Chiedere un rimborso spese in Italia può trasformarsi in una corsa a ostacoli o addirittura in un tabù. Tra regole non sempre chiare, procedure complesse e il timore di rifiuti, molti dipendenti vivono l’atto stesso di presentare una nota spese come un momento di tensione.
A rivelarlo è il report “La zona grigia” di Soldo, piattaforma per la gestione proattiva delle spese aziendali, che analizza le dinamiche quotidiane di spesa all’interno delle imprese italiane e mette in luce come la fiducia, nella gestione dei rimborsi, sia diventata una vera e propria variabile economica.
In questo articolo:
- Rimborso spese: la paura degli italiani
- La tecnologia, tra rischi e opportunità
Rimborso spese: la paura degli italiani
Secondo lo studio, il 45% dei dipendenti italiani manifesta esitazione nel presentare un rimborso spese e il 39% evita addirittura di richiederlo, anche se legittimato a farlo. Percentuali che dimostrano non solamente prudenza, ma anche un evidente disallineamento tra intenzioni e percezione del rischio.
Dove le regole non vengono percepite come chiare, i lavoratori tendono ad autocensurarsi, rinunciando a spese che potrebbero essere utili all’azienda e frenando così opportunità di investimento e sviluppo. “È fondamentale che le aziende italiane puntino alla chiarezza delle policy, sostituendo sistemi complessi con processi più semplici e trasparenti”, spiega Gianluca Salpietro, responsabile vendite di Soldo in Italia. “Quando le regole sono coerenti con i processi reali, i dipendenti spendono con sicurezza e serenità, e i team finance possono gestire tutto con fiducia e controllo”.
Il report mette in evidenza un divario significativo tra percezione dei processi e realtà organizzativa. Il 58% dei responsabili finanziari italiani ritiene che le regole di rimborso spese siano chiare, mentre solo il 51% dei dipendenti si dichiara sicuro di sapere cosa possa essere effettivamente rimborsato. Questo disallineamento genera autocensura: il 28% dei lavoratori evita di sostenere spese anche necessarie all’attività aziendale, e il 19% ha già sperimentato almeno un rifiuto su richieste legittime. Il risultato è un circolo vizioso di incertezza, in cui la percezione di rigidità rallenta le operazioni quotidiane e aumenta lo stress interno.
La gestione del rimborso spese emerge come una delle principali fonti di tensione professionale. Richiedere il rimborso di importi elevati è percepito come particolarmente incerto, subito dopo la richiesta di budget per conferenze o eventi. Tra i dipendenti, uno su quattro considera le note spese tra le attività più stressanti e, quando sorgono dubbi, il 36% si rivolge al proprio manager mentre solo il 20% al reparto finance, evidenziando una supervisione frammentata e la difficoltà di interiorizzare pienamente le policy aziendali.
Le differenze di percezione tra chi spende e chi controlla sono evidenti anche tra i finance leader. Secondo il report, le principali fonti di frustrazione per i responsabili finanziari includono la convinzione che “tutto sia rimborsabile”, la mancanza di ricevute, le spese non conformi e i ritardi nella presentazione delle note spese. “L’incomprensione tra chi spende e chi controlla crea frustrazione, inefficienza e rallenta la crescita aziendale”, commenta Salpietro. “Per superare questo ostacolo, le aziende devono puntare su strumenti digitali che garantiscano chiarezza e tracciabilità in ogni fase del processo”.
La tecnologia, tra rischi e opportunità
Il report evidenzia anche un nuovo rischio: quello legato all’innovazione tecnologica. Il 41% dei responsabili finanziari teme infatti che l’intelligenza artificiale possa essere utilizzata per generare ricevute false, con potenziali conseguenze sulla conformità e sulla governance aziendale. “Sono rimasto sorpreso dalla facilità con cui si può creare una ricevuta falsa”, aggiunge Salpietro. “L’unico modo per prevenire questa minaccia è collegare ogni pagamento digitale alla nota spese, garantendo tracciabilità completa e visibilità in tempo reale, così da proteggere l’azienda e permettere ai dipendenti di operare con sicurezza”.
Tuttavia, contestualmente, l’adozione di strumenti digitali avanzati può diventare una leva strategica. L’automazione, se accompagnata da policy chiare e comunicazione interna efficace, riduce i tempi di gestione, diminuisce le incomprensioni e offre tracciabilità completa, prevenendo sia errori sia comportamenti opportunistici. “La chiarezza e la tracciabilità non sono solo strumenti organizzativi, ma leve di fiducia”, conclude Salpietro. “Quando i processi diventano semplici e coerenti, i dipendenti possono spendere con sicurezza e le aziende possono concentrarsi sulla crescita e sull’innovazione”.









