Continua il lungo inverno di Roku, che affonda nell’after hours di Wall Street perdendo il 25,85% dopo una trimestrale disastrosa e una guidance raggelante. Negli ultimi 12 mesi il titolo amato dalla fondatrice di Ark Invest, Cathie Wood, ha già bruciato oltre l’80% di capitalizzazione e, dai massimi storici di luglio 2021 a 490,76 dollari oggi si ritrova a 85,17 dollari, come risulta dall’ultima chiusura ufficiale di Borsa.
I pessimi risultati della trimestrale sono stati attribuiti dalla società di lettori multimediali per lo streaming video alle difficili condizioni macroeconomiche, che riguardano in particolare l’inflazione e la catena di approvvigionamento. Per quanto concerne le previsioni per il futuro, Roku sottolinea i timori di recessione per l’economia americana, suffragati ieri dalla pubblicazione del dato sul PIL USA uscito in calo dello 0,9% trimestrale e in contrazione per il secondo trimestre consecutivo di fila.
Roku: cosa ha detto la trimestrale
Nel periodo marzo-giugno 2022, Roku ha registrato una perdita di 82 centesimi di dollaro per azione, ben più ampia rispetto ai 69 centesimi stimati dagli analisti. Il fatturato si è attestato a 764 milioni di dollari, al di sotto degli 805 milioni previsti dal consensus. Roku ha reso noto inoltre di aver tagliato le spese operative e di aver ridotto la crescita dell’organico nel secondo trimestre.
Anche la guidance è stata rivista al ribasso: per il trimestre in corso gli analisti si aspettavano entrate per 902 milioni di dollari, mentre la società ha comunicato che avrebbe realizzato un fatturato di 700 milioni di dollari a causa di un mercato pubblicitario che continuerà a soffrire per via della riduzione della spesa da parte degli inserzionisti spaventati dalle incertezze macroeconomiche. “Riteniamo che questa riduzione sia simile a quanto accaduto all’inizio della pandemia nel 2020, quando i responsabili di marketing si sono preparati alle incertezze macro riducendo rapidamente la spesa pubblicitaria su tutte le piattaforme”.
Roku non è la sola azienda vittima di tale contesto. Le indicazioni fornite pochi giorni fa da Snap nei conti trimestrali sono state pessime e anche Twitter e Meta hanno lanciato l’allarme in relazione a un mercato pubblicitario in grande difficoltà e che non sembra potersi riprendere presto.
Infine Roku ritiene che una riduzione degli acquisti dei consumatori sui beni discrezionali potrebbe danneggiare notevolmente l’attività di vendita di televisori e dispositivi hardware dell’azienda: “I rivenditori hanno gestito la situazione attraverso l’elevato inventario TV negli Stati Uniti e hanno temporaneamente abbassato i prezzi nel secondo trimestre, il che ha contribuito ad attenuare il calo delle vendite di unità TV”, ha riferito l’azienda.









