Rize ETF: 2 nuovi ETF per mettere in portafoglio pet economy e digitalizzazione degli emergenti - Borsa e Finanza

Rize ETF: 2 nuovi ETF per mettere in portafoglio pet economy e digitalizzazione degli emergenti

Rize ETF: 2 nuovi ETF per mettere pet economy e digitalizzazione degli emergenti in portafoglio

Gli investitori europei hanno dal 26 aprile 2022 l’opportunità di puntare sulla pet economy e sulla rivoluzione Internet dei mercati emergenti grazie ai due nuovi ETF emessi da Rize ETF, il primo emittente europeo di ETF tematici specializzati. Oltre che su Borsa Italiana, entrambi gli ETF sono quotati anche sulla London Stock Exchange, sullo Xetra di Francoforte e sul SIX di Zurigo.

Rize Pet Care UCITS ETF è una novità assoluta nel panorama investibile degli ETF tematici europei. Mentre infatti il tema della pet economy non è nuovo nel mondo dei fondi comuni di investimento (Allianz Pet and Animal Wellbeing) e degli ETF americani (ProShares Pet Care ETF), in Europa i risparmiatori prima di oggi non avevano a disposizione un ETF per investire sulla cura degli animali domestici. Ricordiamo al lettore che investire in un ETF, piuttosto che su un fondo comune di investimento, significa risparmiare sui costi commissionali e conoscere nel dettaglio e in modo tempestivo la composizione dell’asset allocation, senza dover rinunciare ad un extra rendimento significativo rispetto al benchmark dato che solo l’1% dei fondi a gestione attiva riesce a battere l’indice di riferimento. Ma perché investire nella pet economy? 

 

Pet economy: le prospettive del settore

Non solo negli anni il numero di animali da compagnia è molto aumentato, portando grande beneficio a società e gruppi che si occupano di medicine, cibo e biscotti, strumenti veterinari e accessori. Ma, come spiegato da Emanuela Salvadè (Head of Italian Speaking Regions di Rize ETF), durante la pandemia la proprietà di animali domestici ha registrato un vero e proprio boom e si stima che aumenti del 14% nei prossimi 10 anni. Secondo un sondaggio condotto da AlphaWise (Morgan Stanley) a metà dello scorso anno, il 65% dei giovani tra i 18 e i 34 anni aveva intenzione di acquistare o adottare un animale domestico nei prossimi 5 anni e il 72% degli intervistati non intendeva ridurre la sua spesa nel settore del pet. Se si considera che Millennials e Generazione Z spendono costantemente di più per i loro animali domestici rispetto alle generazioni precedenti, non stupisce che il tasso composto di crescita annuale del settore degli articoli per la cura degli animali si attesti al 10,3%, portandolo a raggiungere un valore di 275 miliardi di dollari entro il 2030 (dai 103,6 miliardi odierni).

In particolare, sono 6 i megatrend che plasmano il futuro della cura degli animali domestici. Il primo è la tendenza a una maggiore umanizzazione, che porta le persone a considerare i propri animali domestici come componenti della famiglia e ad alimentarli con una dieta sana e naturale. Collegata al primo è la crescita dei prodotti di lusso, sia alimentari che gadget. Il terzo e il quarto megatrend sono il declino del tradizionale nucleo famigliare e l’invecchiamento della popolazione: aumentano infatti i single e i boomers che adottano animali domestici. Il quinto è legato al nostro stile di vita sempre più digitale: ad esempio, con l’aumento dello smart working, sono aumentate anche le adozioni di animali domestici e gli acquisti online di prodotti per animali. Infine, la sostenibilità è un obiettivo prioritario per le aziende coinvolte nell’offerta di prodotti e servizi per animali. Ad esempio la portoghese New Global Pet, che distribuisce alimenti naturali per animali, ha appena ultimato la costruzione di un impianto a impatto zero.

ProspettiveCrescitaVenditePetEconomy

Per i portafogli di investimento, però, la pet economy non è interessante solo sotto il profilo delle prospettive di crescita, ma anche perché permette di esporsi a un settore azionario tipicamente difensivo, che non teme inflazione né rialzi dei tassi ma cresce costantemente e presenta ampi margini di ricavo.

 

Rize Pet Care UCITS ETF sotto la lente

L’ETF Rize Pet Care punta a investire in società destinate a beneficiare della maggiore diffusione e umanizzazione degli animali da compagnia, della tendenza ad acquistare per loro alimenti freschi e genuini e della crescente domanda di servizi veterinari. Il nuovo prodotto di Rize ETF replica fisicamente la composizione dell’indice Foxberry Pet Care, adottato dall’emittente in collaborazione con Euromonitor International, leader mondiale nelle ricerche di mercato, scremando l’universo investibile fino ad ottenere un paniere di 30 titoli. L’indice è sovrappesato sulle mid cap statunitensi attive nella filiera del cibo e degli accessori per animali.

L’e-commerce però non sta favorendo soltanto la pet economy, ma anche i mercati emergenti. L’aumento del reddito disponibile, l’urbanizzazione, lo slancio positivo delle riforme, la forte demografia concentrata sui millennials e la diffusa adozione di dispositivi digitali costituiscono le basi della rivoluzione digitale che sta investendo le economie emergenti.

 

Rize Emerging Market Internet and Ecommerce UCITS ETF sotto la lente

La maggior parte di noi conosce già i giganti digitali del mondo emergente, da Baidu (la risposta cinese a Google) a MercadoLibre (la risposta argentina ad Amazon) e MakeMyTrip (la risposta indiana a TripAdvisor). Eppure, esiste un universo di small e mid cap meno noto e meno esplorato dagli investitori, dove investe il Rize Emerging Market Internet and Ecommerce UCITS ETF. Il prodotto si prefigge di investire in società destinate potenzialmente a beneficiare della crescente adozione di internet e delle piattaforme di e-commerce da parte dei consumatori dei Paesi Emergenti. Rispetto ai competitor, questo ETF limita l’esposizione a un singolo Paese al 25%. Il nuovo prodotto di Rize ETF replica fisicamente e totalmente la composizione dell’indice Foxberry Emerging Market Internet & Ecommerce, adottato dall’emittente in collaborazione con Euromonitor International scremando l’universo investibile fino ad ottenere un paniere di 57 titoli. L’indice è quasi equipesato tra le varie capitalizzazioni ma, geograficamente, sovrappesato su Cina e Korea del Sud.

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