Quale laurea ha più sbocchi lavorativi? - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

Quale laurea ha più sbocchi lavorativi?

Una giovane professionista scrive formule alla lavagna

Nel mondo dell’università e della formazione quale laurea ha più sbocchi lavorativi delle altre? È una domanda che ogni anno assilla migliaia di studenti delle superiori alle prese con la scelta del corso e dell’ateneo a cui iscriversi dopo l’esame di maturità. Si parla di oltre 300mila ragazze e ragazzi che soltanto nell’anno accademico 2022-2023 si sono immatricolati per la prima volta. Scegliere il percorso giusto è un passo importante da considerare con cura.

 

Quale laurea ha più sbocchi lavorativi?

I dubbi sono parecchi e se si è indecisi uno degli elementi da valutare con maggiore attenzione è legato proprio alle opportunità di stage e lavoro post laurea. Un’indicazione in merito arriva dall’edizione 2023 del rapporto di AlmaLaurea sul profilo e sulla condizione occupazionale dei laureati. Dai dati rilevati dal consorzio emerge che la laurea in Ingegneria industriale e dell’informazione è quella con il maggior tasso di occupazione, mentre i livelli occupazionali sono inferiori alla media tra i laureati del settore umanistico, artistico e del design, in giurisprudenza e psicologia, tutti sotto l’85%.

 

  • Ingegneria industriale e dell’informazione: 95,6%
  • Informatica e tecnologie ICT: 94,6%
  • Architettura e Ingegneria civile: 92,5%
  • Economia e commercio: 91,2%
  • Medicina, farmacia e professioni sanitarie: 90,9%
  • Scienze matematiche, fisiche e naturali: 89,7%
  • Agraria e Medicina veterinaria: 89,5%
  • Scienze dell’Educazione e della Formazione: 86,4%
  • Scienze motorie e sportive: 86,3%
  • Scienze politiche, Sociologia e Scienze della Comunicazione: 86,3%

 

Il report sottolinea pure l’importanza delle esperienze di tirocinio curriculare e di studio all’estero che aumentano, rispettivamente del 4,3% e del 12,3%, le possibilità di trovare subito lavoro. Indicazioni diverse da quelle di AlmaLaurea arrivano dal rapporto di Unioncamere e ANPAL (l’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro) sulle previsioni dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia nel periodo 2022-2026. In testa ai cinque gruppi di laurea con le maggiori opportunità di impiego c’è quello Medico-sanitario e farmaceutico (infermieristica e ostetricia, riabilitazione, tecniche, della prevenzione e servizio sociale) con un tasso di occupazione del 74,7%.

A seguire ci sono i corsi di laurea in Scienze dell’educazione e della formazione (tasso d’occupazione del 54,7%), Scienze e tecnologie informatiche (54,2%), Scienze dei servizi giuridici (53,6%) e Scienze delle attività motorie e sportive (45%). Ma il vero exploit nell’analisi di Unioncamere e ANPAL è quello delle lauree STEM (Science, Technology, Engineering e Mathematics): la domanda di figure professionali laureate in questi settori disciplinari è del 49%. Non solo: nei prossimi anni il tasso di occupazione previsto è dell’80%. I profili con un titolo STEM (Architettura e Ingegneria, Chimica e farmaceutica, Statistica, Biotecnologie, Scienze matematiche, fisiche e naturali, Scienze della nutrizione umana, Diagnostica per la conservazione dei beni culturali) sono i più promettenti in ottica occupazionale.

 

Quali sono le lauree più richieste in Italia

Ancora in merito a corsi di laurea con più sbocchi lavorativi, il primo rapporto del 2024 del progetto Excelsior, il sistema informativo per l’occupazione e la formazione di Unioncamere, sottolinea che i giovani fino ai 29 anni possono avere maggiori opportunità lavorative innalzando sempre di più il livello della loro preparazione. L’analisi rivela che la più grande difficoltà per le imprese è reperire laureati specialisti in Scienze della vita e Biotecnologia, il campo interdisciplinare che combina le scienze naturali, la medicina e la tecnologia. Tuttavia, gli indirizzi di studio universitario più richiesti dalle aziende rimangono Economia e Ingegneria; subito dopo Educazione e formazione, Professioni sanitarie e paramediche, Scienze matematiche, fisiche e informatiche.

Allargando il raggio d’azione ai prossimi anni, si prevede che i titoli di laurea più richiesti saranno quelli legati ai lavori del futuro, ovvero gli specialisti delle tecnologie digitali (specie l’intelligenza artificiale) e della sostenibilità ambientale. Particolare importanza avranno i corsi che hanno uno sbocco professionale nell’ecosistema dei green jobs, i lavori nelle aziende ecosostenibili che si occupano di transizione verde ed economia circolare, de-carbonizzazione e salvaguardia del pianeta. I giovani talenti laureati che vorranno misurarsi in quest’ambito dovranno coniugare competenze informatiche e digitali ad e-skills integrate e soft skills come la flessibilità e la capacità di adattamento.

Un ultimo dato riguarda i laureati in materie umanistiche, tanto amate quanto bistrattate in Italia. Il luogo comune vuole le lauree in Lettere, Filosofia, Archeologia, Sociologia, Scienze della Comunicazione, Scienze politiche e così via come garanzia di disoccupazione. In realtà, le lauree ALPH (Art, Literature, Philosophy and History) consentono di intraprendere strade distanti da quella dell’insegnamento: le figure che hanno questi titoli sono ibride e sviluppano più soft skills delle altre, quindi sono molto richieste dal mercato del lavoro. Senza dimenticare l’importanza delle lingue, dalla mediazione al turismo e le relazioni internazionali.

Sembra incredibile ma laureate e laureati in Filosofia hanno più possibilità di diventare CEO e di lavorare con l’intelligenza artificiale come automation ethicist. Chi ha una laurea in Psicologia, insieme al lavoro clinico e psicoterapeutico, spazia dallo sviluppo e l’educazione alla psicologia del lavoro e delle organizzazioni. Tra le nuove professioni emergenti, infine, c’è il mediatore familiare, diventato centrale nella giustizia italiana in seguito alla riforma Cartabia. Per diventare mediatore, insieme ad una certificazione ad hoc, occorre proprio una laurea in giurisprudenza o nell’area umanistico-sociale.

AUTORE

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *