Rame: BHP, AI e data center aumenteranno la carenza

Articolo sponsorizzato

Condividi su

Ascolta questo articolo

BHP ha avvertito che l’intelligenza artificiale e i data center possono accentuare l’incombente deficit dell’offerta di rame. Questo perché il loro continuo sviluppo richiederà una quantità di energia molto superiore a quella attuale, il che rischia di innescare una domanda di rame insostenibile per la fornitura attuale. Secondo le previsioni della più grande società mineraria del mondo, la richiesta globale del metallo rosso sarà destinata ad aumentare del 72% nel 2050, partendo dal 2021, con un incremento all’anno di 3,4 milioni di tonnellate. In sostanza, si passerà da 30,4 milioni di tonnellate di tre anni fa a 52,5 milioni di tonnellate di metà secolo.

Oggi il mercato del rame vive una fase delicata circa l’equilibrio tra domanda e offerta. Le grandi aziende rifiutano di investire nelle esplorazioni di nuove miniere, in quanto considerate dispendiose dal punto di vista dei costi e delle difficoltà operative. Per questo preferiscono magari le acquisizioni di aziende più piccole. BHP ha provato a far proprio il minatore britannico Anglo American quest’anno con un’offerta da 39 miliardi di sterline, ma la sua proposta è stata respinta dalla società londinese in quanto considerata inadeguata e impraticabile per le condizioni richieste, come quella dello smantellamento del business sudafricano. Il gigante australiano si è consolato con l’acquisizione a luglio, insieme alla canadese Lundin Mining, della società di esplorazione Filo per 3 miliardi di dollari. Queste operazioni però non aumentano l’offerta complessiva del rame, ma la redistribuiscono tra le aziende.

I prezzi del metallo di conseguenza sono arrivati a quasi 11.000 dollari la tonnellata nel mese di maggio, prima di retrocedere di circa il 15% da allora. A far da freno al rally è stata la debole domanda della Cina, uno dei più grandi consumatori mondiali di rame. La scarsa domanda ha determinato a un certo punto un surplus quest’anno, che continuerà anche per tutto il 2025, osserva BHP. Verso la fine di questo decennio invece dovremmo assistere a un’inversione di tendenza, aggiunge la società mineraria.

 

Rame: il ruolo dei data center

Il rame è un metallo che trova applicazione in una miriade di settori, viaggiando a braccetto con l’andamento dell’economia. Se quest’ultima cresce, aumenta anche la richiesta di rame. Al contrario, se si dovesse assistere a una recessione. Tra i settori in cui la materia prima è adoperata troviamo quelli vicini alla transizione energetica, come auto elettriche, parchi solari e cavi elettrici. Ultimamente, però, il boom dell’intelligenza artificiale, legata ai data center, ha posto le condizioni per un boom della domanda in futuro. “Oggi i data center rappresentano meno dell’1% della domanda di rame, ma si prevede che entro il 2050 sarà del 6-7%”, ha affermato BHP. Nel passaggio alle applicazioni di intelligenza artificiale, che utilizzano chip ad alta intensità energetica, i data center aggraveranno la carenza di rame, sottolinea BHP.

L’opinione è condivisa da altri analisti, come Colin Hamilton, specializzato nelle materie prime presso BMO Capital Markets. “I data center stessi stanno diventando sempre meno ad alta intensità di rame, ma fornire loro l’elettricità è ad alta intensità di rame”, ha affermato. Il punto è che il metallo non è solo utilizzato per fornire energia ai data center, ma è essenziale nei sistemi di raffreddamento e nel collegamento dei processori al centro dati.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

Ricevi gratis la copia di Borsa&Finanza

Ottieni la copia digitale del nostro magazine e resta aggiornato su mercati, economia e scenari finanziari