Nonostante lo Stretto di Hormuz ancora chiuso e i prezzi del carburante alle stelle, Ryanair archivia l’anno fiscale 2025-26 con un utile record che supera le attese degli analisti e si proietta verso l’estate con un ottimismo che il resto del settore fatica a condividere. A fare da scudo alla compagnia irlandese è una strategia di copertura sul carburante costruita con largo anticipo e una solidità patrimoniale che la distanza sensibilmente dai principali concorrenti europei. Tuttavia, la visibilità sui mesi successivi rimane limitata e le incognite legate al conflitto in Medio Oriente non sono ancora dissipate.
In questo articolo:
- Ryanair, risultati record nonostante i ritardi Boeing e la multa AGCM
- Jet fuel alle stelle: Ryanair coperta fino ad aprile 2027
- Tariffe in calo, domanda solida: l’estate di Ryanair regge
- Michael O’Leary “blindato” fino al 2032
Ryanair, risultati record nonostante i ritardi Boeing e la multa AGCM
I numeri dell’esercizio confermano la solidità del modello di business. Ryanair Holdings ha chiuso il fiscale 2025-26 con un utile netto pre-eccezionali di 2,26 miliardi di euro, in crescita del 40% rispetto agli 1,61 miliardi dell’anno precedente e superiore al consensus degli analisti fermo a 2,20 miliardi. I ricavi totali del gruppo sono saliti dell’11% a 15,54 miliardi di euro, sostenuti da un aumento del traffico passeggeri del 4% a 208,4 milioni nonostante i ritardi nelle consegne di 29 aeromobili Boeing B-8200. Il load factor si è mantenuto stabile al 94%. I costi operativi pre-eccezionali sono saliti del 6% a 13,09 miliardi di euro, con un incremento dell’1% per passeggero. Nei risultati è incluso un accantonamento eccezionale di 85 milioni di euro, circa il 33% della sanzione da 256 milioni inflitta dall’AGCM italiana nel dicembre 2025 per “abuso di posizione dominante sulla vendita dei biglietti”, che il gruppo conta di recuperare in appello. Il dividendo finale è fissato a 0,195 euro per azione, con pagamento previsto a settembre, subordinato all’approvazione dell’assemblea.
Jet fuel alle stelle: Ryanair coperta fino ad aprile 2027
Sul fronte del carburante si concentra la principale incertezza per il settore. La chiusura dello Stretto di Hormuz ha generato volatilità marcata sui mercati energetici globali, con i prezzi spot del jet fuel saliti oltre i 150 dollari al barile. Il ceo di Wizz Air, Jozsef Varadi, ha quantificato il costo del cherosene sostitutivo in quasi 1.400 dollari per tonnellata, circa il doppio rispetto ai livelli pre-conflitto. Nonostante questa pressione sui prezzi, il quadro delle forniture per i mesi estivi appare gestibile. Il ceo di Lufthansa, Carsten Spohr, ha indicato che le scorte e le consegne sono garantite almeno fino a metà luglio, precisando che la visibilità diminuisce progressivamente oltre quella soglia. Circa la metà del deficit di cherosene proveniente dal Medio Oriente viene attualmente compensata da maggiori importazioni dagli Stati Uniti e dalla Nigeria, da piccole quantità provenienti da Israele e da un moderato incremento della produzione europea, cui si aggiungono sia le riserve strategiche statali sia le scorte commerciali. Il Commissario Ue per l’Energia, Dan Jorgensen, ha escluso problemi seri a breve termine sulla sicurezza degli approvvigionamenti, lasciando aperta l’ipotesi di criticità strutturali nel medio periodo in funzione dell’evoluzione del conflitto.
In questo contesto, il direttore finanziario di Ryanair, Neil Sorahan, si è dichiarato “sempre più fiducioso” sull’assenza di interruzioni anche oltre l’estate, con le raffinerie impegnate ad aumentare i volumi e a diversificare le fonti. L’80% del fabbisogno del gruppo è coperto a circa 67 dollari al barile fino ad aprile 2027, un livello inferiore a quello dell’anno precedente che il management considera sufficiente ad isolare i margini dalla volatilità residua e ad ampliare il vantaggio di costo rispetto ai concorrenti europei privi di coperture equivalenti. Sorahan, interpellato dalla Cnbc, ha dichiarato che il gruppo ha predisposto piani di contingenza anche per gli scenari più estremi, definendoli da “Armageddon“, pur escludendo che si rendano necessari. Il cfo non ha escluso conseguenze gravi per i vettori più deboli: le compagnie aeree che già faticavano prima del conflitto potrebbero non reggere l’urto del caro carburante nel corso dell’inverno.
Tariffe in calo, domanda solida: l’estate di Ryanair regge
Sul versante commerciale, il quadro è più articolato. Le aspettative iniziali di un incremento delle tariffe di una percentuale a una cifra bassa per i mesi estivi non si sono confermate: nel trimestre aprile-giugno i prezzi hanno registrato un calo di una percentuale a una cifra media, mentre il periodo luglio-settembre si mantiene sostanzialmente piatto. Il ceo Michael O’Leary ha attribuito la flessione alla pressione psicologica generata dall’incertezza economica, dal timore di carenze di carburante e dal rischio inflattivo sui consumi. La domanda di viaggi rimane comunque robusta, con 130 nuove rotte per la stagione estiva 2026 già in vendita, tra cui nuove basi a Rabat, Tirana e Trapani. La capacità aggiuntiva è stata indirizzata verso i mercati che hanno ridotto le tasse aeroportuali — Albania, Italia, Marocco, Slovacchia e Svezia — mentre Ryanair ha ridotto la presenza in mercati ad alta fiscalità come Austria, Belgio, Germania e Spagna regionale. La compagnia applica la propria strategia “load-active/yield passive”, privilegiando il riempimento degli aeromobili rispetto alla massimizzazione delle tariffe, con l’obiettivo di incrementare i ricavi ancillari e contenere i costi unitari. Goodbody ha intanto rivisto al ribasso le stime di utile per il 2027 del 14%, a 1,93 miliardi di euro, ipotizzando un calo delle tariffe medie annue di circa l’1%, con il titolo che cedeva il 3% in apertura di seduta.
Michael O’Leary “blindato” fino al 2032
A sostenere le prospettive di medio periodo è una struttura finanziaria e operativa che il management considera tra i principali vantaggi competitivi del gruppo. Con tutti i 210 Boeing 737 “Gamechangers” ora consegnati e integrati in una flotta di 647 aeromobili, Ryanair stima una crescita del traffico del 4% a circa 216 milioni di passeggeri nel 2027. La certificazione del MAX-10 è attesa per la tarda estate 2026, con le prime 15 consegne previste nella primavera 2027 e 300 unità totali entro marzo 2034.
Sul fronte patrimoniale, il gruppo chiude l’anno con un rating BBB+ (Fitch e S&P), liquidità lorda di 3,6 miliardi di euro e una posizione netta di cassa positiva per 2,1 miliardi, che consentirà il rimborso dell’ultimo bond da 1,2 miliardi in scadenza. Nel corso dell’esercizio sono stati riacquistati e cancellati oltre 20 milioni di azioni, pari a circa il 2% del capitale emesso. Intanto le trattative per il rinnovo del contratto di O’Leary fino al 2032 sono in fase di chiusura: il nuovo accordo prevede un’opzione su 10 milioni di azioni esercitabile solo al raggiungimento di obiettivi ambiziosi di utile o di prezzo del titolo.









