L’era dei solopreneur: chi sono, come operano e perché se ne parla

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L’azienda del futuro sarà sempre più individuale e senza dipendenti: l’ascesa dell’intelligenza artificiale ha cambiato profondamente il modello di startup tradizionale e fatto emergere la figura del solopreneur, un profilo inedito destinato ad affiancare (e progressivamente sostituire?) l’imprenditore classico. A differenza del freelancing, la solopreneurship è connessa al successo e alla massiccia diffusione dell’AI: in media il 90% delle funzioni aziendali è affidato ad agenti AI autonomi, attivi 7 giorni su 7 e 24 ore su 24. 

I dati dell’Intuit QuickBooks Small Business Index Annual Report 2023 rivelano che una quota crescente delle nuove imprese statunitensi è gestita da una sola persona: la crescita dei solopreneur negli ultimi due decenni è stata esponenziale, dal 76% del 1997 all’84% del 2020. Nei prossimi anni è previsto il sorpasso definitivo, favorito dall’aumento dei costi e dai nuovi modelli di business, dalle tecnologie digitali, dalle soluzioni all’avanguardia di intelligenza artificiale e dall’exploit dei servizi offerti come Saas (Software as a service).

 

In questo articolo:

 

  • Chi è il solopreneur: il significato
  • Come opera con gli agenti AI
  • Gli esempi di AI agent per solopreneur
  • I casi di successo

 

Chi è il solopreneur: il significato

Il solopreneur è un imprenditore che avvia un’attività da solo, in modo indipendente. È l’amministratore delegato e il dipendente unico della sua startup: racchiude sia la proprietà che la forza lavoro. Senza l’aiuto di alcun partner, il sole-proprietor non assume collaboratori, che siano dipendenti, freelance o esterni: essere il proprio capo (e unico dipendente) favorisce la flessibilità e l’autonomia. Questa tendenza è in crescita da quando il posto fisso è un ricordo del passato, l’equilibrio vita-lavoro si è trasformato in una priorità e l’accessibilità agli strumenti AI è diventata universale.

Oggi i solopreneur sono tantissimi: se ne contano circa 1,57 miliardi nel mondo, di cui 41 milioni negli Stati Uniti. Tra questi, il 76% lavora da remoto per la maggior parte del tempo, il 34% lo fa da casa, 6 su 10 pianificano di espandere l’attività online e appena il 36% di farlo in uno spazio fisico. In tutti i casi, i sole-proprietor non delegano: essendo al tempo stesso fondatori e dipendenti, gestiscono l’azienda integralmente. La crescita e l’espansione non rappresentano necessariamente il traguardo principale: la flessibilità e un reddito costante sono il vero obiettivo a lungo termine.

 

Come opera con gli agenti AI

Lo sviluppo degli agenti AI sta trasformando la solopreneurship da scelta di vita a modello di business vincente. I sistemi software autonomi potenziati dall’intelligenza artificiale favoriscono l’automazione delle attività, l’analisi dei dati e la creazione di contenuti di alta qualità. La startup di un solopreneur può impostare un AI agent per lavorare in modo indipendente, prendere decisioni critiche, gestire richieste complesse, svolgere compiti articolati e interagire con la base clienti. In molti casi si parla già di AI corporation, con esempi famosi come l’hedge fund Numerai e Fetch.ai, la piattaforma decentralizzata degli Aea, gli agenti economici autonomi.

“Gli agenti di intelligenza artificiale consentiranno la nascita della prima azienda individuale da un miliardo di dollari”, ha dichiarato Sam Altman, l’amministratore delegato di OpenAI. Il modello è quello del platform orchestrator, l’orchestrazione che automatizza le pipeline di dati: una forza lavoro digitale composta da un team di AI che orchestra la configurazione e il coordinamento del sistema e gestisce l’intero flusso di lavoro. Ogni agente è specializzato in un settore (per esempio marketing, assistenza clienti, analisi e così via) e il solopreneur dirige i partner digitali dedicandosi alla creatività e alle strategie di crescita, concentrandosi in particolare su nicchie specifiche.

