Quanto vale una medaglia alle Olimpiadi, in Italia e all’estero

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Per molti sportivi e molte sportive in tutto il mondo, partecipare ai Giochi olimpici conta più del giro degli sponsor e degli ingaggi stellari. Ma quanto vale una medaglia alle Olimpiadi? Quanto guadagnano gli atleti e le atlete che finiscono sul podio e vincono ori, argenti e bronzi? I premi coordinati dal CIO (il Comité International Olympique di Losanna) e soprattutto garantiti da governi e comitati olimpici nazionali (in Italia il CONI), sono sia in denaro che di altra natura.

 

Quanto vale una medaglia alle Olimpiadi per gli italiani

In occasione di Parigi 2024, la 33esima edizione delle Olimpiadi che si tiene nella capitale francese dal 26 luglio all’11 agosto nel centenario di Paris 1924, l’Italia ha confermato i premi destinati agli atleti e alle atlete: chi va a medaglia ottiene un guadagno di 180.000 euro per l’oro, 90.000 euro per l’argento e 45.000 euro per il bronzo. Un impegno importante considerando che a Tokyo 2021 l’Italia si è piazzata al decimo posto nel medagliere, vincendo complessivamente 40 medaglie: 10 d’oro, 10 d’argento e 20 di bronzo. La spesa totale è stata di 2,43 milioni lordi.

Lo Stato di appartenenza, tramite il CONI, copre i costi dei premi in denaro. A partire dall’edizione 2021, come gesto di riconoscenza verso le atlete e gli atleti che hanno dovuto sopportare il rinvio dei Giochi 2020 per la pandemia, il comitato olimpico italiano ha incrementato con un significativo +20% i guadagni di azzurre ed azzurri, con la medaglia d’oro arrivata ad una maggiorazione di 30.000 euro rispetto a Rio 2016. “Le medaglie sono degli atleti, sono sempre stato molto chiaro su questo: calcoli è impossibile farli ma è normale voler fare meglio dell’ultima edizione a Tokyo quindi l’obiettivo è quello”, ha detto il presidente Giovanni Malagò a pochi giorni dall’inizio di Parigi 2024.

In Italia a fare la differenza sui guadagni sono anche gli sponsor (alcuni li hanno, molti altri no) e in particolare l’appartenenza o meno dell’atleta ai corpi sportivi affiliati alle federazioni riconosciute dal CONI che garantiscono uno stipendio mensile: il CSE (Centro sportivo Esercito) dell’Esercito, i CSA (Centri sportivi agonistici) della Marina, il CS dell’Aeronautica, il CS dei Carabinieri, le Fiamme Oro della Polizia, le Fiamme Gialle della Guardia di Finanza, le Fiamme Azzurre della Polizia Penitenziaria, le Fiamme Rosse dei Vigili del Fuoco e il GS della Forestale. In questi casi, lo stipendio medio di un atleta dipende dal grado che ricopre e dall’anzianità di servizio.

 

I guadagni dalle medaglie per gli atleti delle altre nazioni

Non c’è una regola condivisa da tutti i Paesi partecipanti e dai rispettivi comitati olimpici per le ricompense economiche degli atleti e delle atlete che finiscono sul podio ai Giochi. I premi dipendono dalla disciplina (a squadre o individuale) e dal numero di medaglie che ogni comitato calcola (e spera) di ottenere. In base alle strategie e ai piani, i singoli Paesi decidono autonomamente gli importi da erogare. Ci sono alcuni comitati, come la British Olympic Association della Gran Bretagna, la NIF norvegese e la SOC svedese, che non offrono premi in denaro, ma riconoscono semplicemente il valore simbolico dei risultati raggiunti nelle diverse discipline.

