Settore auto europeo vicino alla svolta dopo tante sofferenze?

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È tempo di riscossa per il settore auto europeo? I dati trimestrali finora non sono stati buoni (Stellantis e Volkswagen) ma l’accordo sui dazi con gli Usa potrebbe portare a un cambiamento di rotta. L’analisi degli esperti di Vontobel nella newsletter settimanale Weekly Note (Clicca QUI per iscriverti). 

 

Due indizi non fanno una prova ma permettono di ottenere una fotografia veritiera considerando il calibro dei soggetti: Stellantis e Volkswagen. La prova potrebbe concretizzarsi questa settimana, con Mercedes e Bmw che diffonderanno i dati trimestrali il prossimo 30 e 31 luglio. Facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire se veramente il vento sul settore automotive europeo può essere cambiato.

La scorsa settimana è iniziata con un vero shock: in anticipo di 8 giorni sulla data prestabilita in cui la casa automobilistica olandese ha in agenda la diffusione ufficiale dei dati del secondo trimestre, Stellantis ha annunciato di prevedere una perdita netta nei primi 6 mesi del 2025 di 2,3 miliardi di euro. Il risultato preliminare è emblematico delle difficoltà vissute in questa prima parte di anno, specie se confrontato con l’utile netto di 5,6 miliardi del primo semestre 2024. Inevitabilmente la reazione a caldo del mercato è stata all’insegna delle copiose vendite. Un sell off che però nelle ore successive è stato completamente recuperato e a cui hanno fatto seguito nei giorni seguenti altri acquisti.

Venerdì è stata la volta di Volkswagen. Il colosso tedesco, prima dell’apertura delle contrattazioni, ha fatto sapere che nel trimestre terminato il 30 giugno ha registrato un utile operativo di 3,8 miliardi di euro, -29% anno su anno. Nell’abbassare la guidance della redditività operativa 2025, il direttore finanziario ha fornito alcune informazioni importanti sul fronte dei dazi, indubbio peso per tutto il settore automotive europeo. Un accordo con gli Usa con tariffe al 15%, dimezzerebbe le previsioni 2025 dell’azienda. L’ufficializzazione di dazi al 15%, per quanto doloroso, potrebbe rappresentare il driver capace di far cambiare il vento sul settore auto europeo.

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Redazione

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