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Reddito alimentare 2024: i requisiti da avere e come richiederlo

I cibi invenduti che finiscono nel progetto del reddito alimentare 2024

Tra i bonus e le agevolazioni introdotte dal governo Meloni per combattere la povertà e sostenere le persone in estrema difficoltà nei loro bisogni vitali c’è la novità del reddito alimentare 2024. Promossa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, la misura è stata inserita nella Legge di Bilancio 2023 e prevede la distribuzione gratuita del cibo invenduto nei negozi della grande distribuzione organizzata. La donazione dei prodotti avviene tramite gli enti locali e del Terzo settore come associazioni di volontariato, ONG, cooperative e imprese sociali.

 

I requisiti per avere il reddito alimentare 2024

L’obiettivo dell’iniziativa è aiutare in maniera concreta le famiglie piegate da crisi economica, inflazione e carovita e ridurre lo spreco alimentare – nel 2023 ha fatto segnare numeri in aumento, con 4 tonnellate di cibo finite in discarica pari ad una cifra di 13 miliardi di euro buttati – attraverso la gestione solidale delle eccedenze. I cibi che verranno donati dai progetti attivati sono quelli non considerati idonei alla vendita e ritirati dal commercio perché prossimi alla scadenza o con forme e confezioni ammaccate e rovinate.

In Italia si calcolano 3 milioni di persone in condizioni di povertà assoluta, che hanno problemi a fare la spesa quotidiana. È a loro che si rivolge la misura. I requisiti per avere il reddito alimentare sono semplici: i beneficiari sono individuati negli elenchi compilati da soggetti pubblici ed enti del Terzo settore che operano sui territori di riferimento, già attivi nell’assistenza alimentare. È il caso delle Organizzazioni partner Capofila (OpC) e delle Organizzazioni partner Territoriali (OpT) che fanno parte della rete FEAD (il Fondo di aiuti europei agli indigenti) a supporto dei comuni per la distribuzione degli aiuti.

Tra i beneficiari possono esserci pure persone segnalate dai servizi sociali territoriali competenti e da enti del Terzo settore che sono attivi sul territorio interessato con attività quotidiane di recupero delle eccedenze e dono gratuito. Solitamente le OpC ricevono i prodotti dai punti vendita della GDO che partecipano alle iniziative, preparano i pacchi e li distribuiscono alle OpT che materialmente li consegnano ai beneficiari. Una procedura del genere è attiva con Banco Alimentare, che dal 1989 recupera cibo invenduto e lo dona alle OpT che aiutano persone e famiglie in difficoltà. Riepilogando, i destinatari finali dei progetti di reddito alimentare sono le persone indigenti:

 

  • già destinatarie di aiuti alimentari nell’ambito della rete di distribuzione nazionale ed europea;
  • segnalate dai servizi sociali territoriali;
  • che ne fanno richiesta agli enti in base ad un bisogno urgente, evidente e indifferibile.

 

I comuni e le organizzazioni possono presentare i progetti per il reddito alimentare entro le ore 13 del 31 marzo. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha istituito un Fondo per la sperimentazione dotato di 1,5 milioni di euro per il 2023 e di 1,8 milioni dal 2024. L’impegno delle risorse è sul triennio 2023-2025 per un totale di 5,1 milioni. Le città individuate per iniziare la sperimentazione sono Genova, Firenze, Napoli e Palermo. Nell’avviso pubblicato sulla piattaforma dell’amministrazione trasparente del Ministero, si specifica che per presentare la domanda con la proposta progettuale, gli enti devono mandare una richiesta di abilitazione all’indirizzo di posta elettronica supporto.redditoalimentare@lavoro.gov.it e poter accedere mediante SPID al portale Servizi Lavoro.

 

Reddito alimentare 2024: come richiederlo

A meno che non sia previsto da uno specifico progetto sul territorio, i cittadini beneficiari del reddito alimentare non devono presentare domanda per ricevere i prodotti: sono già inclusi negli elenchi delle organizzazioni e dei servizi sociali. Sul piano pratico la conduzione avverrà tramite un’app sviluppata dal Ministero che permetterà di individuare e tracciare i prodotti donati, favorire la gestione, il controllo e la rendicontazione dei progetti, prenotare la consegna a domicilio per categorie fragili come gli anziani e le persone non autosufficienti.

L’applicazione potrà essere utilizzata anche dai commercianti che si rendono disponibili a regalare i cibi invenduti: aderendo all’iniziativa, infatti, gli operatori hanno accesso ad una serie di benefici fiscali come la riduzione della TARI. I pacchi preparati dai negozi della GDO, dati agli enti e assegnati ai destinatari contengono beni di prima necessità come pasta, riso, latte, uova, biscotti, fette biscottate, cracker, legumi in scatola, formaggio, frutta, verdura, succhi di frutta e bibite.

La maggior parte delle risorse del Fondo (il 42,50%) sono assegnate ai progetti che verranno realizzati a Palermo: 638.158,27 euro per il 2023, 765.789,93 euro per il 2024 e 765.789,93 euro per il 2025. Ai progetti attivati a Napoli finisce il 27,90% dei fondi; a quelli di Genova e Firenze le quote restanti del 19% e 10,50%. Per i quattro capoluoghi delle città metropolitane le risorse sono pari a 1,5 milioni di euro per il 2023 e 3,6 milioni per il biennio 2024-2025.

AUTORE

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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