Quantum computing: gli Usa alzano la posta con 2 miliardi di investimenti, Ibm in testa

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Nella corsa tecnologica tra Stati Uniti e Cina, l’amministrazione Trump ha appena mosso una delle pedine più pesanti: 2 miliardi di dollari direttamente nel capitale di aziende di calcolo quantistico. Una mossa strategica in un settore che, secondo le stime, potrebbe generare un valore economico compreso tra 850 miliardi e 1.300 miliardi di dollari entro il 2040. L’investimento più rilevante di circa 1 miliardo di dollari va a Ibm, che con i fondi costituirà Anderson, la prima fonderia americana interamente dedicata alla produzione di chip quantistici.

 

In questo articolo:

 

  • Ibm e GlobalFoundries: i due investimenti cardine del pacchetto
  • Oltre Ibm, gli altri beneficiari del piano
  • Quantum computing, quanto vale davvero la “scommessa”

 

Ibm e GlobalFoundries: i due investimenti cardine del pacchetto

Per la prima volta nella storia, gli Stati Uniti acquisiscono partecipazioni azionarie dirette in aziende di calcolo quantistico. I fondi provengono dagli incentivi previsti dal CHIPS and Science Act firmato dall’ex presidente Joe Biden e rappresentano l’ultimo tassello di una strategia con cui Washington sta assumendo quote dirette in settori tecnologici considerati strategici: in precedenza, il governo aveva acquisito una partecipazione del 10% in Intel, diventandone il maggiore azionista, e una quota significativa in MP Materials, società mineraria specializzata nelle terre rare.

La quota principale del piano, pari a 1 miliardo di dollari, è destinata a Ibm per la costituzione di Anderson, una nuova società con sede a New Albany, nello Stato di New York, che diventerà il primo impianto americano interamente dedicato alla produzione di chip quantistici. Ibm investirà un ulteriore miliardo di dollari nella nuova entità e trasferirà ad Anderson proprietà intellettuale, asset fisici e personale, con l’intenzione di attrarre ulteriori investitori nel tempo. La quota governativa nella nuova società non è stata resa nota. L’amministratore delegato Arvind Krishna ha precisato che Anderson opererà come fonderia aperta, offrendo le proprie capacità produttive a clienti terzi con le stesse condizioni tecnologiche di cui dispone Ibm stessa, e che le trattative con potenziali clienti sono già in corso. Il Segretario al Commercio Howard Lutnick ha definito il complesso degli investimenti “uno degli impegni più significativi assunti finora dal governo statunitense nella ricerca e sviluppo quantistica”, con l’obiettivo di posizionare gli Stati Uniti come principale produttore mondiale di wafer quantistici.

GlobalFoundries — in cui il governo detiene già una partecipazione di circa l’1% — riceverà 375 milioni di dollari per costruire una fabbrica negli Stati Uniti dedicata ai componenti per più tipologie di macchine quantistiche. L’azienda ha contestualmente annunciato il lancio di una nuova divisione interna, Quantum Technology Solutions, focalizzata sulla produzione su scala di hardware quantistico. Il responsabile tecnologico Gregg Bartlett ha indicato che la divisione svilupperà chip di controllo progettati per resistere alle temperature estremamente basse richieste dai computer quantistici, oltre a tecnologie avanzate di packaging, in collaborazione con più società del settore.

 

Oltre Ibm, gli altri beneficiari del piano

D-Wave Quantum, Rigetti Computing, Infleqtion e altre società riceveranno ciascuna fino a 100 milioni di dollari, mentre Diraq beneficerà di un finanziamento fino a 38 milioni, destinato a superare specifici ostacoli tecnici che frenano lo sviluppo di sistemi più potenti. Due beneficiari presentano connessioni dirette con l’amministrazione: Emil Michael, attuale massimo funzionario tecnologico del Pentagono, aveva portato D-Wave alla quotazione in borsa nel 2022 tramite una società di acquisizione a scopo speciale che dirigeva all’epoca; PsiQuantum ha raccolto 1 miliardo di dollari da investitori, tra cui il ramo venture capital di Nvidia e 1789 Capital, fondo sostenuto da Donald Trump Jr.

IonQ, principale operatore del settore rimasto escluso dalla lista iniziale dei beneficiari, ha comunque registrato un rialzo del 12% dopo che il Dipartimento del Commercio ha comunicato di continuare a valutare proposte da candidati idonei. Il ceo di Infleqtion, Matthew Kinsella, ha sottolineato la rilevanza dell’iniziativa affermando che il governo non finanzia tecnologie che considera speculative, leggendo quindi nell’investimento una conferma che la diffusione del calcolo quantistico stia procedendo più rapidamente del previsto.

 

Quantum computing, quanto vale davvero la “scommessa”

All’annuncio, i titoli delle società coinvolte hanno guadagnato tra il 6% e il 31%, con Rigetti Computing, D-Wave Quantum e Infleqtion che hanno aggiunto complessivamente circa 4,9 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato in una sola seduta, per poi salire di un ulteriore 7% nelle contrattazioni notturne. Le azioni di Ibm hanno aperto in rialzo di quasi il 4%. Alcuni operatori di mercato hanno rilevato che l’entità dei rialzi risulta sproporzionata rispetto ai finanziamenti effettivi, considerando l’elevato interesse sulle posizioni short (particolarmente concentrato su Rigetti e D-Wave) e la redditività commerciale ancora da dimostrare per la maggior parte delle società coinvolte.

Il settore rimane fortemente orientato dal sentiment: dichiarazioni anche generiche a favore del quantistico da parte di Trump o di altri funzionari hanno storicamente innescato rialzi significativi nei titoli del comparto. D’altro canto, sul piano tecnico, i computer quantistici devono ancora superare ostacoli rilevanti: i qubit, le unità fondamentali di elaborazione delle informazioni, sono estremamente sensibili a fattori esterni come le variazioni di temperatura e di luce, e gli elevati tassi di errore ne limitano tuttora le applicazioni pratiche. Nonostante i progressi di Ibm, Microsoft e Google, la svolta commerciale attesa dal settore non si è ancora concretizzata.

Immagine di Hillary Di Lernia

Hillary Di Lernia

Classe 1994 e laureata in scienze della comunicazione, si è specializzata in sociologia conseguendo successivamente un master in criminologia. Giornalista pubblicista, ha collaborato con diverse testate finanziarie tra cui Bluerating e Milano Finanza, occupandosi di risparmio gestito e approfondimenti sui mercati finanziari. Oggi svolge anche la professione di criminologa e giornalista d’inchiesta, con particolare attenzione alle dinamiche sociali, economiche e criminali.

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