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Sistemi pensionistici: 3 criteri per valutare i migliori al mondo

Sistemi pensionistici: 3 criteri per valutare i migliori al mondo

Quali sono i sistemi pensionistici migliori del mondo? È una domanda che sono in molti a farsi mentre si avvicinano all’età della fine dell’attività lavorativa. In particolare  negli ultimi anni, dal momento che l’importo percepito dalle pensioni è sempre più basso, l’età pensionistica si allunga, il costo della vita è aumentato e la tassazione è elevata.

Molti Paesi hanno effettuato, o stanno per effettuare, una riforma dei loro sistemi pensionistici per fare fronte a una società con una popolazione più vecchia e si fanno meno figli. Giocoforza il meccanismo che ha permesso il funzionamento dei sistemi pensionistici si è fatto insostenibile, con meno persone che versano contributi a fronte di un aumento dei pensionati. Ne consegue che non sono pochi coloro che, nell’ultima fase della loro vita lavorativa hanno deciso di trasferirsi in Paesi più accoglienti sotto il profilo della qualità della vita e per mantenere un tenore simile a quello avuto durante l’attività lavorativa.

 

Sistemi pensionistici: ecco quali sono i migliori

Ma quali sono i Paesi migliori sotto il profilo pensionistico? Una ricerca fatta dalla società di consulenza statunitense Mercer che ha analizzato 47 sistemi di reddito pensionistico diversi in tutto il mondo, ha messo in luce come tre nazioni hanno prevalso sulla base del punteggio assegnato nell’indice globale Mercer CFA Institute dal 2021.

Al primo posto si classifica l’Islanda con una media triennale di 84,6 punti, seguita dai Paesi Bassi a 84,4 punti e dalla Danimarca a 81,8 punti. In particolare, i Paesi Bassi hanno prevalso quest’anno con 85 punti grazie ai buoni benefici, una solida base patrimoniale e una efficace regolamentazione. “Tutti e tre hanno grandi fondi industriali con contributi definiti da parte dei lavoratori e dei datori di lavoro. Hanno regimi obbligatori o quasi obbligatori di previdenza alternativa. Questi Paesi beneficiano di buone economie di scala rispetto a mercati più frammentati come il Regno Unito” ha dichiarato Eimear Walsh, responsabile degli investimenti di Mercer.

 

I fattori da considerare nell’indice Mercer

Nell’indice Mercer i sistemi pensionistici sono valutati secondo tre importanti fattori: l’adeguatezza del reddito, la sostenibilità e l’integrità. L’adeguatezza del reddito consiste nella presenza di una rete di sicurezza, con la creazione ad esempio di incentivi a risparmiare e a pianificare. Sotto questo aspetto, il Portogallo si è messo in luce con un punteggio di 86,7 nell’ultimo rapporto di Mercer, mentre al secondo posto si è piazzata l’Olanda con 85,6 punti. Entrambi i Paesi si distinguono per un’aliquota fiscale molto bassa che favorisce sicuramente le persone che hanno un minore reddito pensionistico. La maglia nera tocca alla Polonia, classificatasi 31esima con un punteggio di 59,8.

La sostenibilità dipende invece dall’ammontare del debito di un Paese e dalla quantità di denaro pubblico che viene spesa per le pensioni. Questo aspetto è molto importante nel lungo termine, secondo Mercer, in quanto influisce sulla qualità delle pensioni delle persone che finiscono di lavorare. L’Islanda risulta la nazione che ha il sistema più sostenibile d’Europa con una valutazione di 83,8, seguita dalla Danimarca con 82,5 e dai Paesi Bassi con 82,4. Fanalino di coda risulta essere l’Italia con 23,7 punti.

L’integrità riguarda la capacità di un Paese di integrare il sistema pubblico con piani pensionistici privati che generano abbastanza valore per le persone. Secondo lo studio, la Finlandia ha la maglia rosa con un punteggio di 90,9 nel 2023. Alle sue spalle, il Belgio con 88,2 e l’Olanda con 87,7. La peggiore è la Francia con 54,4 punti. Questi fattori sono importanti per delineare il funzionamento di un sistema pensionistico, ma non sono tutto, osserva Mercer. “Molto dipende anche dal sistema fiscale, dal clima e dalla cultura del Paese, e dal fatto che le persone possano effettivamente essere felici”.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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