Il pagamento del saldo Iva 2024 si avvicina: chi è tenuto al versamento deve rispettare la scadenza del 17 marzo. Un giorno in più rispetto alla data consueta del 16 marzo che quest’anno cade di domenica.
È necessario versare l’importo dovuto utilizzando il modello F24 e inserendo il codice tributo 6099 per essere in regola. Il mancato pagamento entro la data stabilita comporta l’applicazione di un interesse dello 0,40% per ogni mese o frazione di mese di ritardo. Ma cosa accade se non si onora il pagamento entro la data sopra indicata?
Se non è possibile rispettare la scadenza, il versamento può essere prorogato fino al 30 luglio, con l’aggiunta degli interessi dello 0,40%. Scopriamo come effettuare il pagamento, quali sono le sanzioni a cui si va incontro, le riduzioni in vigore e le sanzioni penali.
Come pagare il saldo Iva entro il 17 marzo
Il saldo Iva può essere versato in due modalità entro il 17 marzo 2025:
- In un’unica soluzione (per chi intende chiudere subito la pratica);
- A rate, con l’aggiunta degli interessi, scegliendo direttamente al momento del pagamento con il modello F24.
Per il versamento sono disponibili diversi canali:
- F24 on line, comodo e rapido;
- F24 cumulativo, utile per chi deve effettuare più versamenti in un’unica operazione;
- Home/remote banking, attraverso i servizi online offerti da banche e Poste Italiane, spesso collegati al circuito Corporate Banking Interbancario (CBI).
Cosa devono fare i soggetti con liquidazione trimestrale
Le aziende che adottano la liquidazione trimestrale devono applicare una maggiorazione dell’1% sull’importo dovuto per la dichiarazione annuale. Maggiorazione, questa, che riguarda anche l’ultimo trimestre del 2024.
Chi possiede crediti tributari può compensare il pagamento fino a un massimo di 2 milioni di euro. Se l’importo da versare risulta particolarmente elevato, è consentito il pagamento rateizzato, a condizione che tutte le rate vengano versate entro dicembre dello stesso anno.
Le sanzioni in caso di mancato pagamento del saldo Iva
A questo punto viene spontaneo chiedersi cosa succede in caso di mancato pagamento del saldo Iva alla scadenza del 17 marzo 2025. Il mancato versamento, anche di una sola rata, comporta sanzioni che aumentano progressivamente nel tempo:
- 0,83% per ogni giorno di ritardo fino al 14° giorno;
- 12,5% per pagamenti effettuati tra il 15° e il 90° giorno;
- 25% per versamenti omessi o effettuati oltre i 90 giorni.
Quando si riduce la sanzione
La sanzione si riduce in caso di regolarizzazione spontanea. Ma il beneficio si applica solo al presentarsi di determinate condizioni e in misura diversa:
- Se il versamento avviene entro 30 giorni, la sanzione scende a un decimo;
- Tra 30 e 90 giorni, si riduce a un nono;
- Oltre 90 giorni, ma entro il termine di scadenza della dichiarazione annuale, diventa un ottavo;
- Se il pagamento avviene ancora più tardi, ma comunque prima di ricevere accertamenti, si riduce a un settimo.
Sanzioni penali
Evitare di accumulare debiti di importo elevato è essenziale. Se l’importo del saldo Iva non versato supera i 250.000 euro entro il 31 dicembre dell’anno successivo alla dichiarazione, si configura un reato fiscale, salvo che il debito sia già in fase di rateizzazione.