Un interessante caso di studio per cogliere l’evoluzione del fenomeno è quello di Nijat Aliyev, giovane imprenditore informatico, appassionato di startup e sviluppatore specializzato in app per web, mobile e desktop. Aliyev sta documentando sul suo blog su Medium la genesi, i passaggi e il lancio della sua startup “solitaria” di prodotti AI. La sfida è quella di portare sul mercato nel giro di sei mesi (da luglio 2025 a gennaio 2026) un’azienda solo only: senza cofondatori, team e dipendenti.

 

Gli esempi di AI agent per solopreneur

Ormai i solopreneur si affidano sempre più all’intelligenza artificiale per semplificare i processi, ridurre i costi e migliorare l’esperienza del cliente. In diversi settori, vengono sviluppati innovativi agenti AI per affrontare specifiche criticità. Il mondo dell’e-commerce è da tempo all’avanguardia in questa rivoluzione: gli agenti sono progettati per migliorare il customer care, analizzare le abitudini d’acquisto e prevedere le esigenze degli utenti. Non sono da meno il marketing e la pubblicità per il targeting di precisione e l’ottimizzazione delle campagne e il fintech, dove l’intelligenza artificiale monitora le transazioni in tempo reale, fornisce consulenza, ottimizza le strategie di investimento e segnala attività sospette.

Nella logistica e gestione della supply chain, gli AI agent gestiscono l’inventario in tempo reale, prevedono le interruzioni delle forniture, semplificano le operazioni ed elaborano enormi quantità di dati storici per offrire insight predittivi e accurate tendenze di mercato. L’intelligenza artificiale promuove l’efficienza nella produzione e nel manifatturiero, monitorando le linee di produzione, prevedendo guasti e garantendo il controllo qualità. Nell’edtech gli agenti AI personalizzano l’apprendimento e automatizzano le attività amministrative, mentre nel settore legale semplificano la revisione dei documenti e le attività di conformità, garantiscono accuratezza ed efficienza e assistono i solopreneur nella ricerca.

 

I casi di successo

Sono diversi i solopreneur che hanno costruito startup di successo partendo da zero. Pieter Levels è un giovane imprenditore digitale olandese che ha iniziato la sua carriera nel graphic design e nello sviluppo web. Quando ha deciso di mettersi in proprio, è riuscito nell’impresa di lanciare 12 startup in 12 mesi. Alcune sono andate male; altre invece hanno fatto centro come Nomad List (la piattaforma per nomadi digitali che fornisce consigli e informazioni dettagliate sui migliori luoghi in cui vivere e lavorare da remoto) e Remote OK, un’affollata bacheca di annunci di lavoro da remoto con un focus sulla tecnologia.

Il newyorkese Matt Grey è il founder e amministratore delegato di Founder OS, azienda nata nel 2021 in completa autonomia per aiutare gli imprenditori a costruire imprese e renderle scalabili. Grazie alla sua community e al suo costante allargamento, Grey è arrivato a guadagnare 3 milioni di dollari all’anno. Discorso diverso per la solopreneur statunitense Marie Forleo, un passato da trading assistant al Nyse prima di trasformarsi in life coach, speaker e youtuber, scrittrice e docente della sua B-School per formare la prossima generazione di imprenditori.

Al coaching specifico per internet solopreneur si dedica Justin Welsh, ex specialista di venture capital che si è reinventato in un one-person business per insegnare ai creator come identificare, sviluppare e monetizzare le competenze che già possiedono. Partito con un canale YouTube dedicato al fitness e passato per esperienze altalenanti, Daniel Koenigslieb è meglio noto sul web come Dan Koe: confondatore di Kortex, il tool basato sull’AI che aiuta autori e creatori a organizzare le idee e conservare le note e gli scritti in un unico posto, sviluppa software in un ecosistema che intreccia marketing, social e scrittura, gestito interamente da solo. Un percorso alternativo abbracciato da molti solopreneur è la monetizzazione delle proprie conoscenze professionali: è il caso di Graham Stephan, investitore immobiliare che ha iniziato a insegnare su YouTube raccogliendo milioni di follower.

Un ultimo caso è quello di Pat Walls, il fondatore di Starter Story: una rivista web motivazionale che pubblica interviste a imprenditori di successo, raccontando la storia del loro percorso professionale, dalla nascita dell’idea alla crescita del business, passando per gli errori commessi, gli strumenti utilizzati e molto altro. Partito come un redattore ed editore solopreneur, ha registrato una crescita incredibile e ha superato i 2 milioni di dollari di entrate, esclusivamente dagli abbonamenti.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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