Riscatto di laurea: cos’è e come e quando conviene

Riscatto di laurea: cos’è e quando conviene

Come funziona il riscatto di laurea? Ma soprattutto conviene davvero farlo? Sono domande che si pongono i giovani lavoratori che, dopo essersi laureati, hanno iniziato a lavorare. Riscattare gli anni di laurea significa, in estrema sintesi, versare una somma all’INPS o ad un altro ente previdenziale, in modo da equiparare il periodo di studi all’università a quello lavorativo.

Il riscatto di laurea risulta essere utile, ai fini previdenziali, per raggiungere prima il traguardo per andare in pensione. O, in alternativa, per incrementare la cifra mensile che spetterebbe come assegno previdenziale. Discorso diverso, invece, è se si vuole parlare dell’effettiva convenienza economica di un’operazione di questo genere. Il riscatto di laurea può essere vantaggioso per alcuni lavoratori, per altri no: sono molte le variabili che incidono, come l’ammontare della contribuzione già versata al sistema previdenziale, l’età del lavoratore e gli anni che mancano per andare in pensione. Il modo migliore per sapere se, in un caso specifico, il riscatto di laurea convenga o meno, è quello di andare direttamente sul portale dell’INPS e utilizzare il servizio di simulazione messo a disposizione. In alternativa è possibile rivolgersi ad un patronato.

 

Quanto costa riscattare 5 anni di università?

Non è possibile dare una risposta univoca ad una domanda diretta sul costo del riscatto di laurea. Come abbiamo anticipato, sono molti i parametri che entrano in gioco. Quello che è possibile anticipare, in questa sede, è che questa operazione è particolarmente onerosa: questo vale sia per i lavoratori autonomi, che per quelli dipendenti.

Nel 2019 è stata introdotta una modalità alternativa di riscatto di laurea: la cosiddetta agevolata, che ha avuto il merito di abbassare i costi dell’operazione. Hanno la possibilità di richiedere il riscatto degli anni di laurea, sfruttando questa modalità, quanti hanno iniziato a versare i contributi dopo il 1996. Possono accedervi anche quanti abbiano iniziato a lavorare prima del 1996, ma devono avere meno di 18 anni di contributi versati al 31 dicembre 1995. Al momento della richiesta il diretto interessato deve avere almeno 15 anni di contributi, dei quali almeno cinque devono essere stati versati dopo il 31 dicembre 1995. Il lavoratore deve, inoltre, passare al metodo contributivo.

L’aliquota per il calcolo del riscatto di laurea, con il sistema tradizionale, si applica alla retribuzione lorda percepita nel corso degli ultimi dodici mesi di attività. Con il sistema agevolato, invece, l’aliquota si applica al cosiddetto minimale retributivo degli artigiani e dei commercianti. Per il 2022 l’aliquota da applicare è pari al 33%, mentre il minimale ammonta a 16.243 euro.

Facendo due conti, con il sistema agevolato, il diretto interessato dovrà versare 5.360 ogni anno di laurea da riscattare. Con il sistema tradizionale sarà invece necessario prendere in considerazione il reddito del diretto interessato.

 

Quanto incide sulla pensione il riscatto di laurea

Il riscatto di laurea non sempre risulta essere realmente conveniente. Come abbiamo anticipato all’inizio di questo articolo, sono molti i fattori che incidono sulla reale convenienza o meno dell’operazione. Tra i fattori di cui si deve tenere conto c’è la continuità lavorativa, l’età in cui si è iniziato a lavorare. Generalmente, se si considera l’impatto sull’uscita dal mondo del lavoro, ha una maggiore convenienza nell’effettuare il riscatto di laurea chi ha iniziato a lavorare molto presto. Il lavoratore che ha finito di studiare a 22 anni – quindi perfettamente in corso – e ha iniziato a lavorare immediatamente, farebbe un ottimo investimento ad effettuare questa operazione. Questa risulterebbe migliore se non avesse mai smesso di lavorare, perché potrebbe andare in pensione con 42 anni e 10 mesi di contributi ad un’età relativamente giovane.

Nel caso si fosse iniziato a lavorare più tardi, ad esempio a 28 anni, il riscatto degli anni di laurea permetterebbe di anticipare di quattro anni l’andata in pensione. Con le regole in vigore nel 2022, invece di andarci a 71 il diretto interessato ci andrà a 67, quando potrebbe accedere alla pensione di anzianità senza alcun esborso economico. In alcuni casi, addirittura, con il riscatto di laurea il lavoratore corre il rischio di allontanare il giorno in cui andrà in pensione, soprattutto per chi ha versato dei contributi prima del 1996, che – se non avesse effettuato l’operazione – potrebbe ricevere l’assegno previdenziale a 64 anni con 20 di contributi.

 

Come riscattare la laurea

Quanti hanno intenzione di riscattare gli anni di laurea, devono presentare la domanda direttamente all’INPS, in forma telematica. Ricordiamo che i titoli di studio riscattabili sono i seguenti:

 

  • diploma universitario (corso di laurea da due a tre anni);
  • diploma di laurea triennale, quadriennale vecchio ordinamento o a ciclo unico (non più di 6);
  • laurea specialistica (non meno di 2 anni);
  • dottorato di ricerca;
  • titoli di studio rilasciati dagli Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale a decorrere dall’anno accademico 2005/2006: diploma accademico di primo livello; diploma accademico di secondo livello; diploma di specializzazione; diploma accademico di formazione alla ricerca.

 

I titoli di studio conseguiti all’estero sono riscattabili solo se rilasciati da istituti di Paesi che hanno accordi di reciprocità con l’Italia o espressamente riconosciuti dal Ministero dell’Istruzione, Università e ricerca.

 

Chi ha diritto al riscatto agevolato?

Come abbiamo spiegato in precedenza, non ci sono barriere o limiti ai lavoratori, che vogliono accedere al sistema agevolato per il riscatto di laurea. Vi è un’unica condizione: per poter riscattare i periodi di studio antecedenti al 1996 è necessario farsi calcolare tutta la pensione con il metodo contributivo. Ricordiamo, inoltre, che possono chiedere il riscatto della laurea anche gli inoccupati, ossia coloro che non abbiano ancora iniziato l’attività lavorativa.

 

AUTORE

Pierpaolo Molinengo

Pierpaolo Molinengo

Pierpaolo Molinengo, giornalista, ha una laurea in materie letterarie ed ha iniziato ad occuparsi di economia fin dal 2002, concentrandosi dapprima sul mercato immobiliare, sul fisco e i mutui, per poi allargare i suoi interessi ai mercati emergenti ed ai rapporti Usa-Russia. Scrive di attualità, tasse, diritto, economia e finanza.

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