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Prestiti: l’offerta di Otter Finance con pegno di attività finanziarie

Un primo piano di Benedetta Arese Lucini, fondatrice di Otter Finance

Semplificare fa rima con democratizzare ed è la strada scelta da Benedetta Arese Lucini con Otter Finance. Proveniente da una lunga esperienza nel mondo finanziario – ha lavorato anche in Morgan Stanley – l’imprenditrice non è nuova al lancio di iniziative innovative nel settore bancario. Qualche anno fa ideò Oval Money, app per effettuare pagamenti, risparmiare e investire, oggi si rivolge a chi abbia già dei capitali investiti e voglia utilizzarli, in tutto o in parte, come garanzia per ottenere dei prestiti. Semplice a dirsi, più difficile a farsi, almeno in Italia. L’idea si ispira ai crediti Lombard (o crediti di anticipazione bancaria), molto utilizzati in Svizzera dove nascono nelle private bank. Questi crediti vengono concessi dando in pegno portafogli di attività finanziarie. Se nella Confederazione sono una possibilità accessibile anche tramite app bancarie, nel Belpaese la trafila per ottenere questi crediti è complessa. Non tutte le banche li concedono, spesso sono solo le strutture di wealth manager a prevederlo e per soglie di capitale elevate, infine l’istituto finanziario che concede il prestito vuole anche detenere i titoli dati in pegno.

 

Come funzionano i prestiti di Otter Finance

Nulla di tutto questo accade con Otter Finance che propone uno schema di funzionamento interamente digitale e si rivolge non solo a chi abbia capitali rilevanti ma anche agli investitori con portafogli di dimensioni più ridotte. “L’idea è di poter concedere prestiti anche di soli 5.000 o 10.000 euro per coprire esigenze di liquidità temporanee o favorire il finanziamento di progetti o spese” spiega Benedetta Arese Lucini. A garanzia del prestito possono essere conferiti i prodotti finanziari detenuti nei conti titoli presso altre banche, come per esempio azioni, fondi comuni, fondi pensione, obbligazioni. “In futuro vorremmo estendere gli asset che è possibile lasciare in pegno anche a private equity, private debt e altre forme di investimento alternativo, utilizzando il nostro software interno di machine learning per valutare il portafoglio di investimenti che ci viene proposto e in base a questo erogare la liquidità” aggiunge Arese Lucini.

Otter Finance si appoggia su SmartBank, ma punta ad avviare partnership anche con altri istituti finanziari. SmartBank si occupa di tutta la parte finance dell’operatività di Otter che invece svolte il ruolo di marketplace. Iscrivendosi online a Otter Finance, con la compilazione di tutti i questionari di valutazione richiesti dalla normativa bancaria, è possibile scegliere di investire i propri soldi sui conti deposito di SmartBank oppure richiedere l’anticipo Otter, ossia il finanziamento con pegno di titoli su cui si è già investito. Oltre alla possibilità di accedere a questi finanziamenti utilizzando interamente una procedura digitale e al rendere disponibile un prodotto utilizzato nel private banking anche ai piccoli investitori, la terza novità introdotta da Otter Finance è l’elevata flessibilità. Infatti, come ha illustrato la sua fondatrice “i tempi e i modi per la restituzione del prestito e la liberazione dei titoli dati in pegno sono totalmente aperti. Non ci sono rate o scadenze fisse, è richiesto il solo pagamento degli interessi ogni mese mentre la quota capitale può essere anche restituita in un’unica soluzione alla chiusura dell’operazione”.

 

I vantaggi dell’anticipo Otter

Un prestito, un credit Lombard o un anticipo. Tra le tre definizioni Benedetta Arese Lucini sceglie la terza per il prodotto offerto da Otter Finance: “Il concetto è di lasciare lavorare i capitali sui mercati senza rinunciare alle necessità di liquidità. Così facendo i capitali investiti continuano ad accumulare rendimento che tornerà utile nel momento del disinvestimento finale”. Per esempio, una persona che abbia un portafoglio investito di 30.000 euro potrebbe avere necessità di liquidità. Per averla potrebbe ricorrere a un classico prestito al consumo o disinvestire tutto o parte del suo portafoglio.

Queste erano le strade disponibili fino a oggi. La prima onerosa, con tassi di finanziamento elevati, la seconda che implica la rinuncia alla crescita del capitale investito. “Noi di Otter Finance ci inseriamo proprio qui – riprende Arese Lucini -. Valutiamo il portafoglio e sulla base di quello offriamo un loan to value con un tasso di interesse. A quel punto il cliente non deve neanche spostare i suoi investimenti ma solo far rilasciare alla banca un documento che attesti che sono lasciati in pegno. Sulla cifra erogata il cliente paga un interesse mensile che sugli importi bassi è oggi dello 0,5%, pari a un 6% annuo. Quando decide può chiudere l’operazione, non ci sono limiti temporali. E non ci sono neanche rate prefissate da pagare. L’importante è che ogni mese vengano pagati gli interessi”.

In tal modo il cliente può continuare a incassare le eventuali cedole e dividendi distribuiti dagli asset su cui ha investito, pur essendo questi in pegno, e non essere costretto a disinvestire magari in una situazione di mercato favorevole o, ancora peggio, in perdita, per coprire una necessità di liquidità. “Inoltre – completa Arese Lucini – si beneficia anche di un vantaggio fiscale. In primo luogo si evitano le imposte sul capital gain che si devono pagare nel momento in cui si disinveste, in secondo luogo gli interessi sui finanziamenti sono fiscalmente deducibili”.

L’unica avvertenza è la possibilità che chi riceve il prestito debba reintegrare le garanzie in caso di violenti sell-off di mercato. “Essendo il valore dei titoli volatile – spiega l’ideatrice di Otter Finance – in caso di crolli dei mercati finanziari il cliente potrebbe essere soggetto a una margin call per riportare la percentuale di loan to value ai livelli originari. In alternative potrebbe essere ceduta una parte degli asset in pegno”.

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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