Il dibattito sul servizio civile over 65 entra nel vivo con una proposta di legge bipartisan che punta a coinvolgere attivamente pensionate e pensionati nella vita delle comunità locali. L’iniziativa, presentata il 3 febbraio al Cnel, nasce in un contesto demografico preciso: secondo i dati Istat aggiornati al 2024, il 23,8% della popolazione italiana ha più di 65 anni. Una quota strutturale, destinata a crescere, che interroga il sistema di welfare, il mercato del lavoro e le politiche di coesione sociale.
Il testo, firmato dai deputati Andrea De Maria (Pd) e Alessandro Battilocchio (Forza Italia), mira a riconoscere e valorizzare il patrimonio umano, culturale e sociale rappresentato dalla popolazione anziana, attraverso un servizio civile volontario dedicato agli over 65.
Nei paragrafi che seguono, l’analisi della proposta, dei destinatari e delle attività previste, con uno sguardo alle esperienze europee e alle implicazioni politiche.
In questo articolo:
- Cos’è il servizio civile over 65 e cosa prevede la proposta di legge
- Perché il servizio civile per pensionati risponde ai cambiamenti demografici
- Modelli europei e prospettive future del servizio civile over 65
Cos’è il servizio civile over 65 e cosa prevede la proposta di legge
La proposta di legge Pd-Fi introduce un servizio civile rivolto ai cittadini residenti in Italia che abbiano compiuto 65 anni e siano in possesso di un’idoneità psicofisica adeguata alle attività previste. Non si tratta di un’estensione del servizio civile universale, bensì di un istituto autonomo, pensato per intercettare una fascia di popolazione spesso ai margini delle politiche attive. Il perno dell’iniziativa è la partecipazione volontaria a progetti di pubblica utilità. Gli ambiti di intervento sono ampi e flessibili:
- supporto sociale;
- tutela del patrimonio culturale;
- educazione civica;
- assistenza di prossimità;
- attività intergenerazionali.
I progetti potranno essere promossi da enti pubblici, organizzazioni del Terzo settore, associazioni di volontariato, enti religiosi riconosciuti, fondazioni e cooperative sociali. Il disegno di legge prevede inoltre:
- una formazione preliminare obbligatoria;
- la copertura assicurativa contro gli infortuni;
- la possibilità di affiancamento tramite tutor o coordinatori.
L’impianto richiama esperienze già avviate in alcune realtà locali italiane, dove il volontariato senior è stato integrato con risultati positivi nei servizi territoriali.
Perché il servizio civile per pensionati risponde ai cambiamenti demografici
L’Italia è uno dei Paesi più longevi al mondo e l’invecchiamento della popolazione ha ormai un impatto diretto sulle scelte di politica pubblica. Con quasi un quarto dei residenti sopra i 65 anni, il tema non riguarda più solo la sostenibilità del sistema pensionistico, ma anche il ruolo sociale della terza età.
Il servizio civile per pensionati over 65 si inserisce in questa cornice come strumento di invecchiamento attivo. L’obiettivo dichiarato è favorire la partecipazione alla vita della comunità, contrastare l’isolamento sociale e valorizzare competenze maturate in decenni di attività lavorativa e civile.
Andrea De Maria ha sottolineato come la proposta intenda mettere a disposizione della collettività intelligenze ed esperienze preziose, mentre Alessandro Battilocchio ha evidenziato il legame con le esigenze emerse nei territori e con il contrasto alle disuguaglianze.
Durante la presentazione al Cnel, il confronto ha coinvolto anche il viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci, che ha assicurato attenzione istituzionale al percorso parlamentare. Dal mondo sindacale, Pierpaolo Bombardieri e Carmelo Barbagallo hanno rimarcato l’importanza di creare canali strutturati di partecipazione per chi ha concluso l’attività lavorativa ma intende restare parte attiva della società.
Modelli europei e prospettive future del servizio civile over 65
La proposta italiana guarda anche oltreconfine. In Europa esistono già programmi che integrano il volontariato dei pensionati nelle politiche pubbliche. Il riferimento esplicito è al programma “Senior Volunteers” della Commissione europea, oltre alle esperienze consolidate in Germania, Francia e Paesi Bassi. Tutti contesti dove il coinvolgimento degli over 65 è considerato un fattore di coesione sociale e di rafforzamento dei servizi di prossimità.
L’adozione di un modello nazionale potrebbe produrre effetti rilevanti. Sul piano sociale, rafforzerebbe il legame tra generazioni e ridurrebbe la marginalizzazione degli anziani. Sul piano economico, consentirebbe di affiancare, senza sostituirli, servizi pubblici e Terzo settore, con un utilizzo più efficiente delle risorse. La governance del sistema sarà un elemento decisivo: criteri di accesso, durata dell’impegno, coordinamento tra Stato ed enti locali saranno determinanti per evitare frammentazioni.
Il percorso legislativo è appena iniziato, ma il segnale politico è chiaro. Il servizio civile per i pensionati over 65 entra nell’agenda parlamentare come risposta strutturata a un cambiamento demografico ormai irreversibile.