Un sondaggio condotto da USA TODAY Sports sui medal payouts di 40 comitati olimpici che partecipano a Parigi 2024, rivela a quanto ammontano i premi in denaro per la medaglia d’oro di 26 nazioni. Il Paese che paga di più i medagliati e le medagliate è Hong Kong con i suoi 700.000 euro per l’oro. Con una contrazione delle cifre rispetto al milione di dollari offerto ai 32esimi Giochi, Singapore ha fissato a 650.000 euro il premio per l’oro. Il podio dei più generosi è completato da Taiwan con 550.000 euro. Nella lista di USA TODAY Sports mancano all’appello Taipei e Indonesia che a Tokyo 2021 hanno premiato l’oro con, rispettivamente, 716.000 dollari (all’unico medagliato: il sollevatore di pesi Hsing-Chun Kuo) e 746.000 dollari a Greysia Polii e Apriyani Rahayu, giocatrici di badminton vincitrici del doppio. Senza dimenticare le petrolmonarchie del Golfo: sempre a Tokyo l’Arabia Saudita ha donato 1,2 milioni di euro al karateka Tareg Hamedi per la vittoria dell’argento.

 

  • Hong Kong: 700.000 euro;
  • Singapore: 650.000 euro;
  • Taiwan: 550.000 euro;
  • Serbia: 200.000 euro;
  • Malesia: 198.000 euro;
  • India: 193.000 euro;
  • Marocco: 186.000 euro;
  • Italia: 180.000 euro;
  • Lituania: 168.000 euro;
  • Ungheria: 144.000 euro;
  • Ucraina: 116.000 euro;
  • Kosovo: 100.000 euro;
  • Spagna: 94.000 euro;
  • Grecia: 90.000 euro;
  • Francia: 80.000 euro;
  • Slovenia: 70.000 euro;
  • Polonia e Slovacchia: 60.000 euro;
  • Brasile: 58.000 euro;
  • Svizzera: 52.000 euro;
  • Finlandia: 50.000 euro;
  • Stati Uniti d’America: 35.000 euro;
  • Liechtenstein: 26.000 euro;
  • Canada e Danimarca: 14.000 euro;
  • Australia: 13.000 euro.

 

In media, i compensi offerti dai 25 Paesi raggiunti da USA TODAY Sports sono di 95.000 dollari per l’oro, 55.000 per l’argento e 39.000 per il bronzo. Le nazioni più ricche sono pure quelle meno munifiche. Non sono note le cifre elargite dalla Cina che dovrebbero attestarsi sui 40.000 dollari per l’oro, mentre è singolare il caso degli Stati Uniti, finiti al primo posto nel medagliere di Tokyo 2021 con 113 medaglie, di cui 39 d’oro. L’USOC (United States Olympic Committee) ha distribuito 13,2 milioni di dollari in Giappone tra medaglie ed eventi di qualificazione. A Parigi conferma 37.500 dollari per ogni medaglia d’oro, 22.500 dollari per l’argento e 15.000 dollari per il bronzo. “Se arrivo prima o quarta, che nel mio sport è una questione di 0,3 secondi, determina in quale appartamento vivrò l’anno prossimo”, ha raccontato la canoista statunitense Nevin Harrison, medaglia d’oro nel C1 200 m a Tokyo. “Quindi è una pressione in più. Non è solo: ‘Oh, la gente sarà molto eccitata e non rimarrà delusa’. È semplicemente pagherò le mie bollette o no?”.

Altri Paesi sono particolarmente generosi e pagano le loro atlete e i loro atleti anche se non salgono sul podio. La Germania e il Marocco, ad esempio, riconoscono premi in denaro fino all’ottavo e al 32esimo classificato. C’è inoltre chi elargisce appartamenti (il Kazakhstan e la Cina), monete d’oro (l’Austria), buoni vacanza, quadri e diamanti da investimento (la Polonia), automobili (la Malesia), soldi extra per chi batte un record olimpico e persino cinque mucche e un ristorante di polpette, coma accaduto in Indonesia alle doppiste di badminton Polii e Rahayu. In altri contesti, è il semplice approdo ai Giochi a garantire una ricompensa: il comitato iracheno ha già dato 6.000 euro (insieme a uno stipendio mensile e ad apprezzamenti di terra) alla rosa della Nazionale di calcio e al sollevatore di pesi Ali Ammar Yasser soltanto per essersi qualificati alle fasi finali.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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