Stellantis rivede l’elettrico: perché le azioni tornano sotto i riflettori

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Per una volta, il vero market mover sulle azioni Stellantis non è una trimestrale, ma l’ammissione pubblica di un errore strategico. Antonio Filosa ha riconosciuto che il gruppo ha sovrastimato la velocità di adozione dell’auto elettrica, soprattutto negli Stati Uniti, dove le vendite EV restano sotto il 6% rispetto a un obiettivo interno del 50% al 2030. Da qui parte un riposizionamento che interessa molto da vicino i mercati finanziari: più ibrido, più attenzione al cash flow e maggiore centralità del mercato USA nella creazione di valore per gli azionisti.

La revisione del piano sull’elettrico va di pari passo con un messaggio rassicurante alla comunità degli investitori. Filosa ha confermato che Stellantis è in linea con la guidance 2025 e ha indicato un recupero di circa 3 miliardi di free cash flow come primo segnale di riequilibrio finanziario. Il nuovo piano strategico arriverà nel primo semestre 2026, con Capital Market Day tra maggio e giugno: una finestra che il mercato guarderà come banco di prova sulla capacità del gruppo di tenere insieme transizione energetica, redditività e ritorni per chi detiene azioni Stellantis.

 

 

Azioni Stellantis: il grafico sostiene il nuovo corso

Sul fronte di Borsa, il quadro tecnico delle azioni Stellantis sembra coerente con questa narrativa di “correzione e ripartenza”. Dopo i test dei 7,5 euro ad agosto e settembre 2025, il titolo ha invertito la rotta, riportandosi sopra le principali medie mobili a 50, 100 e 200 giorni. L’ultima gamba rialzista ha permesso ai corsi di superare il solido supporto statico in area 9,9 euro, livello che ora rappresenta una base importante per eventuali nuovi movimenti direzionali.

 

 

Il recente ritracciamento può essere letto come una fisiologica pausa all’interno di un trend tornato positivo, più che come un segnale di debolezza strutturale. In questa ottica, sui listini e per chi fa trading attivo sulle azioni, la correzione offre un potenziale punto di ingresso in ottica di breve-medio periodo. La combinazione tra narrativa industriale più realistica, focus su USA, Ram e Jeep e ridisciplinamento della generazione di cassa crea uno sfondo favorevole a un graduale repricing del titolo, se il management confermerà nei prossimi trimestri i progressi annunciati.

 

 

Un’idea operativa sulle azioni Stellantis

Per gli investitori, il quadro tecnico attuale apre spazio a un’operazione rialzista sulle azioni Stellantis. Un possibile setup prevede un ingresso in area 10,05 euro, con un target principale a 11,5 euro e un’estensione potenziale verso la soglia psicologica dei 12 euro in caso di rottura decisa delle resistenze intermedie. Lo stop loss potrebbe essere collocato sotto la media mobile a 100 giorni, in area 8,5 euro, livello che invalida lo scenario di ripartenza in atto.

Si tratta di un’idea che si appoggia a supporti tecnici ben definiti e a un contesto fondamentale in evoluzione: Stellantis sta abbandonando la logica della “scommessa secca” sull’elettrico per abbracciare un mix di motorizzazioni più aderente alla domanda reale e ai diversi mercati. Il 2026 della casa automobilistica potrebbe rappresentare l’anno in cui il nuovo equilibrio tra strategia industriale, flussi di cassa e attese sugli investimenti si riflette pienamente sul prezzo delle azioni.

 

Immagine di Luca Fiore

Luca Fiore

Giornalista dal 2007, ha scritto per i maggiori siti di informazione finanziaria attivi in Italia e la sua grande passione sono i viaggi. Da fine agosto 2022 fa parte della redazione di Borsa&Finanza.

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