Il settore del lusso è tornato sotto pressione sui mercati finanziari recentemente, con vendite che hanno colpito le principali aziende europee. Gli investitori sono nuovamente preoccupati che il rallentamento della crescita globale possa pesare sui margini delle società, considerando che la domanda di borse, gioielli, abbigliamento e auto di lusso è significativamente inferiore rispetto a qualche anno fa. A complicare il quadro contribuiscono anche l’incertezza geopolitica, le persistenti pressioni inflazionistiche in alcune aree del mondo e il cambiamento delle abitudini di consumo, che stanno spingendo molti clienti a essere più selettivi negli acquisti. In questo scenario, il mercato distingue sempre più tra i gruppi in grado di difendere margini e crescita e quelli maggiormente esposti al rallentamento della domanda.
In questo articolo:
- Settore del lusso: si riaccende il dibattito sull’acquisto o meno delle azioni
- Settore del lusso: 5 azioni da tenere d’occhio
- Come investire con i certificati
Settore del lusso: si riaccende il dibattito sull’acquisto o meno delle azioni
Il calo cospicuo delle azioni del settore del lusso ha riacceso il dibattito sull’opportunità di entrare o meno a mercato in questo momento. Da un lato, gli investitori vorrebbero approfittare per comprare a prezzi più bassi, ma dall’altro temono che la crisi generalizzata del comparto possa aprire la strada a ulteriori ribassi in Borsa.
Molto dipenderà dalla Cina, la cui domanda per molti anni ha sostenuto la crescita delle aziende. Purtroppo, gli ultimi dati ufficiali mostrano ancora una domanda anemica dei consumatori cinesi, mentre le aspettative future sono state riviste al ribasso. Da non sottovalutare, inoltre, il rallentamento dei consumi in Occidente, diventato più prudente a causa delle recenti guerre, che hanno alimentato le preoccupazioni per una possibile crisi globale nei prossimi anni.
Settore del lusso: 5 azioni da tenere d’occhio
Il settore del lusso europeo, comunque, è stato volatile ma non uniforme. In tale contesto, vale la pena mettere in evidenza la situazione di cinque importanti gruppi:
- Hermès International
- Ferrari
- Lvmh
- Burberry Group
- The Swatch Group
Hermès International beneficia del segmento di clientela ultra-lusso, che è generalmente meno ciclico. Ciò significa che le sue azioni sono tra le prime a recuperare durante i rimbalzi. Si tratta quindi di una sorta di rifugio nel settore, con una qualità più difensiva. Da inizio anno, il titolo è però sceso di circa il 23% alla chiusura del 24 giugno alla Borsa di Parigi (fonte Forecaster.biz). Per questo, oggi appare sottovalutato, secondo il fair value di Forecaster.biz pari a 2.330 euro, superiore di circa il 38% rispetto al prezzo di mercato.
Ferrari ha avuto un andamento stabile, leggermente positivo rispetto al comparto recentemente. Gli investitori, però, non sembrano essere rimasti entusiasti di Ferrari Luce, il primo veicolo sportivo elettrico della casa automobilistica di Maranello. Alla Borsa di Milano, il titolo Ferrari è sceso di quasi il 4%, mentre il fair value di 374,24 euro indica una sottovalutazione di circa il 23% rispetto al prezzo di mercato.
Lvmh è il barometro del settore del lusso e, nonostante alcuni rimbalzi tecnici, ha mostrato tutte le fragilità del momento alla Borsa di Parigi. Il colosso di Bernard Arnault risente fortemente della debolezza della domanda asiatica, da cui è ancora dipendente. Quest’anno le azioni hanno perso oltre il 23% e i fondamentali indicano che il titolo è sottovalutato. Il valore equo risulta di 621,31 euro, superiore al prezzo di mercato di oltre il 26%.
Burberry Group è trattata dal mercato come una turnaround story, mentre i recenti dati dell’azienda evidenziano una crescita non uniforme a livello regionale. Il gruppo britannico ha perso circa il 18% di capitalizzazione da inizio 2026 ma, a differenza degli altri titoli citati, le sue azioni risultano sopravvalutate, con un fair value di 1.010 pence inferiore del 7% rispetto al prezzo di mercato.
The Swatch Group è tra i titoli più ciclici e beneficia meno dei rimbalzi dell’“ultra-luxury”. Tuttavia, è l’unico titolo del gruppo ad aver guadagnato da inizio anno (+15,5%). Il fair value di 19,86 franchi svizzeri risulta inferiore del 50,84% rispetto al prezzo di mercato, quindi le azioni sono ampiamente sopravvalutate.
Come investire con i certificati
Tra gli strumenti finanziari che consentono un’esposizione indiretta al tema trattato rientrano i certificati di investimento. A titolo esemplificativo, si segnala un certificato di tipo Multi Cash Collect con barriera, quotato sul SeDeX e identificato dal codice ISIN DE000VK2MGQ4. Lo strumento segue le performance di Hermès International, Ferrari, Lvmh, Burberry Group e The Swatch Group, prevedendo il pagamento di una cedola mensile di 1,20 euro su un valore nominale di 100 euro, per un rendimento annuo del 14,40%. Il meccanismo è di tipo worst-of, ossia richiede che nessuna delle azioni scenda sotto la barriera, fissata al 60% del livello iniziale. Se, alla data di autocall, tutti i titoli si trovano sopra lo strike price, il certificato si estingue anticipatamente, rimborsando il valore nominale più l’ultima cedola e le cedole eventualmente non pagate in precedenti occasioni. Alla scadenza finale (07 maggio 2027), se anche una sola azione scende sotto la barriera, il rimborso segue l’andamento del titolo peggiore, con conseguente perdita del capitale investito. Qualora, invece, tutti i titoli restino sopra la barriera, il certificato restituisce il valore nominale più l’ultimo premio e i premi rimasti eventualmente in memoria. Attualmente il certificato quota circa 17 punti percentuali sotto la pari, mentre i prezzi di tutte le azioni sottostanti risultano distanti dalla barriera.
I principali rischi legati al certificato si possono riassumere come segue:
- Rischio di mercato: variazione negativa dei prezzi dei sottostanti;
- Rischio di perdita del capitale: in caso di violazione della barriera a scadenza;
- Rischio emittente (credito): insolvenza dell’emittente del certificato;
- Rischio di liquidità: possibilità di disinvestire a condizioni non favorevoli;
- Rischio “worst of”: la performance dello strumento dipende dal titolo con andamento peggiore tra quelli nel paniere.
Complessità dello strumento: struttura che può risultare non adatta a investitori non esperti.
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