Short interest ratio: cos'è e perché è importante - Borsa&Finanza

Short interest ratio: cos’è e perché è importante

Short interest ratio: cos'è e perché è importante

Vi sono delle fasi del mercato azionario in cui la tendenza ribassista è molto forte, perché a causa di determinate circostanze molti investitori hanno preso delle posizioni ribassiste. Emblematico è il caso di gennaio 2022, quando alcuni meme stock come GameStop, AMC Entertainment e diversi altri hanno registrato in Borsa movimenti schizofrenici proprio perché la quantità di titoli short era estremamente elevata.

In situazioni del genere, i trader utilizzano svariati indicatori per determinare la tendenza del mercato azionario. Uno di questi è il numero di titoli che giornalmente chiudono al rialzo rispetto a quelli che terminano la seduta al ribasso per un certo lasso di tempo. Un altro riguarda il volume di scambio nelle azioni che hanno un andamento ascendente rispetto a quello dei titoli che viceversa tendono a scendere. Un terzo si riferisce al numero di stock che negli ultimi 12 mesi sono saliti sui massimi e quanti sono scesi sui minimi. Un altro ancora concerne la quantità di titoli che si trovano sotto o sopra alcune medie mobili cruciali a breve e medio periodo, tipo quelle a 20, 50 e 200 giorni. Il più usato però nei frangenti in cui un titolo o un indice è particolarmente venduto è lo short interest ratio. Vediamo quindi di cosa si tratta, come funziona e perché è importante.

 

Short interest ratio: caratteristiche e funzionamento

Lo short interest ratio rappresenta la quantità delle azioni che sono venduti allo scoperto in un mercato e si calcola come rapporto tra il numero delle azioni vendute allo scoperto e il volume giornaliero degli scambi in un certo periodo di tempo. Solitamente l’intervallo preso a riferimento corrisponde a 30 giorni. In sostanza, tale parametro misura il numero di giorni che in media impiegano gli short seller a coprire il riacquisto di tutte le azioni prese in prestito. Lo short interest ratio può essere applicato sia su un singolo titolo azionario che su un intero indice. Quando la metrica supera i 5 giorni di copertura solitamente viene considerato un segnale di allarme, nel senso che il mercato è posizionato al ribasso e potrebbe dare luogo a ulteriori vendite nei giorni a seguire.

 

Short interest ratio e interesse allo scoperto

I due concetti sono simili ma non vanno confusi. L’interesse allo scoperto riguarda il rapporto tra il numero di azioni vendute allo scoperto e la quantità complessiva dei titoli azionari in circolazione. Questa, infatti, è una metrica meno dinamica, ovvero non tiene conto del volume degli scambi, che dà la misura della liquidità che vi è in un dato momento nel mercato.

 

Short squeeze

Lo short interest è strettamente legato a fenomeni di short squeeze, nel senso che, quando questi ultimi si determinano, i trader ricorrono al parametro per vedere quanto intenso è il movimento che si sta creando in una Borsa. Lo short squeeze non è altro che una compressione del mercato per effetto del fatto che la domanda su un titolo supera improvvisamente l’offerta per determinate ragioni.

Queste possono riguardare ad esempio un tasso d’interesse elevato per le azioni prese a prestito, il che comporta una copertura con il riacquisto del titolo per non sostenere più un costo di finanziamento troppo elevato. Oppure semplicemente le motivazioni si possono riferire a eventi molto positivi che subentrano sulla società emittente delle azioni (forti trimestrali, notizie di M&A a altri numeri favorevoli) per cui il prezzo sale talmente in alto che i venditori allo scoperto devono immediatamente coprire le posizioni corte per non andare in margin call e integrare il margine.

GameStop è stato un episodio caratteristico di short squeeze. In quella circostanza, lo short interest esprimeva una quantità enorme di posizioni corte da parte di hedge fund e altri grandi investitori che puntavano sulle scarse prospettive dell’azienda. Tuttavia, la domanda è stata spinta da una frotta di trader retail che si sono riuniti nelle piattaforme social come Reddit per organizzare un’ondata di acquisti che costrinse i venditori a ricoprire immediatamente le posizioni spingendo così il titolo a guadagni giornalieri anche di oltre il 100%.

 

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