma culturale richiederà continuità creativa e capacità di trasformare l’emozione in fedeltà duratura”, ha chiosato.
Labubu: più di un pupazzetto
Entrando nel dettaglio, i pupazzetti di Pop Mart, in particolare Labubu, hanno trasformato il concetto di giocattolo in esperienza collezionistica. Le figure sono vendute in blind box, scatole misteriose che non rivelano il personaggio fino all’apertura. Ogni serie contiene personaggi comuni, rari e ultra-rari, alcune figure “segrete” che non sono mai annunciate ufficialmente e che diventano immediatamente oggetti del desiderio. Il vinile premium, i dettagli accurati e le espressioni curatissime rendono ogni pupazzetto quasi un’opera d’arte in miniatura, capace di catturare l’attenzione dei collezionisti di tutto il mondo.
L’effetto sorpresa unito alla rarità ha generato scene memorabili: file lunghissime fuori dai negozi, con centinaia di fan in attesa per ore, armati di calcolatrici e liste di serie da completare. Alcune blind box venivano comprate subito da collezionisti disposti a pagare migliaia di yuan per ottenere figure ultra-rare o segrete, trasformando l’acquisto in un evento e in un piccolo investimento. I video sui social mostrano fan che aprono le scatole davanti a telecamere e smartphone, condividendo la gioia di trovare un Labubu raro o l’amarezza di non avere fortuna, alimentando così un effetto virale che spinge altri a partecipare.
Le edizioni limitate di Labubu, come quelle in collaborazione con artisti famosi o brand rinomati, hanno raggiunto prezzi elevati nel mercato secondario. Alcune, per esempio, come evidenziato dall’Economic Times sono state vendute per oltre 450 dollari su piattaforme come StockX. Tuttavia, in alcuni paesi, le autorità hanno sollevato preoccupazioni riguardo all’impatto psicologico dei pupazzi sui bambini. In Russia, è stato proposto un divieto di vendita delle figurine, mentre in Iraq sono state sequestrate migliaia di unità per motivi simili.









