stETH: cos'è e come funziona token che mette in subbuglio mercato crittografico

stETH: cos’è e come funziona token che mette in subbuglio mercato crittografico

stETH: cos'è e come funziona il token che mette in subbuglio il mercato crittografico

Il mercato delle criptovalute non ha pace in questo periodo e ora è spuntata stETH a generare ulteriore confusione. Si tratta di un token che sta per Staked ether e in teoria dovrebbe avere lo stesso valore di ether. Tuttavia, in queste ultime settimane le sue quotazioni si sono sempre più discostate da quelle della cripto più grande, facendo crescere il sospetto che l’ennesima crisi di liquidità stia per materializzarsi nel settore. Attualmente il prezzo di stETH viaggia intorno a 0,94 ETH, ma la scorsa settimana era arrivato fino a 0,92, quindi con uno sconto dell’8%.

 

stETH: cos’è e come funziona

Per capire cosa sia stETH bisogna spiegare il processo di cambiamento che sta investendo Ethereum in questo periodo. La rete della seconda criptovaluta sta per passare dalla versione Proof of Work a quella Proof of Stake, più veloce ed economica. Per l’aggiornamento bisogna attraversare un ambiente di test denominato “beacon chain”. Nello staking, gli investitori bloccano i loro token per un certo periodo in modo da contribuire alla sicurezza della rete, ottenendo in cambio rendimenti simili agli interessi.

Per acquisire Ethereum gli investitori devono accettare di bloccare un minimo di 32 ETH fino al punto in cui la rete aggiorna a un nuovo standard, noto come Ethereum 2.0. Ora, vi è la piattaforma Lido Finance che consente agli utenti di puntare su ether e ricevere una cripto derivata denominata stETH, che può essere benissimo negoziata o prestata su altre piattaforme.

Una volta completato l’aggiornamento è possibile riscattare i token stETH con una quantità equivalente di ether. L’accoppiamento tra le due cripto non deve far pensare a una stablecoin come tether o peggio ancora a una stablecoin algoritmica come terraUSD, naufragata quando vi è stata una vendita di massa.

 

stETH: perché sta perdendo quota

Le ragioni per cui il token stETH viene venduto attualmente sono diverse. La principale probabilmente allude alla situazione compromessa del prestatore di criptovalute Celsius. La piattaforma funziona in pratica come una banca, con la differenza che è focalizzata sulle valute digitali e non è regolamentata. Celsius in pratica raccoglie i depositi di cripto da parte dei detentori, i quali ricevono un tasso d’interesse fino al 18%, e li presta a soggetti che hanno in corso determinati progetti crittografici.

La scorsa settimana, però, Celsius ha bloccato i prelievi, ascrivendo la mossa a motivi di liquidità. Stamattina ha ribadito che occorrerà del tempo per garantire una certa stabilità. Tutto questo ha seminato il panico negli investitori, considerando che l’azienda possiede più di 400 milioni di dollari in depositi stETH. Ciò che teme il mercato è che Celsius ora sia costretta a vendere i token, andando incontro a perdite importanti e soprattutto facendo scendere ancora di più il valore della moneta virtuale.

Tuttavia, non è una cosa facile, perché chi possiede stETH non sarà in grado di riscattare i token per ether prima di 6-12 mesi, ossia prima che si configuri il merge, cioè l’evento che completa la transizione di Ethereum da Proof of Work a Proof of Stake. Il blocco però potrebbe essere rimosso se gli investitori scelgono di vendere i token su altre piattaforme, ad esempio utilizzando Curve. Il rischio è che ether rappresenta meno del 20% delle riserve nel pool di liquidità di Curve, il che significa che potrebbero non esserci abbastanza fondi per far fronte a ogni prelievo di stETH.

Le notizie negative che hanno fatto perdere valore a stETH non riguardano solamente le vicende di Celsius. Ad esempio i rialzi dei tassi d’interesse della Federal Reserve hanno creato una fuga degli investitori dagli assets più a rischio. Inoltre, vi sono anche le difficoltà finanziarie dell’hedge fund Three Arrows Capital che hanno inciso sul sentiment verso il token digitale. La società infatti ha venduto le sue partecipazioni stETH e sta prendendo in considerazione altre cessioni di asset, nonché operazioni di salvataggio da parte di un’altra entità in modo da evitare il default.

Secondo Mark Arjoon, ricercatore presso la società crittografica CoinShares, fino a quando non avverrà l’aggiornamento di Ethereum, con la fusione dei token, ci potrebbero essere quotazioni a sconto per stETH. Una volta che ciò avverrà e i prelievi saranno abilitati, qualsiasi sconto sarà oggetto di arbitraggio. Gli investitori ora si aspettano che il merge avverrà ad agosto, ma più volte ci sono stati rinvii. Quindi, quando accadrà veramente, rimane ancora un’incognita.

 

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