In cerca di rendimenti: ecco come fanno i wealth manager - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

In cerca di rendimenti: ecco come fanno i wealth manager

Rendimenti alternativi, ecco dove li cercano gli asset manager

Bassi rendimenti delle asset class tradizionali ed elevata inflazione sono un’accoppiata deleteria per la gestione del risparmio. Lo sanno bene i wealth manager che, interpellati da Mercer nel Global Wealth Management Investment Survey 2022 li hanno indicati come le maggiori sfide da affrontare, rispettivamente con il 50% e il 57% delle indicazioni. Anche la volatilità del mercato, una conseguenza dell’inflazione e delle mosse delle banche centrali, è un fattore di preoccupazione per i gestori wealth: il 72% dei partecipanti al sondaggio (125 wealth manager in 26 paesi) ritiene che l’inflazione continuerà a essere elevata mentre l’88% pensa che la Federal Reserve rialzerà i tassi di uno o due punti percentuali nel corso dei prossimi dodici mesi.

 

In cerca di rendimenti in uno scenario complesso

Per cercare rendimenti i wealth manager si sono dovuti spostare sempre di più al di fuori dell’alveo delle asset class tradizionali. Continueranno a farlo anche nel prossimo futuro. Il 59% a livello globale (52% in Europa e UK e 76% nelle Americhe) diversificherà il portafoglio su private market, infrastrutture, real estate, hedge fund, obbligazioni inflation-linked e asset dei mercati emergenti. Ad trovare spazi crescenti nei portafogli dei wealth manager saranno anche le tecnologie di ultima generazione, come la robotica e la cybersecurity e i temi legati al cambiamento climatico, selezionati come opportunità di investimento dal 34% degli interpellati. Attualmente il 73% degli asset manager già investe in asset illiquidi alternativi con la motivazione principale di ricercare un rendimento più alto sull’investimento mentre l’82% ha registrato un aumento significativo della domanda di investimenti ESG lo scorso anno.

 

“È incoraggiante notare come la maggior parte degli wealth manager investa in asset illiquidi e alternativi perché è alla ricerca di rendimento potenziale. Negli ultimi anni le asset class tradizionali non sono riuscite a generare i livelli di rendimento a cui eravamo abituati, quindi è fondamentale che i portafogli dei clienti che si affidano a un professionista della gestione patrimoniale siano posizionati in modo tale da intercettare opportunità di investimento in tutti gli ambiti possibili” ha commentato Luca De Biasi, responsabile area wealth di Mercer Italia.

 

Criptovalute ancora poco gettonate

C’è ancora poco spazio nei portafogli dei wealth manager per le criptovalute. Solo il 12% a livello globale ha dichiarato di aver investito in criptovalute su indicazione dei clienti, percentuale che scende al di sotto del 5% per le aree geografiche Asia-Pacifico e Americhe. Le ragioni che tengono lontani i clienti dei wealth manager dalle criptovalute sono la mancanza di una regolamentazione, la scarsa trasparenza, la poca conoscenza del tema e l’elevata volatilità. L’opinione dei gestori è tuttavia favorevole visto che per ben il 44% è molto probabile che le criptovalute diventeranno un asset class investment-grade nei prossimi cinque anni. Per Urs Bolt, product manager Digital banking e Wealth management di Mercer, ci potrebbe essere un’altra ragione dietro allo scarso interesse dimostrato dai clienti dei wealth manager per le criptovalute: l’utilizzo di tipologie differenti di fornitori di servizi specializzati nel settore. In ogni caso, per Bolt “l’adozione delle criptovalute come asset di investimento dipenderà dalla chiarezza normativa e l’adozione da parte di banche e gestori patrimoniali che offrono servizi digitali e crittografici”.

 

Mercati sviluppati preferiti agli emergenti

Nei prossimi dodici mesi il 37% dei wealth manager interpellati vuole incrementare l’esposizione all’azionario dei mercati sviluppati contro appena il 24% che vuole farlo sui mercati emergenti. Questo nonostante le attese sull’andamento siano incerte, con il 29% dei rispondenti che si attendono quotazioni inferiori, il 26% che si attendono quotazioni simili e il 30% che pensano a un rialzo per i mercati sviluppati. Nel mercato obbligazionario la maggiore attenzione verrà dedicata agli inflation linked, con il 36% dei wealth manager che ha intenzione di accrescere il proprio investimento in questa asset class. Il 31% darà più spazio agli absolute return, il 23% al debito governativo e al debito dei mercati emergenti.

AUTORE

Picture of Alessandro Piu

Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *