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Cosa prevede Stargate Uae, il piano Usa Emirati Arabi per l’AI

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Il viaggio d’affari di Donald Trump nel Golfo Persico ha fatto ultima tappa ad Abu Dhabi per chiudere una serie di cruciali accordi economici e di difesa, tra i quali il progetto Stargate Uae con la partnership diretta degli Emirati Arabi Uniti. Il piano statunitense da 500 miliardi di dollari per costruire infrastrutture di intelligenza artificiale si allarga al piccolo regno del Golfo guidato dallo sceicco Mohamed bin Zayed Al Nahyan, che negli ultimi mesi sta spingendo sul fronte del supercomputing con il Consiglio per l’intelligenza artificiale e le tecnologie avanzate affidato a Tahnoun bin Zayed Al Nahyan.

Dopo i 600 miliardi dell’Arabia Saudita e gli oltre 200 del Qatar, gli Emirati hanno promesso al presidente Trump 200 miliardi di dollari di investimenti, per un totale di 1.400 miliardi complessivi considerando l’impegno assunto all’inizio di quest’anno. Nei 200 miliardi emiratini è inclusa la costruzione del primo tassello di quello che diventerà il più grande campus di intelligenza artificiale al mondo al di fuori degli Stati Uniti, con sede proprio ad Abu Dhabi. L’intesa con gli Emirati punta a decentralizzare Stargate per rafforzare la presenza Usa nell’area e alimentare il mix di innovazione e sostenibilità per la prossima generazione di progressi nell’AI.

 

In questo articolo:

 

  • Cosa farà Stargate Uae negli Emirati Arabi Uniti
  • L’AI Usa ad Abu Dhabi: quali aziende sono coinvolte
  • Perché gli Stati Uniti collaborano con gli Emirati

 

Cosa farà Stargate Uae negli Emirati Arabi Uniti

L’iniziativa è a tutti gli effetti un’estensione di Stargate, il piano americano per costruire le infrastrutture necessarie a sviluppare i modelli futuri di intelligenza artificiale. Da locale la strategia diventa internazionale rafforzando la collaborazione tecnologica con Abu Dhabi e potenziando l’AI su scala globale. L’investimento infrastrutturale si concentra su ricerca e sviluppo avanzato per i settori tecnologia, difesa, energia, industria, biotecnologie e healthcare. Nel concreto, il progetto consiste nella costruzione di un impianto di intelligenza artificiale da 200 megawatt per 1 gigawatt di calcolo.

La struttura entrerà in funzione nel 2026 e farà parte di un cluster più ampio che vedrà sorgere ad Abu Dhabi un complesso di data center su una superficie di 26 chilometri quadrati, in grado di coprire una capacità complessiva di calcolo pari a 5 gigawatt. Con questa mossa, lo Stato del Golfo accelera lo sviluppo dell’IA per diversificare un’economia ancora dipendente dal petrolio. Il fulcro dell’accordo è il campus di Abu Dhabi, ma si potrà ampliare in futuro con uno schema di crescita globale condivisa: per ogni dollaro investito in Stargate Uae e nel data center di Abu Dhabi, il governo emiratino investirà un dollaro nelle infrastrutture per l’AI negli Stati Uniti.

 

L’AI Usa ad Abu Dhabi: quali aziende sono coinvolte

Negli Emirati la joint venture di Stargate comprende sei realtà chiave del settore. La holding tecnologica locale G42 (sostenuta dal fondo sovrano nazionale Mubadala Investment Company e da Microsoft) si occuperà della costruzione fisica del polo. I processori di ultima generazione saranno quelli di Nvidia. Per l’infrastruttura di rete ci sarà Cisco, mentre la holding giapponese SoftBank curerà la parte finanziaria. Infine, OpenAI e Oracle prenderanno in cura la componente operativa e la gestione tecnica. Con l’ormai ex startup di Sam Altman gli Emirati hanno chiuso un accordo ulteriore: diventeranno il primo Paese al mondo a garantire un abbonamento al servizio ChatGpt Plus all’intera popolazione.

La collaborazione fa parte di OpenAI for Countries, un programma parallelo volto ad aiutare le nazioni a costruire le proprie infrastrutture AI in linea con principi di democrazia e indipendenza tecnologica. “Stargate rappresenta la nostra visione a lungo termine per costruire capacità di calcolo all’avanguardia in tutto il mondo, al servizio di un’intelligenza artificiale globale sicura, protetta e ampiamente vantaggiosa”, si legge in un comunicato di OpenAI. “La nuova partnership supporterà gli Emirati Arabi Uniti nell’utilizzo degli strumenti di OpenAI in settori cruciali come la pubblica amministrazione, l’energia, la sanità, l’istruzione e i trasporti, contribuendo ad accelerare l’innovazione e la crescita economica, creando al contempo benefici duraturi per la popolazione”.

“L’intelligenza artificiale è la forza più trasformativa del nostro tempo. Con Stargate Uae, stiamo costruendo l’infrastruttura di AI per alimentare l’audace visione del Paese”, ha spiegato Jensen Huang, l’amministratore delegato di Nvidia. “Stargate coniuga il cloud ottimizzato per l’AI di Oracle a un’infrastruttura sovrana su scala nazionale. Questa piattaforma, prima al mondo nel suo genere, consentirà a ogni agenzia governativa e organizzazione commerciale degli Emirati Arabi Uniti di utilizzare i propri dati nei modelli di AI più avanzati al mondo”, ha aggiunto Larry Ellison, il fondatore e presidente di Oracle.

 

Perché gli Stati Uniti collaborano con gli Emirati

Per il momento non si conoscono ulteriori dettagli su Stargate Uae, se non che gli Emirati ambiscono a diventare un hub mondiale nell’intelligenza artificiale. Nell’accordo commerciale, gli Stati Uniti si impegnano a trasferire 500.000 Gpu H100 Nvidia ad alte prestazioni, un quinto destinate a G42 e la parte restante alle varie aziende americane che già operano nella monarchia del Golfo. “Il nuovo campus AI ospiterà hyperscaler e grandi imprese statunitensi che potranno offrire servizi a bassa latenza a quasi la metà della popolazione mondiale che vive entro 3.200 chilometri dagli Emirati Arabi Uniti”, ha fatto sapere il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti.

La strategia è quindi servire il Sud Globale e fare concorrenza alla Cina. Al tempo stesso, Washington vuole rinsaldare il legame strategico tra Emirati e Stati Uniti, messo a rischio dall’amministrazione Biden con le limitazioni alle esportazioni di tecnologie AI di ultima generazione verso i Paesi arabi legati alla Cina. Gli accordi di Trump sono necessari anche per un altro motivo: grazie all’enorme offerta di petrolio e gas, nucleare e rinnovabili, gli Emirati garantiscono le necessarie quantità di energia elettrica a basso costo per alimentare i data center e soddisfare l’efficienza operativa che permette di avere l’intelligenza artificiale.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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