Prestiti INPS per pensionati: come funzionano e chi ne ha diritto
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Prestiti INPS per pensionati: come funzionano e chi ne ha diritto

Centro INPS dove si concedono prestiti per pensionati

I prestiti INPS per i pensionati sono delle particolari tipologie di finanziamenti, che sono dedicate a quanti siano andati in quiescenza. Nella maggior parte dei casi sono direttamente le banche che permettono di accedere a questo tipo di finanziamento. Sono tre le tipologie di prestito INPS messe a disposizione dei pensionati: il piccolo prestito INPS e i prestiti pluriennali diretti, che sono riservate agli ex lavoratori del settore pubblico. Vi è poi una terza tipologia, che è disponibile per tutti i pensionati, che prevede la cessione del quinto della pensione.

 

Prestiti per pensionati: tassi di interesse e quanto si può richiedere

I prestiti INPS riservati ai pensionati hanno dei tassi d’interesse agevolati, che vengono decisi ufficialmente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Quest’ultimo provvede a rilevare i Tassi Effettivi Globali Medi (TEGM) di tutte le operazioni creditizie e che gli operatori sono obbligati a rispettare.

L’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale ha provveduto a comunicare i nuovi tassi applicati ai prestiti INPS, decisi dal MEF lo scorso 1° gennaio 2022. I tassi variano a seconda dell’età anagrafica di chi richiede il finanziamento. Sono, inoltre, condizionati dalla durata del piano di ammortamento. I tassi seguono questo schema:

 

  • fino a 59 anni: tassi dell’8,21% fino a 15.000 euro e del 6,11% oltre i 15.000 euro;
  • tra 60 e 64 anni: tassi del 9,01% fino a 15.000 euro e del 6,91% oltre i 15.000 euro;
  • tra 65 e 69 anni: tassi del 9,81 fino a 15.000 euro e del 7,71% oltre i 15.000 euro;
  • tra 70 e 74 anni: tassi del 10,51% fino a 15.000 euro e del 8,41% oltre i 15.000 euro;
  • tra 75 e 79 anni: tassi del 11,31% fino a 15.000 euro e del 9,26% oltre i 15.000 euro.

 

L’istituto ha provveduto ad emanare delle regole molto precise per quanto riguarda l’ammontare del prestito INPS che può essere richiesto. Il pensionato ha la possibilità di richiedere importi pari a una, due, tre o quattro mensilità di pensione. Il rientro può essere effettuato in 12 rate per i prestiti annuali; 24 rate per i prestiti biennali; 36 rate per i prestiti triennali; 48 rate per i prestiti quadriennali.

Nel caso in cui il pensionato ha intenzione di rateizzare un prestito in due anni, il tetto massimo che può essere richiesto è pari a due mensilità di pensione. L’importo massimo erogabile sarà pari a tre mensilità di pensione per i prestiti triennali e così via. Nel caso di un prestito INPS pluriennale il finanziamento viene erogato per un importo massimo pari ad un quinto della pensione. In questo caso potrà avere una durata quinquennale, da restituire in 60 rate, o decennale da restituire in 120 rate mensili.

 

Simulazione di un prestito INPS per pensionati

Dal 4 agosto 2022, l’INPS ha messo a disposizione dei propri utenti un nuovo simulatore, al quale si può accedere senza PIN. È possibile, in questo modo, calcolare i prestiti di piccolo valore, ma anche quelli pluriennali. I pensionati hanno la possibilità di conoscere in anticipo il valore del prestito concedibile, calcolando anche la rata ideale per lo stesso. Grazie al SIMULATORE INPS i diretti interessati potranno orientarsi senza grossi problemi.

 

Le tipologie di prestiti INPS agevolati

Sono diverse le tipologie di prestiti INPS a cui i pensionati possono accedere. I prodotti sono suddivisi in tre macro-categorie. I piccoli prestiti sono finanziamenti di piccola entità, che possono essere restituiti in poche mensilità. Per i prestiti pluriennali l’ammontare del finanziamento è maggiore: essi richiedono, quindi, una restituzione che può durare diversi anni. La cessione del quinto della pensione riguarda specifici prestiti INPS per pensionati, che prevedono una restituzione tramite un addebito sulla pensione non superiore a un quinto dell’ammontare della stessa.

AUTORE

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Pierpaolo Molinengo

Pierpaolo Molinengo, giornalista, ha una laurea in materie letterarie ed ha iniziato ad occuparsi di economia fin dal 2002, concentrandosi dapprima sul mercato immobiliare, sul fisco e i mutui, per poi allargare i suoi interessi ai mercati emergenti ed ai rapporti Usa-Russia. Scrive di attualità, tasse, diritto, economia e finanza.

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